Siete a Varese, avete visitato Villa Panza, vi siete innamorati delle opere di Dan Flavin ma adesso avete proprio voglia di mangiare qualcosa? Che ne direste di provare il Goto de Vin?
Un’insegna che attira immediatamente l’attenzione, un angolo per il baratto dei libri accanto all’ingresso, dei tavolini all’aperto (il meteo ancora lo permette): difficile non avere voglia di fermarsi a dare un’occhiata. Il locale si dimostra immediatamente accogliente: una trentina di coperti, un bancone bar all’ingresso e poi due piccole sale.

I tavoli sono semplici, l’apparecchiatura essenziale ma ogni oggetto scelto per gli arredi racconta una storia. Una vecchia credenza, un ‘quadro’ realizzato con utensili di cucina d’epoca, poster pubblicitari che regalano carattere e colore. Ogni cosa è stata scelta con cura e con amore. D’altra parte, questo locale è il ‘fratello minore’ della vicina Osteria di Piazza Litta. E lì, già lo sapete, si mangia benissimo…
Dunque, perché aprire un secondo locale? Per poter animare uno dei quartieri più belli della città ma, soprattutto, per poter offrire ai propri avventori un’esperienza differente. Anche il Goto de Vin è un’osteria ma propone “spunciotti” veneti, antipasti da condividere e “cicchetti” di vino (italiano e francese), oltre che cocktail.
Quindi un locale adatto solo all’aperitivo? Ovviamente no. Accanto a questo tipo di offerta c’è anche una proposta di primi e secondi piatti. Il menù, come in Osteria, si rinnova frequentemente: selvaggina, pesce (anche di lago), il mio amato filetto di cavallo, anatra… Avrete solo l’imbarazzo della scelta. Oggi, infatti, noi non sappiamo che cosa scegliere! Gin tonic a parte (ottimo, tra l’altro), l’elenco delle golosità da condividere è davvero lungo!


Rinunciare al baccalà mantecato di Diego mi è sempre difficile… ma oggi voglio sperimentare le novità. La scelta è caduta su una piccola zucca ripiena di formaggio, su un delizioso lardo accompagnato da castagne, un caprino ingentilito da un ottimo miele locale e dei deliziosi bruscitt di cavallo accompagnati da polenta fritta. Troppo, dite? Assolutamente no. Le porzioni sono pensate proprio per permettere al cliente di sperimentare più sapori senza ritrovarsi immediatamente sazi. L’unico inconveniente potrebbe essere il non voler condividere ciò che c’è in tavola con i vostri commensali…
Non ancora sazi, ci siamo regalati anche un piatto di ravioli del plin e una tarte tartin. Che dire… la nostra golosità è stata ampiamente ripagata. Il servizio? Attento, gentile e sorridente. Proprio come piace a me. Quindi che dire se non: bravi, continuate così! Ci rivediamo presto! Intanto buon lavoro a tutti! Soprattutto a Diego e Fabio che in cucina creano sempre qualcosa di speciale!