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Panorama Le Mont Saint Michel
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  • Francia

Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)

  • 25 Luglio 2025
  • Daniela
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Le Mont Saint Michel è uno dei luoghi più visitati e fotografati del globo. Se volete visitarlo, qualche consiglio potrebbe rivelarsi utile…

Tempo fa scrivevo del castello di Neuschwanstein e di come visitarlo senza diventare matti. Pare che l’articolo si sia rivelato utile a più di qualche lettore, quindi oggi vi racconto di un altro luogo molto caro al turismo: Mont Saint Michel. Anche in questo caso, lascio ad altri il piacere di raccontarne la storia. A me interessa spiegare come potete districarvi dalle insidie che un luogo così affollato riserva. Perché, anche in questo caso, l’organizzazione è fondamentale.

Le maree…

Partiamo da un dato fondamentale (e abbastanza noto): Mont Saint Michel è un isolotto sulla costa francese della Manica, esattamente posto sul confine fra Normandia e Bretagna (ma è in Normandia, ve lo assicuro). Il suo fascino è dovuto in parte alle maree che un tempo spesso isolavano lo scoglio dalla terraferma. Ora succede di rado, cioè circa 12 giorni all’anno, quando il livello della marea supera i 13 metri. Sopra tale soglia c’è il rischio di bagnarsi i piedi per accedervi, ma normalmente il ponte che conduce all’isola resta completamente all’asciutto. E comunque, anche in quei pochi giorni, l’effetto dura poco, più o meno un’ora…

Quindi se lo scopo primario del vostro viaggio è di fotografare la baia completamente allagata, potreste rimanere delusi. Però, ve lo dico sinceramente: Mont Saint Michel ha fascino a sufficienza, anche con la bassa marea.

Poco importa che vi sia alta o bassa marea: Mont Saint Michel è sempre affascinante…
Ma se parto dalla marea è per precisare due aspetti fondamentali: il primo è che è inutile consultare la tabella delle maree per decidere quando andare, il secondo è che per andare a Mont Saint Michel bisogna attraversare un ponte. E con il ponte comincia l’avventura… perché di solito i miei viaggiatori si preoccupano dei gradini che occorre salire per raggiungere l’abbazia. È oggettivamente una bella salita (circa 350 scalini), ma prima bisogna considerare il percorso da fare per arrivare al primo gradino. E allora provo a schematizzare!

In auto (e i mezzi privati in generale)

Per chi ha deciso di arrivare in Normandia con mezzi propri, tutto è organizzato piuttosto bene. Superato il villaggio di Pontorson, seguite i cartelli: vi ritroverete al parcheggio (a pagamento), suddiviso in settori riservati ai diversi veicoli (auto, camper, autobus, moto). Parcheggiate e incamminatevi lungo il sentiero che porta verso l’ufficio del turismo. So che vorreste fare una foto del Monte, che già da lì è parecchio suggestivo, ma datemi retta: non perdete tempo e camminate sul lato sinistro della passeggiata. Il perchè lo scoprirete quando troverete (tante) altre persone come voi che attendono in coda: aspettano la navetta (chiamata Passeur) che li porti ai piedi di Mont Saint Michel.
Navetta Mont Saint Michel
Se proprio ci tenete, oltre al Passeur c’è un altro modo per raggiungere Mont Saint Michel da parcheggio. La diligenza si chiama Maringote, impiega circa 20 minuti e costa 6 Euro a persona.

Non fate gli eroi: non pensate di andarci a piedi. Ci sono circa 3 km (più la salita, che poi vi racconto). E non fate i furbi: se credete che saltare la fila sia un gioco da ragazzi, sappiate che a un certo punto inizia una transenna e che lì dovrete mestamente tornare indietro; quindi avrete solo perso tempo. Fate solo quel che fanno tutti: mettetevi in coda.

