Parigi è una città che cambia, molto più di quanto ci si possa immaginare. Una delle zone che ho visto modificarsi maggiormente dagli anni ‘90 ad oggi è quella di Chatelet Les Halles. C’è però una scultura che ormai è diventata una presenza fissa…
A l’écoute des rumeurs souterraines, tel un galet, cette sculpture est échouée au hasard d’une marée imaginaire, sur les rivages du temps. (Henri de Miller)
Tra i miei irrinunciabili parigini, ormai credo che lo sappiate bene, ci sono i giardini del Lussemburgo, il Palais Royal, la mia amata Place des Vosges ma anche la chiesa di Saint-Eustache… È proprio nei giardini di fronte alla chiesa (Jardin Nelson-Mandela) che è posizionata una delle mie sculture cittadine preferite: l’Écoute.
Accattivante opera dell’artista francese Henri de Miller, è un pezzo semplice e straordinario allo stesso tempo. Originariamente commissionato per il Forum des Halles nel 1986, Écoute è stato collocato in piazza René Cassin come parte di un’iniziativa di arte pubblica cittadina.

La scultura rappresenta una testa massiccia e stilizzata di un uomo appoggiata sulla sua mano. Personalmente rimango ogni volta affascinata da quanto questo enorme blocco di arenaria (di quasi 65 tonnellate) appaia allo stesso tempo ‘massiccio’ e fragile. Probabilmente è la forma ovoidale della testa a regalare allo spettatore una sensazione di perfezione ma anche di fragilità, a dispetto del peso sostanziale di Écoute.

Ma che cosa sta ascoltando questo essere umano? Gli antichi rumori dei mercati generali della città? L’antico Ventre di Parigi raccontato magistralmente da Zola? Può essere ma forse vuole semplicemente ricordarci l’importanza dell’ascolto dell’altro, dei rumori del mondo. Ci aiuta a riflettere sulle connessioni più profonde tra l’umanità e gli echi della vita sotto i nostri piedi.
Lo scultore ha realizzato un’opera contemporanea ma dalle linee antiche: a sottolineare l’atemporalità del suo messaggio. La scultura risuona non solo con la sua presenza fisica, ma anche attraverso la sua rappresentazione nella cultura contemporanea. In particolare, una scena del film di Mathieu Kassovitz La Haine l’ha resa famosa (e meta di numerosi selfie), collegandola alla narrazione dei problemi sociali della vita urbana a Parigi.
Gli ultimi lavori di ristrutturazione dei giardini ne hanno leggermente modificato l’orientamento ma non il fascino. Écoute resta, infatti, una testimonianza interessante dell’armonia tra arte e ambiente urbano, invitando, allo stesso tempo, alla contemplazione e all’interazione. La statua difatti è diventata un luogo di incontro, una curiosità e un’attrazione per parigini e turisti. Non è neppure insolito vederla utilizzata come ‘palestra da arrampicata’ dai bambini che giocano nel vicino parco giochi…
