La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Articoli in evidenza
  • romanzo Le cicogne della Scala Montemurro
    Le cicogne della Scala
    • 21 Luglio 2026
  • Mare di nebbia Stanserhorn Cabriobahn
    Stanserhorn. Là dove ho visto le marmotte…
    • 17 Luglio 2026
  • Adelphi Costa Azzurra Simenon Domenica
    Domenica
    • 14 Luglio 2026
  • Home
  • Dicono di me…
  • Pensieri in libertà
  • Contatti
  • Privacy policy
  • Gestisci consensi
Like
Follower
Scrivimi
La Guida Curiosa
La Guida Curiosa La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Portico di Ottavia Ghetto Roma
  • Appunti di viaggio
  • Gli imperdibili (secondo me)
  • Lazio

Itinerari romani. A spasso per il Ghetto

  • 30 Gennaio 2026
  • Francesca
Total
0
Shares
0
0
0
0
0

State programmando una vacanza romana e, tra le tante tappe che avete in mente, c’è anche il Ghetto. Ottima scelta, ma sapete che cosa andare a vedere? Se avete bisogno di qualche consiglio, ecco i miei!

Un’amica, qualche giorno fa, mi ha chiesto consiglio sui quartieri e i luoghi da visitare a Roma. Quando le ho suggerito di visitare il Ghetto, mi ha domandato di ‘costruirle’ un percorso ad hoc da poter seguire. Ecco il frutto delle mie elucubrazioni, spero possa essere utile anche a voi!

Una comunità presente da 22 secoli…

Cominciamo con una curiosità rilevante: sapete che la Comunità di Roma detiene il record della comunità occidentale più antica del mondo? L’insediamento, già piuttosto numeroso e florido prima del 70 d. C. (data della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dell’imperatore Tito), è pronto ad accogliere tutti coloro che arrivano a Roma in seguito alle deportazioni e alla guerra. Inizialmente non esiste un vero e proprio quartiere ebraico ma esistono più nuclei intorno ai quali si raccoglie la popolazione. La Roma ebraica vive un periodo di splendore culturale intorno al 1300 ed esprime poeti, letterati, mistici, giuristi…

Le vere difficoltà si presentano dopo la cacciata degli Ebrei dalla Spagna nel 1492: l’Urbe assorbe con fatica i nuovi venuti. Dopo il ‘sacco’ di Roma del 1527, la Controriforma e l’Inquisizione, le cose diventano davvero complicate. Nel 1553, il Cardinal Carafa ordina il rogo dei libri ebraici in Campo de’ Fiori e due anni dopo (1555), da Papa, stabilisce la chiusura degli ebrei nel Ghetto. Inizia così un lungo periodo di vessazioni sistematiche, destinato a continuare fino all’arrivo dei bersaglieri nel 1870…

Rione S. Angelo: nel cuore del Ghetto

Perché vi ho fatto questa breve lezione di storia? Mi serviva per potervi spiegare che quello che i romani ancora chiamano “Ghetto”, in realtà, non esiste più. Demolito durante i lavori di risanamento edilizio e bonifica di fine ‘800, oggi non ha più confini netti. Dobbiamo, per averne un’idea, affidarci ai resoconti di antichi viaggiatori, a mappe storiche e a qualche rara foto d’epoca. Del vecchio “recinto degli ebrei” oggi sopravvivono qualche palazzo, una fontana e la caratteristica via della Reginella (comunque non presente nel perimetro originale del ‘500).

Eppure, anche se radicalmente cambiato, l’antico quartiere conserva la sua centralità nella storia di Roma e del mondo ebraico della capitale. Il percorso che voglio proporvi non comprende solo luoghi specificamente ebraici: in questi luoghi, a due passi dal Tevere, ebrei e cristiani hanno abitato fianco a fianco per oltre venti secoli, condividendo e scambiandosi tradizioni, abitudini, usi, lingua… e cibo!

Da dove cominciare allora? Una passeggiata lungo via del Portico d’Ottavia è un buon punto di partenza. Tanto più che i resti del celebre tempio romano e della vicina chiesa di Sant’Angelo sono tornati, in anni recenti, all’antico splendore. Ma l’ex via “di Pescaria” è anche un buon osservatorio sulla vita e le abitudini della zona. Fermatevi a bere qualcosa in uno dei tanti locali che ci sono da queste parti e, mentre vi rilassate, osservate ciò che vi circonda: oltre ai tanti turisti di passaggio, avrete modo di scorgere ancora scampoli di vita di quartiere.

