Quando si parte per Madrid e si amano i musei, istintivamente si pensa al Prado o al Reina Sofia. Ma io, stavolta, voglio proporvi un luogo molto particolare: il museo Sorolla.
Voi amate le case museo? Io sì. Trovo estremamente interessante vedere quali fossero gli oggetti amati da un artista. Conoscere i suoi gusti, le sue bizzarrie, permette di sbirciare nell’immaginario e nella creatività di quel pittore, scultore o musicista che tanto amiamo.
Il mio primo incontro con Sorolla rimonta a parecchi anni fa: in un piovoso pomeriggio parigino, mi sono infilata, per caso, al Petit Palais dove, con un vero colpo di fulmine, mi sono innamorata delle sue splendide marine e della pittura di Sargent. Il museo Sorolla, quindi, è il modo perfetto per festeggiare il mio compleanno e salutare Madrid.
Basta uscire dalla metropolitana per capire che ci troviamo in un quartiere residenziale: la villa del pintor Sorolla oggi è ‘schiacciata’ tra due moderni condomini eppure non ha perso la sua eleganza. Dicembre non è il mese migliore per godere del piccolo ma curatissimo giardino del museo: posso solo immaginare quanto sia piacevole sostare all’ombra del patio in primavera, godendo della frescura della fontana e del profumo delle rose.
Una casa fuori dal tempo…
L’edificio, costruito nel 1911 sotto la direzione dell’architetto Enrique María Repullés, rispecchia i desideri del pittore che voleva, per sé e la sua famiglia, un atelier dove lavorare ma anche una abitazione e un giardino che ricordasse l’Andalusia. Naturalmente, per creare il museo, taluni ambienti sono stati modificati ma la struttura della casa non è stata toccata e molti degli oggetti presenti sono originali. Sorolla era decisamente un collezionista eclettico: vasi, ceramiche, piccoli bronzi, ninnoli… Non tutti sono di mio gusto (lo ammetto) ma il loro insieme racconta decisamente della passione per i viaggi di Sorolla. Si tratta decisamente di una delle case di artista meglio conservate d’Europa.
D’altra parte, fu la moglie dell’artista, Clotilde García del Castillo, che nel 1925 fece testamento lasciando allo stato spagnolo le opere e il patrimonio di sua proprietà per creare un luogo ove fosse onorata la memoria del marito. Il 28 marzo 1931 la sua donazione fu accettata con Reale ordine e fu istituita un’apposita Fondazione. Il museo fu inaugurato nel 1932, rimanendo sotto la direzione del figlio dell’artista Joaquín Sorolla García. Alla sua morte, avvenuta nel 1948, quest’ultimo lasciò un gran numero di opere per l’ampliamento del fondo del museo.
E i dipinti? Scommetto che vi state chiedendo se ne conoscete qualcuno…
Passeggiata in riva al mare
Uno dei miei preferiti è Passeggiata in riva al mare (Paseo a orillas del mar). Un vero e proprio ricordo estivo. Due donne camminano sulla spiaggia di Valencia, nell’estate del 1909… Sono Clotilde, la moglie del pittore, e Maria Clotilde, la loro figlia primogenita; passeggiano lungo il mare, sulla spiaggia della Malva-Rosa. Entrambe sono elegantemente vestite di abiti bianchi e la prima tiene in mano un ombrello aperto. Un ritratto luminoso, sereno. Sembra di percepire persino la brezza marina…
L’ho già visto più volte ma il bianco luminoso dei vestiti e della spuma del mare, mi colpiscono ogni volta. L’ inquadratura è, in qualche modo, fotografica: le due donne non sono rappresentate perfettamente a destra né al centro della tavola, il cappello di Clotilde è troncato, si vede della sabbia… Tutto è intimo e familiare. Forse per questo, il pittore non ha mai voluto vendere questo dipinto.
Madre
Non conoscevo questo dipinto ma me ne sono subito innamorata: anche questa è una scena decisamente privata. Si tratta della nascita di Elena, la figlia minore del pittore, avvenuta il 12 luglio 1895. Sembra di percepire la stanchezza della donna che riposa nel grande letto candido, con accanto la bimba. A trasparire, però, è anche l’emozione del padre/marito che osserva la scena. L’uso del bianco e della luce da parte di Sorolla mi stupisce ancora una volta. È capace di dare corpo ai sentimenti e alle sensazioni tramite la luce.
Naturalmente ci sono tante altre opere da scoprire. Io amo particolarmente quelle dedicate al mare e ai nuotatori. Sorolla aveva una particolare predilezione (come me) per il mare. Specialmente per il Mediterraneo. Ha dipinto le spiagge della Spagna ma anche quelle della Costa Azzurra e dell’Italia, cercando di riprodurre non solo i colori brillanti dell’estate ma anche la sensazione di calore della sabbia, l’odore del salmastro…
Nonostante sia inverno, camminando per le sale della sua casa, mi sono sentita leggera…proprio come mi succede quando passeggio su una spiaggia….
Una casa fuori dal tempo…
