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Costa Azzurra mimose
  • Appunti di viaggio
  • Francia

Le mimose della Costa Azzurra

  • 8 Marzo 2024
  • Daniela
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Se pensiamo all’8 marzo, pensiamo al giallo intenso delle mimose. Oggi vi racconto di un’escursione speciale, che mi ha consentito di scoprire segreti e curiosità.

Sono appena stata in Costa Azzurra, sul “sentiero delle mimose”. Di solito, pensando al sud della Francia, le immagini che affiorano hanno mille colori, ma il giallo delle mimose non è certo protagonista. Magari vengono in mente i campi di lavanda oppure il blu del mare, l’azzurro del cielo, le tinte pastello delle facciate delle case, i colori vivaci delle bouganville. Invece, alle mimose non si pensa quasi mai. Ed è per questo che voglio raccontarvi della sinfonia visiva che mi ha deliziato qualche giorno fa.
Ci sono diverse zone del primo entroterra della Costa Azzurra che si possono visitare: l’area intorno a Grasse, ad esempio, così come le colline che si affacciano sul golfo di Hyères o su quello di Lérins. Ovunque si vada lo spettacolo è assicurato e ciò che trovo affascinante è l’immersione nei colori, nei profumi e nei suoni. Una sorta di sinestesia a portata d’uomo. I sensi diventano i protagonisti e tutto ciò che occorre fare è lasciarsi meravigliare. Il mare è lontano, ma ben visibile. I boschi sono ben tenuti, ma selvatici al tempo stesso. E tutte le persone presenti sono lì con lo stesso obiettivo: fare il pieno di colori e di bellezza. Prendersi una pausa, insomma. Il che non guasta. Mai.
Costa Azzurra mimose
Le colline in fiore e la Costa Azzurra

Un po’ di storia

In realtà, le mimose non sono tipiche di queste zone. Originano infatti dal sud dell’Australia e giunsero in Europa in epoca relativamente recente. Pare, infatti, che la prima europea a godere della bellezza delle infiorescenze gialle sia stata Joséphine de Beauharnais, moglie di Napoleone, che volle un esemplare di mimosa nel giardino del castello di Malmaison. Erano i primi anni dell’Ottocento. In pochi anni le mimose arrivarono sulle coste del Mediterraneo per restarci in pianta stabile, complice anche il fiorire (è il caso di dirlo) dell’industria dei profumi.

Mimose: segreti e curiosità

Durante la mia escursione ho anche avuto il piacere di incontrare Stéphane e Dorothée Del Masso, quarta generazione di “mimosisti”. Non trovo traduzione di questa parola, evidentemente utilizzata solo qui. Ma che che cosa fanno i mimosisti? Semplice (a dirsi, meno a farsi): raccolgono mimose, le preparano e le vendono. Un lavoro intenso e complesso, molto fisico, visto che le piante di mimosa amano il terreno secco e dunque prediligono le scarpate scoscese alla tranquilla pianura. Occorre perciò salire a piedi nei boschi, tagliare i rami e portarli a valle per lavorarli. Occorre anche conoscere le epoche di fioritura prima che i fiori si vedano, bisogna saper prevedere e poi lavorare velocemente perché i fiori non aspettano…
Negli ultimi anni, poi, bisogna fare i conti anche con il clima che cambia: se, un tempo, la mimosa annunciava l’arrivo della primavera, oramai succede che fiorisca già a dicembre e che a febbraio si sia già alla fine della stagione utile. Il che pone un problema. In Italia si acquistano mimose in occasione della Festa della Donna, l’8 marzo. Cioè troppo tardi! E’ questo uno dei motivi che fanno dire a Stéphane che, per quanto riguarda la sua famiglia, non ci sarà una quinta generazione di mimosisti. Il che è un peccato perché quanto i due fratelli vanno raccontando è oltremodo interessante.

Visita alla forcerie

Forcerie Costa Azzurra mimose
Al lavoro all’interno della forcerie

Innanzitutto, è bene sapere che se nel mondo esistono circa 1.500 varietà di mimose, sulla Costa Azzurra se ne trovano una quindicina. Ciò consente una più lunga stagionalità che, come scrivevo, inizia già a dicembre. E’ quella l’epoca in cui i mimosisti cominciano a inerpicarsi nei boschi e a prendere qualche ramo a campione. I fiori ancora sono verdi, ma c’è un metodo infallibile per sapere se, di lì a poco, si potrà cominciare la raccolta. Come si fa? Per spiegarvelo, prima devo precisare che Stéphane, come gli altri mimosisti, a valle possiede una forcerie, cioè un locale riscaldato e dotato di vasche in cemento. I rami raccolti sono adagiati sui banconi, parzialmente immersi in una soluzione di acqua e zucchero, coperti con coperte e teli di plastica. Se l’indomani si vedono fiori gialli, allora, trascorsi cinque giorni, si può iniziare. Altrimenti occorre pazientare e procedere con un nuovo saggio.

In realtà, le forcerie hanno un ruolo centrale nella commercializzazione delle mimose. Quando si va nei boschi, infatti, si raccoglie tutto: sia i rami fioriti che quelli ancora verdi. Giunti poi a valle, inizia la lavorazione. A mano si fa una cernita di quello che già può essere messo sul mercato e di quello che, invece, andrà trattato nella forcerie. A ben pensarci, lo dice il nome stesso: le infiorescenze ancora acerbe sono forzate a fiorire, grazie al calore e… allo zucchero. Non a caso, Stéphane raccomnada di non mettere l’Aspirina nell’acqua delle mimose recise (dice che quella serve per il mal di testa), ma proprio una zolletta di zucchero.

Dalla Costa Azzurra al mondo intero

Le mimose arrivano in fretta sui mercati di mezza Europa e, grazie al trasporto aereo, addirittura in Québec. C’è poi chi segue un altro tipo di commercializzazione, legata all’estrazione dell’essenza. Non solo profumi e saponette, com’è facile aspettarsi, ma anche gelatine, sciroppi e, addirittura, aceto. In vendita si trova anche il miele di mimosa, ma occorre essere sinceri: si tratta di miele d’acacia aromatizzato perché le mimose non producono nettare e dunque le api non trovano interessanti questi fiori.
E degli scarti che cosa si fa? Diventano compost da portare nei boschi, così, fra una fioritura e l’altra, il terreno resta ottimale.
Ci si potrebbe infine domandare perché le mimose fioriscono d’inverno. Ma Stéphane ritiene la risposta fin troppo facile: queste piante arrivano dall’altra parte del mondo, là dove le stagioni sono rovesciate rispetto alle nostre. Semplicemente, le mimose non hanno perso il loro calendario genetico e quando da noi le giornate sono ancora corte e buie questi fiori ci regalano un raggio di sole.
Alpi Marittime mimose Costa Azzurra
Non solo il blu del mare, ma anche il bianco delle nevi delle Alpi Marittime incorniciate dal giallo delle mimose.
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Daniela

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani.

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2 commenti
  1. Antonio Politi ha detto:
    10 Marzo 2024 alle 21:29

    Bellissimo articolo. Come sempre precisa nelle spiegazioni. Non sapevo tutte cose sulla mimosa

    Rispondi
    1. La Guida Curiosa ha detto:
      15 Marzo 2024 alle 20:09

      Grazie, Antonio! In realtà imparo anche io qualcosa di nuovo ad ogni viaggio.

      Rispondi

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