Le navette hanno una cadenza un po’ strana, nel senso che fra l’arrivo di un bus e la sua partenza passano alcuni minuti. Potrà sembrarvi un’inutile perdita di tempo, ma tutto ha senso. Siate pazienti e alla fine vi svelerò il motivo. La navetta è gratuita, un addetto regola il flusso dei passeggeri e, una volta partita, impiega circa 10 minuti per arrivare a circa tre quarti del ponte (facendo 2 fermate intermedie alle quali voi non scenderete per nessun motivo). A fine corsa, scendete e, finalmente, scattate le vostre belle foto. Dal capolinea la vista è davvero bella. Poi proseguite verso la Porta de l’Avancée, ossia l’accesso al borgo ai piedi dell’abbazia di Mont Saint Michel.
Poi c’è anche chi ama le biciclette… Ebbene, il lato ovest del ponte è ciclabile, quindi in teoria a Mont Saint Michel si può arrivare pedalando. Solo che ci si può giusto arrivare! Non c’è infatti alcun parcheggio per le due ruote e quindi, arrivati sull’isolotto, potrete scattare qualche foto e tornare così come siete venuti. Se volete visitare la Merveille, come il complesso abbaziale è soprannominato, l’unica possibilità è di lasciare la vostra amata bici nei pressi dell’ufficio del turismo e… prendere la navetta!!!

Con i mezzi pubblici

Se soggiornate a Rennes o a St. Malo, sappiate che la compagnia di autobus Keolis mette a disposizione alcune corse giornaliere. Attenzione però: la fermata più prossima a Mont Saint Michel  è di fronte all’ufficio del turismo, cioè dove si prende la navetta. In realtà, però, un modo per saltare la fila per il Passeur c’è. Come? Evitando di prendere lo shuttle! Basta parcheggiare l’auto a Pontorson, recarsi alla stazione dei treni e prendere il bus che vi condurrà fino ai piedi dell’abbazia. La corsa costa 4,30 Euro, il biglietto si acquista direttamente a bordo (in contanti o con carta di credito). Ovviamente, questa opzione è perfetta per chi viaggia in treno, ma anche se viaggiate con un veicolo privato non scarterei l’opzione… Per rimanere aggiornati sugli orari (che variano a seconda della stagione), basta consultare il sito dell’ufficio del turismo di Pontorson.

Comincia la salita!

gradini Mont Saint Michel
Da qualsiasi parte arriviate, questa è la scala d’accesso all’abbazia.
Varcata la Porte de l’Avancée, vi troverete in una sorta di cortile. A sinistra le toilette, a destra una seconda porta. Oltrepassatela: troverete una terza porta, quella del Re. Superate anche quella e non vi preoccupate dei turisti che fanno la fila per mangiare una omelette da La mère Poulard. Voi siete a Mont Saint Michel per motivi ben più nobili… e i consigli per il pranzo ve li do più tardi…
Dunque, dicevamo: passate oltre la Porte du Roy. Lì inizia la Grande Rue, che è la via maestra per raggiungere l’abbazia. E’ piena di negozi e punti di ristoro e, naturalmente, di turisti. I primi metri sono pianeggianti e abbastanza ampi, ma non lasciatevi ingannare: dopo pochi passi, comincerete a salire facendovi largo fra la ressa (o, se è ancora presto, fra i mezzi autorizzati alle consegne). Non voglio scoraggiarvi, ma solo offrirvi una valida alternativa. Dopo la porta, infatti, alla vostra sinistra c’è l’ufficio postale. Subito dopo, sempre a sinistra, troverete una scala (effettivamente piuttosto ripida). Fidatevi: è la via più facile per arrivare all’ingresso della Merveille.
Perché la più facile? Innanzitutto perchè, dopo lo “strappo” iniziale, la salita si fa più dolce. E poi perchè, se avrete bisogno di prendere fiato potrete farlo con tutta calma, senza che vi spingano e vi urtino da tutte le parti. A farmi preferire questo percorso c’è anche una ragione paesaggistica: alcuni scorci sulla baia sono davvero belli, mentre la Grande Rue non offre alcuna vista. E poi, potrete visitare il villaggio sull’isola per quello che è: le costruzioni antiche, i giardini minuscoli, il piccolo cimitero vi lasceranno incantati.
E se proprio la scalinata della Posta vi sembra insormontabile, vi propongo un compromesso: prendete la Grande Rue (che comunque è in salita!) fino alla chiesa di Saint Pierre e lì prendete il viottolo a sinistra. Ci impiegherete qualche minuto in più, ma vi assicuro che raggiungere l’abbazia attraversando il villaggio ha tutt’altro fascino. D’altra parte, a Mont Saint Michel tutte le strade portano ai piedi dell’antico monastero. Quindi, a prescindere dal percorso seguito, vi ritroverete all’inizio di una scalinata piuttosto ripida; quella che, finalmente, vi farà accedere alla Merveille!

