La nostra Amsterdam card ha ancora qualche ora di validità: giusto quello che ci occorre per andare a vedere un museo davvero particolare: Het Schip. Non ne avete mai sentito parlare? Adesso vi racconto tutto.

Quanto sono belli gli edifici del centro di Amsterdam? Quanto sono particolari? Alti, stretti, spesso un po’ in pendenza. Esteticamente sono una vera delizia, ma quanto è complicato viverci? Se ci siete mai entrati e avete affrontato una delle tipiche scale olandesi probabilmente vi siete fatti questa e altre domande. Quello che, forse, non vi siete mai chiesti è quanto fosse dura in passato la vita degli olandesi meno abbienti e quanto la città risultasse diversa da come la vediamo oggi. Alcuni quartieri, come Jordaan, oggi di moda e turistici, erano terribilmente disagiati e problematici agli inizi del ‘900.
Tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX, però, Amsterdam conosce uno sviluppo e una modernizzazione destinata a darle il volto che conosciamo oggi.
Le trasformazioni sociali dell’epoca vengono interpretate magistralmente dall’architettura. Una società in piena trasformazione non può fare a meno di nuovi spazi, nuove tipologie abitative e nuovi servizi! Il vero cambiamento arriva con l’Housing Act del 1901, destinato, insieme ad altri provvedimenti legislativi di inizio secolo, a migliorare le condizioni di vita dei cittadini comuni.

Tra le misure previste, c’è anche lo sgombero delle baraccopoli cittadine e la demolizione degli alloggi di scarsa qualità e malsani.
Una disposizione chiave richiedeva ai comuni di stabilire regolamenti edilizi che stabilissero chiari standard di qualità per i nuovi edifici. La città deve crescere in modo organico e comprendere finalmente anche una seria edilizia popolare.
Progetto impegnativo? Indubbiamente. Per questo il governo olandese decide di sostenere economicamente molte associazioni senza scopo di lucro disposte ad impegnarsi nella costruzione di case per la classe operaia. Nei suoi primi anni, l’edilizia popolare olandese diventa un vero e proprio modello per l’Europa, classificandosi tra le migliori del continente.

La scuola di Amsterdam
È in questo clima di effervescenza culturale e politica che nasce la Scuola di Amsterdam, un movimento artistico ed architettonico, emerso nel 1916 da un gruppo di amici coinvolti nella società di architettura di Amsterdam Architectura et Amicitia. Figure chiave come Michel De Klerk, Piet Kramer, Joan van der Mey, Margaret Staal-Kropholler, Jan Gratama e Hendrik Wijdeveld erano audaci innovatori con ambizioni visionarie che avevano l’obiettivo di rivoluzionare l’architettura e la pianificazione urbana. Questi artisti cercavano nuove forme che si adattassero alla loro visione della società.
Cambiano colori e materiali e l’architettura si fa più esuberante e dinamica, ma, allo stesso tempo, cerca di adattarsi a luoghi e contesti (che si tratti di una grande piazza, di una strada residenziale chiusa o di un’idilliaca ambientazione all’aperto). Ogni oggetto che compone il paesaggio urbano deve essere ripensato: a partire dagli allarmi antincendio ai chioschi stradali (persino gli orinatoi pubblici)!
Il complesso di Het Schip a Spaarndammerbuurt
Il Museo Het Schip è la migliore e più interessante testimonianza di questo effervescente clima culturale. Gran parte delle nuove abitazioni a basso reddito è finanziata da associazioni abitative cooperative gestite da gruppi come collettivi di lavoratori, organizzazioni socialiste, gruppi religiosi. Uno di questi gruppi, Eigen Haard, o “il nostro focolare”, un gruppo socialista, commissiona nel 1919 a Michel de Klerk il progetto e la costruzione di tre blocchi di alloggi proletari, tra cui Het Schip (ovvero, la nave).

Il suo ideatore, nato nel 1884 in una numerosa e poverissima famiglia ebraica, conosce bene i problemi della classe operaia e decide di creare una vera oasi per i più poveri e i lavoratori. Rompendo con la tradizione, sostituisce le tipiche file di case alte e strette con “palazzi per la gente” monumentali, usando forme audaci e mattoni espressivi in colori inusuali.
I complessi popolari non devono comprendere solo appartamenti ma anche offrire servizi: scuola, ufficio postale, giardini comuni. Chi arriva dalla campagna per lavorare nella capitale deve poter trovare un alloggio moderno ma anche una comunità accogliente dove potersi integrare al meglio.

In origine, il complesso conteneva 102 case (ora 82) per la classe operaia, una piccola sala riunioni, un ufficio postale e una scuola elementare. Gli appartamenti di Het Schip rappresentavano un allontanamento radicale dalle cattive condizioni di vita di molti dei lavoratori di Amsterdam nel XX secolo. Relativamente spaziosi, includevano diverse stanze separate e persino servizi igienici con scarico! Godevano di ampia luce naturale e ventilazione dalle finestre. Un vero lusso per l’epoca. Le abitazioni al piano terra avevano persino dei piccoli giardini privati. Un vero paradiso!
Consigli di visita
Per poter visitare al meglio Het Schip è necessario affidarsi a una delle visite guidate che il museo propone. Non solo per poter scoprire la storia del complesso (e le storie di chi lo ha abitato) ma anche per poter notare tutti quei particolari che al visitatore occasionale sfuggirebbero inevitabilmente.
Il percorso comincia dal bellissimo ufficio postale. De Klerk, infatti, ha progettato non solo le facciate di Het Schip e le case, ma anche l’interno di questo ufficio. Dagli arredi alle vetrate, all’orologio da parete…ogni dettaglio è stato immaginato e creato con una cura commovente. Il risultato è uno spazio meraviglioso: dove altro avete visto un soffitto a volta rettangolare sopra una pianta trapezoidale irregolare?
E i colori? L’accurato restauro del 2018 ha riportato i colori intensi del blu viola e del blu lavanda, al loro antico splendore. Purtroppo questo è l’unico ambiente il cui design è rimasto completamente conservato.

Mentre mi incantavo davanti ai particolari di questo ufficio, non potevo che domandarmi quanto stupore potessero provare gli abitanti di Het Schip arrivandoci per la prima volta. Non tanto perché un ufficio postale fosse un’assoluta novità ma perché tanta attenzione era stata rivolta proprio a loro affinché potessero scrivere e persino telefonare (la cabina è stupenda!) ai loro parenti lontani… A noi basta un cellulare carico in tasca ma agli inizi del ‘900 questa era davvero una risorsa straordinaria.
Negli ambienti della ex scuola elementare, oggi, c’è il museo dedicato alla scuola di Amsterdam, che potete anche visitare in autonomia.
La visita guidata, invece, vi accompagnerà nei cortili e in altri ambienti, differenti a seconda delle mostre temporanee in corso. Con un po’ di fortuna, potrebbe capitarvi di accedere anche ai piani superiori da cui si gode una vista meravigliosa…
Insomma, Het Schip è davvero una gemma tutta da scoprire: un capolavoro architettonico che ci racconta un diverso modello di città. Io ci tornerei con grande piacere, spero possa affascinare altrettanto anche voi!