Il magnifico portico dedicato a Ottavia

Il complesso archeologico del Portico di Ottavia è tornato al centro della scena del quartiere. Avete davanti agli occhi i resti di una delle magnifiche opere del Campo Marzio ai tempi dell’imperatore Ottaviano Augusto. A partire dal 1555, costituisce uno degli angoli esterni del Ghetto. Nel Medioevo gli archi e gli ambienti del portico cominciano a essere utilizzati per la vendita del pesce: il Forum Piscium o Pescheria Vecchia, l’animato mercato ittico cittadino (che funziona fino alla fine dell’800). Proprio per consentire l’arrivo della materia prima dal Tevere nelle ore notturne e la compravendita all’alba tra fornitori e pescivendoli, questa era anche l’unica zona di Roma illuminata. Poi il pesce veniva sistemato per la vendita al dettaglio su grandi banchi di pietra proprio sotto il portico e lungo la strada.

La targa che si vede ancora oggi sul muro in mattoni davanti all’ingresso del portico (copia dell’originale editto marmoreo conservato ai musei Capitolini) ricorda lo speciale diritto-privilegio dei Conservatori, magistratura elettiva della città, a ottenere la parte più pregiata, compresa tra testa e prima pinna, dei pesci più grandi. Il resto degli scarti erano recuperati dal popolo e in mano alle donne del vicino serraglio ebraico diventavano un semplice ma utilissimo brodo di pesce, ricetta “povera” poi rivisitata in tempi più recenti per diventare uno dei piatti tradizionali della cucina giudaico romanesca.

Risalgono a quel lontano commercio sia lo stemma del rione (un pesce d’argento in banda in campo rosso) che i nomi dell’Oratorio dei Pescivendoli, e dell’attigua chiesa di S. Angelo in Pescheria (in foro piscium), dove gli ebrei all’epoca del Ghetto erano costretti ad ascoltare le prediche coatte.

Il complesso del Tempio Maggiore

Proseguendo su via del Portico d’Ottavia verso il Tevere, incontriamo la casina dei Vallati (civico 29, ora largo 16 ottobre 1943). Scoperta durante le demolizioni degi anni Trenta del ‘900, è facile riconoscerla perché il complesso è i risultato architettonico di due epoche diverse: Rinascimento e Medioevo. Qui, dal 2015 c’è la sede della Fondazione Museo della Shoah. Noi, però, siamo diretti al complesso del Tempio Maggiore, sinagoga tra le più grandi d’Europa. Nei sotterranei dello stabile, potrete visitare il Museo Ebraico di Roma e la piccola Sinagoga Spagnola. Se ne avete la possibilità, partecipate a una visita guidata: scoprirete un mondo ricco di feste, simbologie e curiosità. Una su tutte? Potrete scoprire da dove nasce l’espressione “reggere il moccolo”….

É arrivato il momento di affrontare il grandioso Tempio Maggiore fiancheggiato dai grandi platani e dal micidiale traffico del Lungotevere De’ Cenci. Punto di riferimento religioso-culturale degli ebrei romani da oltre un secolo, è anche un vero e proprio emblema del paesaggio urbano di Roma. Ancora oggi è il punto d’incontro preferito per le grandi cerimonie religiose, le commemorazioni, i giorni di testa, i matrimoni, gli eventi importanti della vita ebraica.

Prima di tutto la grande Sinagoga va guardata dall’esterno: dimensioni imponenti, stile eclettico, cupola quadrata rivestita in alluminio, portico a tre ingressi. Un edificio innovativo e monumentale, fortemente legato alle trasformazioni politiche e sociali della Roma post unitaria. La nascita della nuova grande sinagoga e il risanamento dell’intera area impongono un pesante sacrificio: l’abbattimento delle antiche Cinque Scole (1908), il fondamentale luogo di culto durante i secoli del “serraglio”.

