La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Seguimi su Facebook
Articoli in evidenza
  • Rumiz guerra Il fango e la neve
    Il fango e la neve
    • 13 Gennaio 2026
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana
    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
    • 9 Gennaio 2026
  • Sganzini In Svizzera libro
    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
    • 6 Gennaio 2026
  • Home
  • Dicono di me…
  • Pensieri in libertà
  • Contatti
  • Privacy policy
  • Gestisci consensi
0 Like
0 Follower
Scrivimi
La Guida Curiosa
La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Verso Capo Nord
  • Appunti di viaggio
  • Norvegia

Verso Capo Nord. Appunti (insoliti) di un viaggio indimenticabile

  • 13 Agosto 2018
  • La Guida Curiosa
Total
0
Shares
0
0
0
0

Si va a Capo Nord per il Sole a mezzanotte o per l’aurora boreale. Tutto vero. Ma credo che Capo Nord sia soprattutto la scusa per intraprendere un viaggio dell’anima e dei sensi.

Sembra evidente, ma è bene ricordarlo sempre. Per Capo Nord non ci si passa: ci si va. Non solo per facili questioni geografiche (dopotutto Capo Nord è alla fine del mondo, naturalmente non si può andare oltre), ma perché arrivarci è un’autentica conquista. Purché si sia scelto di viaggiare per vedere con gli occhi e con il cuore e non per far sapere agli amici virtuali che si è arrivati fin lassù.

Per questo ho deciso di raccontarvi il mio viaggio verso Capo Nord. Perché mai come in quell’occasione mi è stato chiaro che è il viaggio, più che la meta, quello che conta veramente.

Prendete l’immagine qui sopra. Oldelfjord. Doveva essere solamente una tappa di pochi minuti, sosta tecnica si direbbe, eppure sono certa che nemmeno uno dei viaggiatori che erano con me non abbia una foto simile. Certo per il bel paesaggio e per i colori. Di sicuro per la stranezza di trovare una sedia più o meno abbandonata in un luogo assai remoto. Forse anche per l’aria pura che si respirava da quelle parti: era la possibilità di fissare in qualche imperfetta maniera le sensazioni che diventavano emozioni. Ma credo che, incosciamente, ci fosse dell’altro. Era raggiungere un piccolo traguardo, abituarsi lentamente al fascino della natura che ci si schiudeva dinanzi, prendere tempo e non pensare a che cosa sarebbe successo qualche minuto più tardi.

Questo è quello che consiglio a chi progetta un viaggio a Capo Nord. Dimenticarsi la scorciatoia dell’aereo e dedicare del tempo a sé stessi. Perché ogni angolo, ogni curva sulla strada, ogni fiordo e ogni squarcio che si apre sul paesaggio sono un gradino di una lunga scala.

E la scala è fatta anche di noia. La strada sembra tante volte interminabile, tutta dritta e tutta uguale. Laghi, foreste, poco o nulla da ammirare soprattutto se il cielo è grigio. Però la noia genera attesa, che prima o poi si schiude in sorpresa.

Quanto a sorpresa, in quel viaggio fui fortunatissima. Con noi c’era Alessandro, credo avesse 7 anni al massimo. A parte la sua straordinaria capacità di individuare le renne a centinaia di metri di distanza, nei suoi occhi albergava la meraviglia. Tutto era scoperta. E la sua gioia era contagiosa. Anche di fronte alla duecentesima renna avvistata, il gruppo intero se ne rallegrava e si sporgeva verso i finestrini del bus per ammirare lo splendido animale. Alla fine del tour tutti oramai credevamo all’esistenza degli elfi di Babbo Natale e pure di Santa Klaus in persona, tanto il suo affacciarsi sulle bellezze del mondo era puro. Da allora, ogni volta che parto, mi auguro di riuscire ad avere sempre quella luce negli occhi. Curiosità, certo, ma anche capacità di lasciarsi affascinare. Quella che solo i bambini hanno.

E che dire del bar di ghiaccio di Honninsvåg? In un altra parte del mondo mi sarebbe sembrato semplicemente kitsch, ma lassù anche una freddolosa come la sottoscritta ci ha trovato qualcosa di piacevole. Difficile dire che cosa. Probabilmente proprio il clima. Perché nonostante il freddo che si prova in quella specie di grande igloo, il divertimento vissuto in quei momenti riscaldava il cuore.

In quell’avvicinamento a Capo Nord c’è stata anche qualche situazione più complicata, inclusa una visita serale all’ospedale di Aalta. Nulla di grave, per fortuna. Ma anche quella fu una tappa significativa. Perché un conto è la narrazione dei miei bravissimi colleghi finlandesi e norvegesi. Un altro è farsi raccontare dall’esiguo personale (un medico e due infermiere) che cosa significhi vivere quotidianamente a nord del Circolo Polare Artico, soprattutto quando in inverno il ghiaccio e il buio ricoprono tutto quanto. Mi ha fatto specie sapere che le donne in attesa di un figlio debbano trasferirsi con largo anticipo ad Aalta (o negli altri sparuti centri dotati di strutture mediche) per non farsi sorprendere dalle doglie del parto nell’oscurità artica. Per quanto la Norvegia sia un Paese ricco e avanzato, alla Natura non si può troppo comandare. Ed era per me sorprendente la sorridente semplicità con cui questo veniva spiegato. In fondo, come a voler dire che la Natura non è matrigna: fa solamente il suo corso e all’uomo spetta la capacità di adattarsi. Anche se poi il medico (piuttosto rubizzo) ci rivelò che soleva trascorrere l’inverno sulle più miti coste andaluse…

C’è ancora un aspetto che ricordo con grandissima gioia: la luce. Non è solo il fatto che non faccia buio. La luce nell’estate artica ha un colore dorato che è una sorta di balsamo per la pelle, per gli occhi e per l’umore. Ci si sente accolti in un caldo abbraccio, i raggi di sole sembrano fili di seta. E non si avrebbe mai voglia di andare a dormire. Per questo al mattino mi alzavo prestissimo e andavo a fare lunghe passeggiate nei boschi circostanti. Ho visto lepri e fiori selvatici, placidi corsi d’acqua e alberi maestosi. Ho ascoltato la pace.

