Un romanzo che dura un secolo o poco più, dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale fino al periodo immediatamente successivo al Covid. Con Attraverseremo le bufere, Anne-Laure Bondoux mette in scena una saga familiare in cui la vicenda di ciascuna generazione si allontana (e inaspettatamente si avvicina) da quella che l’ha preceduta. Corsi e ricorsi storici, verrebbe da dire. Come se, in fondo, nessuno potesse sfuggire al proprio destino e a quello della propria famiglia…

Teatro principale di Attraverseremo le bufere è la fattoria chiamata Les Chaumes, nel Morvan. E’ lì che inizia il romanzo, con una lettera che il narratore indirizza al figlio Saule. Un lungo racconto che parte nel 1914, quando il maggiore dei fratelli Balaguère, Anzême, è richiamato alle armi. La guerra sembra approssimarsi. Dovrà scavare trincee al fronte, srotolare filo spinato, aspettare che qualcosa accada… finché qualcosa, purtroppo, accade veramente. I combattimenti, attesi per tanti mesi, cominciano e portano con sé morti e feriti. Anzême stesso resta ferito e, tornato a casa, scopre che il fratello scampato alla guerra non è sopravvisuto alle vicende familiari. L’orrore della guerra e lo shock per la morte del fratello Marty lo cambiano per sempre. E Anzême cambierà ancora di più dopo che il segreto gelosamente custodito dai suoi familiari verrà svelato dal piccolo Charme, il figlio nato durante la guerra.
Charme soffre per la durezza del padre e per la sua propensione all’alcolismo. Sembra destinato a un futuro sereno, che verrà spezzato dall’inizio di una nuova guerra. Non resterà a lungo a combattere i nazisti, ma, ancora una volta, il rientro a Les Chaumes non gli porterà fortuna. E se prima della partenza per il fronte il modello paterno gli sembrava lontanissimo, lo Charme del dopoguerra presenterà la stessa sofferenza e la stessa durezza.
Suo figlio, Aloe, abbandonato dalla madre e vessato dal padre, troverà rifugio nella scuola e nella comprensione del suo maestro. E’ la guerra d’Algeria a sconvolgere la vita del giovane Balaguère. E a rendere complicati i rapporti con la moglie, sposata per mascherare la sua omosessualità, e con il figlio, Olivier. Quest’ultimo sembra uscire dagli schemi familiari, salvo poi incappare in un destino identico a quello che aveva sconvolto Cytise, il suo trisavolo (e padre di Anzême).
Non v’è dunque rimedio? Siamo condannati a ripetere sempre gli stessi schemi, quasi fossero iscritti nel nostro dna? Se l’incedere di una storia diversa eppure sempre uguale a sé stessa sembrerebbe suggerirlo, la fine della lunghissima lettera che Olivier scrive al figlio Saule lascia uno spiraglio di speranza…
Quel che ho veramente amato di Attraverseremo le bufere è la possibilità di immedesimarsi nelle persone che hanno vissuto epoche che non sono poi lontanissime dalla nostra. Vedere la realtà attraverso i loro occhi, apprezzare il mutare dello sguardo sul mondo, interrogarmi su domande cui, alla fin fine, ogni essere umano è chiamato a dare una risposta ha reso la lettura piuttosto intrigante. Proprio perché l’autrice ci pone di fronte a una medaglia a due facce. Se, da un lato, gli avvenimenti della Storia influenzano e modificano le persone, d’altra parte ci sono, nel bene e nel male, questioni che attraversano ogni epoca e che sono dentro ciascuno di noi. La lettura è scorrevole, ma le riflessioni decantano molto più lentamente… E trovo che questo sia un grandissimo pregio.
Anne-Laure Bondoux, Attraverseremo le bufere, Edizioni e/o, Roma, 2025