Così racconta lo storico Claudio Procaccia:

La distruzione delle Cinque Scole e la costruzione del Tempio Maggiore di rito italiano, furono fortemente volute dalla maggior parte della comunità ebraica di allora, perché rappresentavano una rottura netta con quel passato di sofferenze e di segregazione degli ebrei, che il ghetto, sovrappopolato e insalubre, rappresentava. Ma agli occhi di noi contemporanei, quella distruzione fu un’enorme perdita dal punto di vista storico, archeologico, e urbanistico. Perché di fatto sancì la sparizione di una fondamentale parte della città che rappresentava una stratificazione millenaria di Roma: quella di un antico quartiere medievale innestato su resti romani, poi diventato ghetto nel ‘500, in seguito allargato e ampliato con edifici lungo il Tevere.

La grande Sinagoga doveva essere qualcosa di completamente nuovo rispetto a quelle italiane dei secoli precedenti: capace di dare visibilità agli ebrei e sottolinearne l’unitarietà. Da qui, le dimensioni imponenti dell’edificio: la comunità non si deve più nascondere e neanche i suoi luoghi di culto.

Quattro passi sul Lungotevere

Usciamo dal Tempio, ci ritroviamo sul marciapiedi del Lungotevere Cenci: davanti a noi l’Isola Tiberina. Bastano pochi passi per arrivare allo slargo di piazza Monte Savello, davanti alla facciata della piccola chiesa (non visitabile) di S. Gregorio della Divina Pietà, che una volta era davanti a due delle porte del Ghetto. Anche qui si tenevano le prediche coatte per gli ebrei e probabilmente non a caso, vista l’iscrizione in ebraico e latino della facciata (che cita un passo biblico nel quale si rimprovera al popolo ebraico la propria fede).

Un centinaio di metri più avanti, proseguendo su Lungotevere Pierleoni, sulla sinistra troviamo un’area archeologica. Si tratta dei resti di un forno per la cottura delle azzime della zona del cosiddetto ghettarello, una zona fuori dalle mura del vero e proprio serraglio. Si trattava di magazzini e locali “di servizio’ in affitto che gli ebrei utilizzavano per conservare generi alimentari, tessuti, pellami e ‘robbe vecchie” necessari anche alle loro attività commerciali. In uno di quegli ambienti era stata allestito anche un piccolo luogo di culto, la sinagoga Portaleone (o Sesta scola) che, dopo alterne vicende, venne chiusa definitivamente per volere del Sant’Uffizio nel 1735, quattro anni dopo l’ordinanza che impose agli ebrei lo sfratto e l’abbandono di tutta l’area nel giro di soli otto giorni.

Se a questo punto vi è venuta voglia di saperne di più sul passato e il presente del mondo ebraico, c’è un altro luogo dove potreste andare. Tornate sui vostri passi, verso il centro del quartiere e fate un salto nella libreria Kyriat Sefer, “La città del libro”: qui troverete libri quasi impossibili da scovare altrove e tutte le informazioni sugli eventi culturali (e non solo) che si tengono nella zona.

Di fronte alla libreria, ci sono le scuole ebraiche. Da qui possiamo tornare verso via Portico d’Ottavia, in direzione via Santa Maria del Pianto. Tenendo d’occhio il selciato si arriva sul luogo dell’antica piazza Giudia (cuore delle attività commerciali del Ghetto che si trovava all’esterno del recinto), demolita con il resto del quartiere a fine ‘800. Le mura del serraglio e il suo ingresso principale correvano proprio qui, dividendo quasi a metà lo spazio urbano, tra dentro e fuori il serraglio. È facile però capire ancora dov’era la storica piazza: nel restauro della pavimentazione è stato “segnato” a terra con lastre di marmo bianco il perimetro della fontana che all’epoca del Ghetto si trovava al suo centro, oggi visibile (smontata e ricostruita) nell’attuale piazza Cinque Scole.

Da piazza delle Cinque Scole a Monte de’ Cenci

Sentite questo invitante profumo di pane? Scommetto di sì. Beh, siamo vicini al forno Boccione, ultimo forno veramente storico del quartiere. Fossi in voi, mi fermerei ad assaggiare uno dei loro dolci kosher. Io ho un vero debole per la loro treccia dolce e per la crostata di ricotta e visciole… Prima che mi venga una gran fame, proseguiamo nel nostro peregrinare. Curiosate in giro, fermatevi a sbirciare nei negozi e nelle gallerie d’arte e andate verso la bella piazza Mattei. C’è un delizioso bar con vista sulla Fontana delle tartarughe dove potreste fermarvi a bere un caffè, osservando il viavai continuo di romani e turisti.