Finalmente all’abbazia!

Oramai ci siete. Ancora un piccolo sforzo e avrete “conquistato” Mont Saint Michel! Prima di salire la scalinata, guardatela bene e incanalatevi nella fila giusta: a sinistra i gruppi, al centro i visitatori senza prenotazione, a destra quelli con prenotazione. Va da sé che, vista l’affluenza, prenotare prima comporta un discreto vantaggio. Il mio consiglio? Prenotate anche i tablet per la visita guidata a realtà aumentata. L’abbazia, infatti, è completamente vuota, quindi a meno che non siate dei cultori di architettura medievale e che non conosciate già alla perfezione la genesi e l’evoluzione del complesso, la realtà virtuale vi sarà di grande aiuto. Ai visitatori viene dato comunque un dépliant (disponibile in svariate lingue, italiano compreso), ma è davvero stringato.

Con o senza acqua, i giochi di luce della baia sono magici. Grazie alla viaggiatrice Alessandra per questa bellissima foto!

Altro punto da non sottovalutare: Mont Saint Michel è un sito sensibile dal punto di vista della sicurezza. Quindi, fra l’accesso e la biglietteria verrete sottoposti a un controllo. Non rigorosissimo. Ma i coltellini svizzeri è meglio lasciarli in hotel. Superato il metal-detector, potrete procedere verso la biglietteria o, se siete già muniti di ticket e del tablet non sapete che farvene, direttamente all’ingresso, dove dovrete mostrare il qr-code del vostro titolo d’accesso.

Non  pensiate che le salite siano terminate! Un’ultima rampa di scale vi attende! Dopodiché sarà veramente la meraviglia perché la vista mozzafiato che si apre sulla baia vale tutta quella fatica. Il percorso di visita è un lungo senso unico obbligato (e in discesa). Fate attenzione a dove mettete i piedi perché ci sono gradini in penombra e non tutti gli ambienti sono luminosi. Alla fine, vi ritroverete nel negozio (che offre pubblicazioni molto interessanti e gadget che preferisco non commentare) e, da lì, attraversando il giardino, ritornerete ai piedi della scalinata fatta per accedere.

Come rientrare?

Di solito, sconsiglio di fare a piedi tutto il ponte. E’ lungo (e arrivando con la navetta ce ne si rende ben conto). Un giusto compromesso è prendere il Passeur, scendere alla prima fermata (Barrage), fare tutte le foto del caso e da lì rientrare lento pede al parcheggio. Anche perché, visto il numero dei fruitori, è ben difficile che lì riusciate a risalire sul bus. Se, invece, di selfie ne avete fatti abbastanza, restate sullo shuttle che vi riporterà all’ufficio informazioni del parcheggio.

Attenzione a un dettaglio importante: per prendere la navetta, dalla Porte de l’Avancée dovrete fare circa 350 metri sul ponte. La prima fermata che troverete è riservata al bus di linea diretto alla stazione di Pontorson (vedi sopra). Di solito sono in pochi ad aspettarlo, quindo potreste illudervi che non ci sia nessuno in fila per lo shuttle. Errore! La fermata corretta si trova circa 50 metri più avanti. Non temete: la coda si smaltisce in fretta perché i bus arrivano, caricano e ripartono. E qui si svela l’arcano: la coda d’attesa è più lenta per chi va a Mont Saint Michel per fare in modo che siano più numerosi i visitatori in partenza che quelli in arrivo. Come dire: folla sì, ma senza esagerare.

Ho fame!!!

Se, comprensibilmente, vi è venuto appetito, la buona notizia è che a Mont Saint Michel è impossibile morire di fame! D’altra parte, visto il numero dei visitatori, non attendetevi ristoranti gourmet! Quindi, il mio consiglio è quello di portarvi uno snack per calmare i morsi della fame e rientrare sulla terraferma per trovare una soluzione più allettante. Fra il Monte e Pontorson ci sono dei locali decisamente più tranquilli, dove gustare crêpe e galette senza dover attendere in fila per mezz’ora. Semplicemente, anche scendendo dalla navetta alla fermata Route du Mont (la seconda rientrando dall’isola), troverete diverse proposte e poca ressa.

