Amate la Land Art? Io la apprezzo molto, soprattutto quando vuole veicolare un messaggio significativo. E’ il caso della Lupa del Lagorai…
Oggi andiamo in montagna! Lo so, lo dico raramente. Io sono molto più portata per il mare ma se c’è una passeggiata da fare, non mi tiro certo indietro! Andiamo alla ricerca della Lupa del Lagorai. Non sono ammattita completamente, tranquilli: non voglio portarvi sulle tracce di un animale selvatico. La lupa di cui vi parlo è una particolare scultura di legno. O meglio, è un incontro diretto con la montagna che cambia, con le sue ferite e le sue rinascite.
L’opera è stata realizzata dall’artista veneto Marco Martalar al Pian della Casara, sopra Vetriolo Terme, nel comune di Levico Terme. È alta circa sei metri ed è composta da più di 2000 pezzi di legno recuperati nella zona, soprattutto radici e scarti lasciati a terra dopo il passaggio della terribile tempesta Vaia che ha devastato questi luoghi nel 2018. L’artista ha lavorato per due mesi sul posto, a circa 1600 metri di quota. Tutto il materiale proviene dalla zona: legno a “metro zero”. Radici che un tempo ancoravano gli alberi al suolo ora si alzano verso il cielo, assemblate in una forma nuova.
La lupa e il suo autore vogliono raccontare come un bosco, apparentemente colpito a morte dalla furia degli elementi, possa generare nuove storie. Non è possibile cancellare ciò che è successo, ma lo si può rendere parte di un nuovo racconto.

I dintorni sono ancora brulli e punteggiati dai resti degli alberi abbattuti. Negli ultimi anni sono stati piantati nuovi alberi e arbusti: faggi, betulle, larici e specie erbacee che aiutano il terreno a consolidarsi. Il paesaggio stesso, dunque, è in continuo movimento. La montagna cerca di riconquistare i propri spazi. Ha solo bisogno di un po’ di tempo per riuscirci.

La scelta di non usare oli o vernici per dipingere la lupa va proprio incontro a questo processo di risanamento naturale: il legno deve potersi ‘muovere’, cambiare aspetto. La lupa non è fatta per durare ma per richiamare la nostra attenzione sulla natura e sulla sua fragilità. Il muso rivolto verso il cielo, il suo ululato silenzioso catalizzano la nostra attenzione e ci richiamano a osservare meglio ciò che succede intorno a noi.
Come arrivare alla Lupa del Lagorai
Siete incuriositi ma temete che la passeggiata ecceda le vostre forze? Tranquilli. Non ne avete motivo. La meta è facilmente raggiungibile ed è adatta sia a una breve uscita pomeridiana sia a una giornata intera da abbinare ad altre escursioni nella zona.

Per raggiungere la Lupa del Lagorai ci si sposta prima in auto (o con bus dedicati nei periodi invernali) verso Vetriolo Terme, località in quota sopra Levico Terme. Ci vuole, grossomodo, mezz’ora di strada dalla valle: le curve sono regolari e regalano scorci sulla Valsugana. Può valere la pena parcheggiare vicino alla piattaforma di lancio dei parapendii. Da qui c’è un sentiero che sale nel bosco. Basta seguire le indicazioni per Lupa del Lagorai e per Malga Masi.
Il tracciato è una comoda strada forestale, ampia e facile da seguire. La pendenza è modesta e la distanza di poco più di un kilometro.
La salita è costante ma regolare, adatta anche a chi non è abituato a camminare in montagna. Attenzione, però, indossate calzature adatte! Siamo pur sempre in montagna! Portatevi anche un po’ d’acqua perché lungo il tragitto non ci sono fontane. Salendo, osservate bene il panorama che vi circonda: qui Vaia ha lasciato tracce terribili e profonde che permettono però di comprendere efficacemente il contesto in cui è nata l’opera.
P.S. Se il lavoro di Martalar vi è piaciuto, potreste anche andare ‘a caccia’ della sua Aquila di Vaia e del suo Grifone. O magari potreste andare a cercare il suo Drago di Vaia che, dopo essere stato distrutto, è fortunatamente rinato!
2 commenti
Buongiorno Francesca, grazie per questa sua “rubrica” piena di spunti sempre stimolanti e interessanti.
La correggo per quanto riguarda il drago di Vaia: è vero, è stato distrutto, pare da una persona con problemi mentali, ma il suo autore l’ha fatto rinascere dalle fiamme!
https://www.lavaronegreenland.it/drago-vaia/
Un cordiale saluto.
Buongiorno. Grazie della correzione sono molto contenta di scoprire che il drago è ‘rinato’! Spero di avere presto occasione anche di vederlo.