Via della Reginella, quel che resta del “serraglio”

Siamo quasi alla fine del nostro itinerario. Breve e stretta, vivace e ancora vagamente popolare, via della Reginella è l’unica testimonianza dell’antico serraglio degli ebrei. Risale però all'”addizione Leonina” (l’ultimo ampliamento del Ghetto concesso da Papa Leone XIII nel 1825) e per le sue caratteristiche costituisce quasi un mini-percorso a sé.

Tanti i negozi turistici (qualcuno veramente trascurabile) ma nel complesso, queste poche centinaia di metri che collegano via Portico d’Ottavia a piazza Mattei sono un vero viaggio nella storia degli ebrei di Roma da assaporare a ogni passo. Difficile immaginare come doveva essere la vita qui nel Ghetto di un tempo, tra case anguste, buie, malsane e iper affollate. Purtroppo sono spariti da tempo anche gli ultimi segni dei cardini di uno dei cancelli che chiudeva il “recinto” proprio verso piazza Mattei. L’unico indizio del passato è l’antica cornice in marmo che delimita un portale chiaramente murato (tra i civici 29 e 30) dove oggi si vede solo una finestra con inferriata.

Un’altra caratteristica della via che ci riporta indietro nel tempo, al periodo dell’occupazione nazista di Roma e della tragedia del 16 ottobre, è la particolare abbondanza delle pietre d’inciampo, installate nel corso degli anni dall’artista tedesco Gunter Demnig, per commemorare tutte le vittime della deportazione nei campi e nei luoghi di sterminio. Una precisazione doverosa: le pietre d’inciampo non sono e non vanno considerate un’attrazione turistica, bensì un momento di riflessione e rispettoso ricordo durante il proprio cammino. Quelle installate qui su via della Reginella sono particolarmente numerose, ma altre se ne possono scoprire passeggiando in tutto il rione, tra il Portico d’Ottavia e via dei Delfini, via dei Giubbonari e via Arenula, così come in tante altre zone della città.

Al civico 2, gli Stolpersteine ricordano, tra gli altri, la famiglia Spizzichino e i familiari dell’unica donna romana tornata dai campi di sterminio, Settimia Spizzichino. Proprio in questa strada visse con la famiglia anche una delle spie, collaboratrice di fascisti e nazisti, più tristemente famose di Roma: Celeste Di Porto. Una ragazza ebrea nemmeno ventenne che, in cambio di denaro e immunità, continuò per molto tempo a tradire e denunciare moltissimi correligionari, conoscenti e vicini di casa, finiti a causa sua nei campi di sterminio nazisti e alle Fosse Ardeatine. La disonorevole vicenda della Pantera Nera (questo il suo soprannome) è raccontata anche all’interno del Museo della Liberazione di via Tasso (che spero presto di poter visitare).

Ultime precisazioni e un paio di suggerimenti

La Roma ebraica è tutta qui? Decisamente no. ci sono tante altre cose che potrei raccontarvi. Potremmo spostarci a Trastevere, nel quartiere Monti, passare dai Fori imperiali e arrivare all’arco di Tito e al Colosseo ma il nostro giro diventerebbe davvero troppo lungo (magari lo faremo in un altro momento).

Ci sono anche altri luoghi estremamente significativi che potremmo indagare: le terribili Fosse Ardeatine, le catacombe di Vigna Randanini sulla via Appia… Da anni, ad esempio, io desidero vedere il parco archeologico e la sinagoga di Ostia antica. Roma è davvero una città straordinaria.

L’ultimo consiglio: ormai il Ghetto è diventato una meta turistica piuttosto nota e molti dei locali e dei negozi che lo popolano sono aperti anche di sabato (contrariamente a un tempo) però, se potete, evitate di visitarlo durante lo shabbath. Perdereste inevitabilmente ogni segno di quella vita di quartiere (anzi, di piazza, come si dice da queste parti) che rende questa zona ancora unica…

P.S. se la stagione lo consente, andate a gustare uno dei miei piatti preferiti: i carciofi alla giudia! La cucina giudaico-romanesca è un altro mondo tutto da esplorare!

