Già lo sapete, ho un marito goloso: macarons, torte al limone, baci di Alassio… Per farlo viaggiare, lo devo sempre tentare con una qualche specialità (se dolce, meglio).
Voi conoscete i baci di Alassio, dolcetti a base di nocciole, zucchero, miele e cacao? Potrebbero essere validi alleati anche per voi se volete prendere qualcuno per la gola! Due biscottini “col ciuffetto” (che ricordano una meringa) uniti tra di loro da una ganache di cioccolato, perfetti per una merenda in spiaggia, una colazione tardiva, un dopocena…
Ma chi li ha inventati? Quando?
Bisogna tornare all’inizio del ‘900: Alassio è ormai una meta turistica blasonata. Turisti da tutta Europa animano la sua atmosfera e le sue spiagge. Ma che cosa portare in regalo agli amici che sono rimasti a casa? Sono Pasquale e Rinaldo Balzola a immaginare un souvenir gastronomico: un dolce take away, facilmente trasportabile e conservabile. Confezioni regalo eleganti e originali, pubblicità disseminate per il budello e il ‘colpaccio’ è fatto! Rinaldo, nel 1919, inventa i baci di Alassio. Serve poco perché diventino un vero e proprio simbolo alassino. La loro fama non è scemata nel tempo: nel 2006, hanno anche ottenuto la denominazione DOP (fatto che ha contribuito a inserire Alassio negli itinerari del gusto liguri).
La storia dei baci di Alassio e della Pasticceria Balzola
I baci di Alassio non sono l’unica creazione dei Balzola. La nuova moda delle vacanze presuppone nuove abitudini e nuove ritualità: la pasticceria dà inizio al rito dell’aperitivo con l’amaro dei Saraceni, a base di erbe officinali e fiori della Riviera di Ponente. Ma non basta! In piazzetta Matteotti, alla sera, si esibiscono concertisti e musicisti. Balzola diventa uno dei primi caffè-concerto. L’ambiente è vivace, creativo e dinamico. Rinaldo ha frequentato la scuola di Gustavo Pfatisch, celebre pasticcere piemontese e fondatore dell’omonima pasticceria torinese, ma è ad Alassio che trova la maggiore ispirazione. Torino, però, lo richiama a sé… La notorietà dei baci è tale da fruttargli la convocazione alla Corte Reale dei Savoia, che lo vogliono come capo pasticcere.
Ai tavoli della pasticceria, sono tanti i personaggi noti: letterati, scrittori, uomini politici… Tra loro si contano anche Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio. Leggenda (?) vuole che per non pagare il conto, il Vate abbia inventato lo slogan: “i suoi baci sono i baci della galanteria” per anni claim pubblicitario di Balzola. Al successo, come spesso capita, si aggiungono anche le diatribe legali: la Perugina fa causa ai Balzola per il diritto sul nome baci. La disputa legale si concluse negli anni ‘40 a favore della famiglia ligure. Il brevetto dei baci di Alassio è precedente rispetto a quello dei baci Perugina.
Oggi i baci di Alassio non vengono più prodotti solo dai Balzola: nella stessa Alassio sono ormai numerose le pasticcerie che li preparano. Ultimamente, a dire il vero, li ho scovati anche a Varese e a Novara… Ogni appassionato ha la sua pasticceria di riferimento e le sue preferenze. Se siete particolarmente abili in cucina, potreste anche tentare di realizzarli a casa. L’impasto è a base di nocciole, mescolate con zucchero e uova. Ottenuto un composto omogeneo e morbido, al quale dovete aggiungere miele e cacao, depositate un po’ di impasto a forma di rosellina su una teglia e lasciatelo riposare una notte intera prima di infornarlo. La preparazione del dolce si conclude unendo i gusci rigorosamente a mano, con una morbida crema al cioccolato nel mezzo.
Semplice? Sarà…ma io preferisco andare a comprarli e mangiarli in riva al mare. Buoni baci a tutti!
La storia dei baci di Alassio e della Pasticceria Balzola