Fidatevi: per il pranzo (o uno snack) è meglio lasciare Mont Saint Michel e trovare una creperie sulla terraferma.

Ma se davvero non potete resistere, io farei una sosta da Au Pelerin. Scendendo lungo la Grande Rue, si trova a sinistra. E’ un bar piccolino, ma ancora parecchio familiare. Fa dei panini come si deve e il caffè espresso è decoroso (Sir Didò sarebbe fiero di me per questo suggerimento). E se, invece, volete proprio assaggiare l’agnello dei prati salati (cioè la specialità locale), per me la scelta migliore resta il Relais Saint Michel, sulla terraferma, appena all’inizio del ponte. Da lì la vista è strepitosa e, mi dicono, che anche l’agnello sia gustoso al punto giusto.

E la pipì?

Francesca ancora mi prende in giro per una passeggiata by-night a Wiesbaden alla ricerca di toilette da consigliare l’indomani. Forse sono un po’ fissata, ma in una gita ben riuscita anche le “soste idrauliche” hanno la loro importanza. Vi dico la verità: secondo me a Mont Saint Michel si potrebbe fare di meglio. Le toilette principali sono accanto all’ufficio del turismo (là dove si prende la navetta), subito dopo la Porte de l’Avancée a sinistra, quasi in cima alla scalinata che conduce nella parte più alta dell’abbazia (dopo il controllo di sicurezza e del biglietto). Ce ne sono anche al termine del percorso, poco prima del cancello di uscita. Anche accanto al negozio di abbigliamento Le Lutins (sulla Grande Rue poco prima dell’inizio della salita) ce ne sono, ma sono due di numero.

Due consigli finali

Se Francesca ancora non si capacita per la ricerca del wc, un mio collega da anni mi prende in giro per come racconto delle sabbie mobili. Nella baia ci sono e sono pericolose. Quindi, non avventuratevi sulla sabbia (e peraltro ci sono pure i cartelli). Però ve lo dico francamente: se è estate e siete con dei viaggiatori in erba, prenotate un’escursione con le guide naturalistiche. Camminare nella baia e imparare a districarsi fra le sabbie mobili è un’esperienza impagabile.

Secondo consiglio. Da dove si fa la foto migliore? Francesca ed io concordiamo: da Saint-Jean-le-Thomas. Non ne avete mai sentito parlare? E allora vi tocca continuare a leggere i nostri racconti…

 

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Daniela

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani.

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4 commenti
  1. Caterina ha detto:
    25 Luglio 2025 alle 21:15

    Utilissimo grazie! Non siamo partiti quest’ anno proprio perché scoraggiati dai racconti sulla folla! Ci rifaremo con i tuoi consigli 🙂

    Rispondi
    1. La Guida Curiosa ha detto:
      25 Luglio 2025 alle 22:09

      Siamo contente che abbia trovato utile questo articolo! Mont Saint Michel merita davvero una visita, al di là della folla…

      Rispondi
  2. Lucina ha detto:
    23 Agosto 2025 alle 22:58

    Grazie grazie per i consigli noi andremo la prima di settembre. Ma secondo voi vale la pena dormire dentro?

    Rispondi
    1. La Guida Curiosa ha detto:
      25 Agosto 2025 alle 20:52

      Grazie Lucina! Dormire sull’isola è un’esperienza che ancora ci manca, ma dando un’occhiata all’offerta e ai relativi prezzi credo ci mancherà ancora a lungo… perché, invece, non soggiornare dall’altro lato della baia, in zona Saint-Jean-le-Thomas e godersi un villaggio affascinante e una vista unica sul Monte?

      Rispondi

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La Guida Curiosa nasce da un'idea di Daniela, tour leader e guida turistica per professione, viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, è partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 narra curiosità e storie dai suoi viaggi, vicini e lontani. Dal 2024, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconta con lei. Qualche volta partiranno insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.
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