Total
0
Shares
Share 0
Share 0
Share 0
Share 0
Tweet 0
Francesca

Viaggiatrice provetta e curiosa, laureata in filosofia è innamorata di Parigi e della Francia. Appassionata di lettura, arte, teatro e molto altro…

Articolo Precedente
Einaudi Carlo Levi La doppia notte dei tigli
  • Germania
  • La biblioteca di PP

La doppia notte dei tigli

  • 27 Gennaio 2026
  • Daniela
Leggi l'articolo
Articolo Successivo
Ristorante Milano Consorzio Stoppani
  • Food & Co.
  • Lombardia

Consorzio Stoppani. La sagra (urbana) che non ti aspetti

  • 3 Febbraio 2026
  • Francesca
Leggi l'articolo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti
  • romanzo Le cicogne della Scala Montemurro 1
    Le cicogne della Scala
    • 21 Luglio 2026
  • Mare di nebbia Stanserhorn Cabriobahn 2
    Stanserhorn. Là dove ho visto le marmotte…
    • 17 Luglio 2026
  • Adelphi Costa Azzurra Simenon Domenica 3
    Domenica
    • 14 Luglio 2026
  • Bateaux Mouches tramonto Senna Parigi 4
    Bateaux-Mouches. A spasso sulla Senna con il ‘battello Mosca’
    • 10 Luglio 2026
Commenti recenti
  • Daniela su Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)
  • Concetta Gioia su Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)
  • Francesca su A ‘caccia’ della Lupa del Lagorai
  • Roberta su A ‘caccia’ della Lupa del Lagorai
  • Laura Salvi su Veules-les-Roses. A spasso lungo la Costa d’Alabastro
Instagram

laguidacuriosa

Viaggi, curiosità, storie e libri. Per osservare il mondo sempre con nuovi occhi 📚🧳
Tutti i nostri articoli e le nostre storie le ritrovi sul sito 👇


[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buongiorn
[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buongiorno a tutti 😊. Siete in cerca di una lettura estiva? Che ne direste di andare alla Scala per incontrare dei personaggi straordinari? Violetta, Juliette, Caramba…volete saperne di più? Cominciate con il leggere la recensione di oggi…
https://www.laguidacuriosa.it/le-cicogne-della-scala/
#eoedizioni #lecicognedellascala #milano #libridaleggere


Buona domenica ♥️ #villatoeplitz #varese #vareseth
Buona domenica ♥️ #villatoeplitz #varese #varesetheplacetobe


[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buon vene
[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buon venerdì…chissà se anche voi avete caldo come me…Il vostro PC ha una proposta da farvi….una gita in #svizzera in cerca delle marmotte…Volete sapere dove e come? Leggete l’articolo! 
https://www.laguidacuriosa.it/stanserhorn/ #marmotte #svizzera #switzerlandpictures #switzerland_destinations


[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buongiorn
[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buongiorno 🤪. Il vostro accaldato PP vuole portarvi in #costaazzurra con un bellissimo romanzo breve di #simenon …Leggete la sua recensione e correte in libreria! https://www.laguidacuriosa.it/domenica/ #adelphiedizioni #libridaleggere❤️ #labibliotecadipp


Piccoli grandi lussi…un caffè shakerato da @marche
Piccoli grandi lussi…un caffè shakerato da @marchesi1824 …
#milanocity #milano #marchesi1824


[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buongiorn
[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buongiorno. Spero che non vi stiate sciogliendo per il caldo come sto facendo io…L’altro giorno pensavo a quanta voglia avrei di andarmene a #parigi…una mostra, magari anche un po’ di shopping e un giro in #bateauxmouches al tramonto. Voi ci siete mai stati? Leggete l’articolo di oggi, scommetto che ve ne verrà voglia! https://www.laguidacuriosa.it/bateaux-mouches/ #bateaumouche #senna #parismaville



