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Chini Bagh Una lady inglese nel Turkestan cinese
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Una lady inglese nel Turkestan cinese

  • 1 Luglio 2025
  • Francesca
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Ci sono libri che, anche a distanza di decenni ti rimangono in testa… Una lady inglese nel Turkestan cinese fa decisamente parte di questa categoria.

Il Turkestan cinese, ovvero lo Xinjiang, è la regione più occidentale della Cina, un’immensa distesa desertica circondata da altissime catene montuose: il Pamir, il Karakorum, il Tien Shan e il Kunlun. Incastonata tra India, Russia e Cina, alla fine del diciannovesimo secolo diventa uno dei punti focali del Great Game, la guerra diplomatica mossa dallo zar all’Impero britannico per la conquista della supremazia politica ed economica in Asia.

È questo il clima in cui, nel 1898, l’agente britannico George Macertney e la moglie Catherine arrivano a Kashgar. Si stabiliscono nella residenza di Chini Bagh, su cui sventola l’unica Union Jack tra il Kashmir e il Polo Nord. Una lady inglese nel Turkestan cinese, testo delizioso, è il racconto, fatto dalla viva voce di lady Catherine, dei 17 anni che la coppia trascorrerà nel Turkestan. La donna, al suo arrivo, è ‘solo’ una giovane sposa, non avvezza al viaggio e tantomeno a vivere lontana dalla natia Inghilterra.

Per me era davvero un’avventura, essendo io la più timida e meno intraprendente ragazza che ci fosse al mondo. Avevo a mala pena attraversato i confini protetti della mia casa e non mi ero mai allontanata dalla mia grande famiglia, di tanti fratelli e sorelle, non avevo mai avuto alcun desiderio di vedere il mondo; e inoltre non avevo alcuna delle doti necessarie ad affrontare una vita da pioniere, se si eccettua la mia unica capacità: fare dolci.

Non fatevi ingannare da questa autopresentazione: lady Catherine non sa solamente fare dolci. È una donna di carattere e di viva intelligenza. E sa adattarsi in fretta a una nuova strana vita (e a un decisamente insolito viaggio di nozze).

La nostra luna di miele si svolse traversando l’Europa, la Russia, il Mar Caspio e lungo la ferrovia Trans-Caspiana fino alla stazione di Andijan, quindi da Andijan a Osh su un tarantas russo oppure su un carro postale, e da Osh a Kashgar, attraverso i monti Tien Shan a dorso di un cavallo. Una luna di miele fuori del comune! Per me che non avevo mai viaggiato prima, era tutto molto strano, quasi irreale e qualche volta mi sembrava di sognare tanto la mia vita così tranquilla e senza emozioni era cambiata. Un viaggio del genere è un’ottima occasione per saggiare il proprio carattere, perché i nervi che sono stremati a volte cedono: tutto sembra andare storto quando si è così stanchi, per non dire quando si è anche arrabbiati. Se due persone riescono a superare la prova di un simile viaggio senza seri litigi significa che i due insieme potranno affrontare qualsiasi difficoltà della vita.

Potete darle torto? Naturalmente gli inizi sono difficili e anche frustranti: non parlare la lingua locale, ad esempio, si rivela da subito un problema… Per fortuna si incontrano britannici quasi ovunque! Persino su improbabili treni russi…

Baku, Bukara, il mar Caspio… Familiarizzare con l’Oriente non è sempre semplice, ma la nostra protagonista osserva tutto e cerca di capire ciò che la circonda. Oggi, probabilmente, considereremmo alcune delle sue notazioni e delle sue idee frutto di un pregiudizio tutto colonialista. Personalmente, però, credo ci sia molto di più in questo memoir. Ci sono ingenuità, curiosità, intelligenza e molto sense of humor. Tutte doti da non sottovalutare. La fatica del viaggio non priva mai Catherine del suo spirito di osservazione e della sua capacità di stupirsi davanti alla bellezza delle montagne indostane. Nel suo racconto c’è sempre una buona dose di curiosità nei confronti delle persone e dei popoli che incontra: russi, turchi, kirghisi…

Finalmente Chini Bagh! Un letto degno di questo nome, qualche comoditá e… un mondo tutto da scoprire, anzi, da ‘inventare’. Mentre il marito è impegnato in complessi giochi di equilibrismo politico, Catherine affronta il Great Game imperialista da perfetta e impeccabile padrona di casa e madre di famiglia, poco disposta a farsi mettere alle strette dalle sue difficili nuove condizioni di vita. Come conciliare il decoro di una rispettabile famiglia britannica con le condizioni climatiche (decisamente rigide) del luogo? Come preparare il pudding se mancano i giusti ingredienti? Lady Macartney è ingegnosa e trova sempre una soluzione, tanto da fare di Chini Bagh un punto di incontro per viaggiatori famosi, archeologi e ricercatori. Un vero punto di riferimento per chi percorre a inizio ‘900 la via della Seta.

Insomma, in questo racconto non manca proprio nulla: la vita quotidiana, la descrizione dei magnifici scenari dell’Asia centrale, il resoconto degli usi e costumi delle etnie che popolano il Turkestan, l’avventura… Ci sono persino tempeste di sabbia, fiumi in piena da attraversare, treni a vapore, yak e cammelli… Che cosa desiderare di più? Buona lettura e preparatevi ad amare Chini Bagh!

Catherine Macartney, Chini Bagh. Una lady inglese nel Turkestan cinese, Giano, Milano, 2004

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Francesca

Viaggiatrice provetta e curiosa, laureata in filosofia è innamorata di Parigi e della Francia. Appassionata di lettura, arte, teatro e molto altro…

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