Oggi vi presento il il primo romanzo della lunga serie dedicata alle surreali avventure di Agatha Raisin. È la sua migliore storia? Probabilmente no, ma indubbiamente è una delle più divertenti.
Che cosa succede quando una cinquantenne dal carattere difficile decide di cambiare vita e abbandonare Londra per andare a vivere in campagna? Per scoprirlo, dovrete fare conoscenza con una donna davvero sui generis: Agatha Raisin. Tutto comincia con il suo pensionamento volontario e anticipato.Agatha se ne stava andando in pensione prima del tempo. Aveva lavorato sodo per parecchi anni, mettendo in piedi la sua società di pubbliche relazioni. Certo ne aveva fatta di strada, da quando era uscita dal quartiere operaio di Birmingham. Era sopravvissuta a un matrimonio sciagurato, e ne era uscita sola e ammaccata nello spirito, ma determinata ad avere successo nella vita. I suoi sforzi professionali miravano tutti a un unico scopo, alla realizzazione di un sogno – l’acquisto di un cottage nei Cotswolds.
La ragione di questa insolita scelta? Una vacanza breve e magica durante l’infanzia tra i pittoreschi villaggi di case in pietra dorata, i graziosi giardini e i viottoli affogati nel verde di questo angolo di campagna inglese.
Ai suoi genitori il posto era parso detestabile, avrebbero fatto meglio ad andare come al solito nel villaggio turistico Butlin, ma per Agatha i Cotswolds erano tutto quello che poteva desiderare dalla vita: bellezza, pace e sicurezza.
Ed è proprio quello che a cinquantatré anni conta di trovare: un luogo dove poter essere se stessa, o meglio, una versione migliorata di sé. Agatha è una donna contraddittoria, dura e fragile allo stesso tempo. Sognatrice e straordinariamente pragmatica. Non è particolarmente bella, “capelli di un castano scialbo, un viso squadrato e insignificante, corporatura tozza”. È capace di adattarsi alle situazioni, ma raggiunge i suoi obiettivi soprattutto esercitando, se serve, una discreta dose di prepotenza e di ruffianeria. Il lavoro è il suo mantra e la sua unica vera occasione di rapporti sociali.
Ai suoi collaboratori sembra impossibile che Agatha voglia davvero lasciare tutto, eppure… Quando si realizza un sogno, non si possono avere dubbi… O forse sì? Il nuovo cottage di Agatha assomiglia a uno di quelli dei calendari: pietre, tetto di paglia e camino. Il decoratore di interni ha fatto un lavoro perfetto. La ditta di traslochi ha persino sistemato i suoi vestiti in camera da letto. Peccato che sembri la casa di qualcun altro, la casa di un estraneo privo di carattere, o un costoso cottage di vacanze…
In cucina splendono gli intonsi libri di ricette che la nostra Agatha, cintura nera di microonde, ha comprato con l’intento di imparare a cucinare. Ma la nostra ex donna in carriera non è ancora pronta a perdere l’abitudine di un curry surgelato da riscaldare. Anche a Carsely, per fortuna, c’è un supermercato con un reparto di cibo pronto. Peccato che il primo impatto con il villaggio sia ostico: la gente è apparentemente cordiale ma tiene a distanza la bizzarra forestiera. Ci sono pochi locali degni di nota e poche persone interessanti. Nemmeno il meteo sembra voler graziare la novella campagnola. Per fortuna, esistono i libri della Christie! La nostra eroina, però, non è disposta a diventare un’anziana signora che passa i pomeriggi davanti al camino. Lei si deve integrare! Costi quello che costi.
A Londra non ha mai avuto tempo per rendersi conto di non avere amici, ma a Carsely dovrà essere diverso. Come conquistare affetti e popolarità? La via migliore sembra partecipare ad una gara culinaria! Non saper cucinare non è poi un gran problema per Agatha. Londra è a solo un’ora e trenta di treno… fare un salto in città e comprare una deliziosa quiche non sarà un problema. Non è barare, in fondo, ma solo ottenere il risultato atteso.
Il giorno della gara, la spregiudicata concorrente è certa di vincere: cibo perfetto, casa e giardino tirati a lucido. Tutto sembra promettere bene, ma le cose sono destinate ad andare in modo molto diverso. Il giudice di gara, assaggiato il manicaretto londinese, muore! Avvelenato, of course…
Agatha viene accusata di omicidio e dovrà darsi molto da fare per dimostrare di non essere responsabile dell’accaduto. Questo tragico incidente sarà la sua ‘fortuna’. Nel tentativo di autoscagionarsi, scoprirà l’assassino, deciderà di intraprendere una nuova professione… ma, soprattutto, troverà degli amici (e qualche nemico).
Questo è il primo romanzo della lunga serie dedicata alle surreali avventure di Agatha Raisin. È la sua migliore storia? Probabilmente no, ma indubbiamente è una delle più divertenti. Se siete degli appassionati di omicidi machiavellici, questo non è il libro per voi ma se amate i gialli ambientati nella campagna inglese, con un tocco di humour british (che io personalmente adoro) ve lo consiglio caldamente. Agatha è un personaggio ‘odioso’ e irresistibile allo stesso tempo e i suoi comprimari sono tutti da scoprire.
E poi, scusate, ma voi a una quiche come arma del delitto, avreste mai pensato?
M.C. Beaton, Agatha Raisin e la quiche letale, Astoria, Milano, 2016