Segui su Instagram


Seguimi su Facebook
Categorie
Archivi
about
La guida curiosa

Semplicemente in viaggio

La Guida Curiosa nasce da un'idea di Daniela, tour leader e guida turistica per professione, viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, è partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 narra curiosità e storie dai suoi viaggi, vicini e lontani. Dal 2024, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconta con lei. Qualche volta partiranno insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.
Scrivimi
Menu
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Articoli recenti
  • romanzo Le cicogne della Scala Montemurro
    Le cicogne della Scala
    • 21 Luglio 2026
  • Mare di nebbia Stanserhorn Cabriobahn
    Stanserhorn. Là dove ho visto le marmotte…
    • 17 Luglio 2026
  • Adelphi Costa Azzurra Simenon Domenica
    Domenica
    • 14 Luglio 2026
  • Bateaux Mouches tramonto Senna Parigi
    Bateaux-Mouches. A spasso sulla Senna con il ‘battello Mosca’
    • 10 Luglio 2026

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Regolazioni di accessibilità

Offerto da OneTap

Impegno per l'accessibilità di La Guida Curiosa

Presso La Guida Curiosa, ci impegniamo a rendere la nostra presenza digitale il più accessibile e inclusiva possibile per tutti gli utenti, comprese le persone con disabilità. Il nostro obiettivo è migliorare l'usabilità di www.laguidacuriosa.it e supportare un'esperienza più accessibile per tutti, indipendentemente dalle capacità o dalle tecnologie utilizzate.

Il nostro approccio all'accessibilità

Cerchiamo di allinearci alle Linee guida per l'accessibilità dei contenuti web (WCAG), che definiscono standard riconosciuti a livello internazionale per l'accessibilità digitale. Sebbene non sia sempre possibile garantire la piena conformità, ci impegniamo ad apportare miglioramenti quando possibile e a rivedere regolarmente gli aspetti legati all'accessibilità del nostro sito. L'accessibilità è un processo continuo, e ci impegniamo a migliorare l'esperienza nel tempo, man mano che evolvono tecnologie, standard ed esigenze degli utenti.

Funzionalità di accessibilità

Per supportare l'accessibilità, www.laguidacuriosa.it può utilizzare strumenti come la barra di accessibilità OneTap. Questa interfaccia offre una serie di funzionalità utili, tra cui:
  • Dimensioni del testo e impostazioni di contrasto regolabili
  • Evidenziazione di collegamenti e testi per una migliore visibilità
  • Navigazione completa da tastiera dell'interfaccia
  • Avvio rapido tramite scorciatoia da tastiera: Alt + . (Windows) o ⌘ + . (Mac)
Si prega di notare quanto segue:
  • La disponibilità e l'efficacia di queste funzionalità dipendono dalla configurazione del sito e dalla sua manutenzione continua.
  • Nonostante i nostri sforzi per garantire l’accessibilità, non possiamo assicurare che tutte le parti di www.laguidacuriosa.it siano sempre completamente accessibili. Alcuni contenuti potrebbero essere forniti da terze parti o influenzati da limitazioni tecniche al di fuori del nostro controllo.

Feedback e contatti

Accogliamo con piacere i vostri feedback. Se riscontrate barriere all'accessibilità o avete suggerimenti per miglioramenti, vi preghiamo di contattarci: Email: info@laguidacuriosa.it Siamo impegnati a esaminare tutte le richieste e a rispondere entro 3–5 giorni lavorativi. Se avete bisogno di assistenza per accedere a qualsiasi parte di questo sito web, saremo lieti di fornirla tramite canali alternativi su richiesta. Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026
Per quanto tempo vuoi nascondere la barra degli strumenti?Per quanto tempo vuoi nascondere la barra degli strumenti di accessibilità?
Durata nascondi barra degli strumenti
Profili di accessibilità
Modalità Ipovedenti
Migliora gli elementi visivi del sito web
Profilo Sicuro per Convulsioni
Rimuove i lampi e riduce i colori
Modalità ADHD Friendly
Navigazione focalizzata, senza distrazioni
Modalità Cecità
Riduce le distrazioni, migliora la concentrazione
Modalità Sicura per Epilessia
Scurisce i colori e ferma il lampeggiamento
Moduli di contenuto
Dimensione icona

Predefinito

Interlinea

Predefinito

Moduli colore
Moduli di orientamento