Ovviamente a Capo Nord ci siamo stati. Era una notte chiara come se fosse giorno. Ventosissima. E con il cielo pieno di nubi. A mezzanotte si è aperto per mostrarci il suo tesoro, il sole basso all’orizzonte che poi ha cominciato a risalire la china. Spettacolare indubbiamente. Ma l’incanto vero era iniziato molto prima.

Total
0
Shares
Share 0
Tweet 0
Pin it 0
Share 0
La Guida Curiosa

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani. D'ora in poi, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconterà con me. Qualche volta partiremo insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.

Articolo Precedente
Dollaro
  • America
  • Stati Uniti

Per un pugno di dollari. Prima parte

  • 6 Agosto 2018
  • La Guida Curiosa
Leggi l'articolo
Articolo Successivo
Cella Ludovico Sforza
  • Europa
  • Francia

Ludovico il Moro. Da mecenate a pittore (suo malgrado)

  • 20 Agosto 2018
  • La Guida Curiosa
Leggi l'articolo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti
  • Il fango e la neve
  • Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
  • In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
  • Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi
  • Le lacrime della giraffa
Commenti recenti
  • Laura Salvi su Veules-les-Roses. A spasso lungo la Costa d’Alabastro
  • paola barbieri su Como San Giovanni. Dalla Santa Inquisizione… alla stazione
  • La Guida Curiosa su Edvige Mrozowska. Storia di un’esploratrice
  • La Guida Curiosa su Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)
  • Lucina su Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)
Archivi
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Gennaio 2022
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Dicembre 2019
  • Giugno 2019
  • Aprile 2019
  • Marzo 2019
  • Febbraio 2019
  • Gennaio 2019
  • Novembre 2018
  • Ottobre 2018
  • Settembre 2018
  • Agosto 2018
  • Luglio 2018
  • Giugno 2018
  • Maggio 2018
  • Aprile 2018
  • Marzo 2018
  • Febbraio 2018
  • Gennaio 2018
  • Dicembre 2017
Categorie
  • Alloggi
  • America
  • Appunti di viaggio
  • Austria
  • Basilicata
  • Buono a sapersi
  • Campania
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • Con gli amici
  • Curiosità
  • Da soli o in coppia
  • Estonia
  • Europa
  • Finlandia
  • Food & Co.
  • Francia
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Germania
  • Gli imperdibili (secondo me)
  • I consigli di Sir Didò
  • In famiglia
  • Irlanda
  • Islanda
  • Italia
  • La biblioteca di PP
  • Lazio
  • Lettonia
  • Liguria
  • Lituania
  • Lombardia
  • Norvegia
  • Paesi Bassi
  • Pensieri in libertà
  • Piemonte
  • Portogallo
  • Prossimi appuntamenti
  • Regno Unito
  • Repubblica Ceca
  • Russia
  • Sicilia
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Stati Uniti
  • Storia e storie
  • Svizzera
  • Toscana
  • Ungheria
  • Veneto
Meta
  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
Articoli
  • Rumiz guerra Il fango e la neve

    Il fango e la neve

    Leggi l'articolo
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana

    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica

    Leggi l'articolo
  • Sganzini In Svizzera libro

    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia

    Leggi l'articolo
  • Marais Parigi Place des Vosges

    Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi

    Leggi l'articolo
  • Guanda Le lacrime della giraffa Botswana

    Le lacrime della giraffa

    Leggi l'articolo
Seguimi su Facebook
Instagram
Articoli in evidenza
  • Rumiz guerra Il fango e la neve 1
    Il fango e la neve
    • 13 Gennaio 2026
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana 2
    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
    • 9 Gennaio 2026
  • Sganzini In Svizzera libro 3
    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
    • 6 Gennaio 2026
  • Marais Parigi Place des Vosges 4
    Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi
    • 2 Gennaio 2026
about
La guida curiosa

Semplicemente in viaggio

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani. D'ora in poi, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconterà con me. Qualche volta partiremo insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.
Scrivimi
Menu
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Tag
Andalusia architettura arte bandiere Barocco berlino biblioteche bled Budapest cammino di santiago casedegliscrittori castelli cernobbio consigli danubio estonia giardini gite fuori porta iledefrance itinerari insoliti lago lago di como lago maggiore Leggende libri Lisbona modi di dire monete musica parigiconibambini pausa radio reykjavík Riflessioni routedesecrivains rugby San Carlo Scoperte sport storia tradizioni varese viaggi Vienna Volte
Articoli recenti
  • Rumiz guerra Il fango e la neve
    Il fango e la neve
    • 13 Gennaio 2026
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana
    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
    • 9 Gennaio 2026
  • Sganzini In Svizzera libro
    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
    • 6 Gennaio 2026
  • Marais Parigi Place des Vosges
    Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi
    • 2 Gennaio 2026

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.