Qualche tempo fa, chiacchieravo con un amico e pensavamo a quanto vorremmo entrambi tornare a Istanbul. Tra i luoghi che entrambi vorremmo rivedere, c’è la Basilica Cisterna…
Il mio programma stanbuliota è veramente intenso, un po’ come questa città, talmente piena di cose da vedere, di persone da incontrare da risultare potenzialmente molto dispersiva. Persino stabilire quali siano le attrazioni imperdibili rischia di diventare complicato… A giudicare dalla lunga coda alla biglietteria, questa deve proprio essere una delle meraviglie dell’antica Costantinopoli. Per fortuna, noi abbiamo già prenotato l’ingresso in anticipo!
La Cisterna Basilica (in lingua turca, Yerebatan Sarnıcı) è un vero e proprio palazzo sommerso, come dice bene il suo nome ed è la più grande cisterna sotterranea di Istanbul.

Basta scendere i primi gradini per capire che questo è un luogo veramente unico. La prima cosa che mi colpisce è la luce: mi aspettavo un luogo avvolto nella penombra e invece… E poi, che dire della struttura architettonica? Colonne, archi, volte…
Qualche curiosità storica

La meraviglia non può che aumentare, quando pensiamo che la cisterna è stata voluta nel 532 dall’imperatore Giustiniano e che è stata progettata per ampliare una struttura preesistente risalente all’epoca dell’imperatore Costantino. D’altra parte, la nuova Roma d’Oriente aveva bisogno di riserve di acqua per garantire la tranquillità dei suoi abitanti. Vale la pena anche di dare qualche numero: la cisterna era alimentata dall’acquedotto di Valente, uno dei più lunghi della romanità, che portava acqua dalla foresta di Belgrado! Quanti litri poteva contenere? Approssimativamente fino a 80 milioni… Incredibile. Davvero un progetto straordinario.
Per molto tempo, la cisterna ha servito i ricchi palazzi della zona. Dopo la conquista di Costantinopoli, nel 1453, l’acqua viene progressivamente utilizzata solo per i giardino del palazzo di Topkapı, residenza dei sultani. Con il passare del tempo, questa straordinaria opera di ingegneria, cade in disuso. Gli Ottomani, infatti, ligi alle rigide regole islamiche, preferiscono utilizzare acqua corrente più che quella proveniente da pozzi o cisterne. Tutta questa meraviglia, rimane dimenticata per qualche secolo. A riscoprirla casualmente tra il 1544 e il 1550 è il viaggiatore olandese P. Gyllius nel corso di ricerche archeologiche sulle rovine di Bisanzio. Studi e testimonianze ne fanno presto una meta turistica, degna del Grand Tour! Viene restaurata una prima volta durante il sultanato di Ahmed III nel 1723 dall’architetto Kayserili Mehmet Ağa e una seconda volta durante il sultanato di Abdulhamid II (1876-1909).
Come si presenta oggi la Basilica Cisterna?
Non posso che andarmene in giro, sulle passerelle che attraversano questo enorme spazio sotterraneo di circa 140 metri per 70, stupendomi del silenzio che regna in questo luogo. La verità è che siamo tutti stupiti da tanta bellezza. Sembra di attraversare una strana foresta di pietra: 336 colonne, alte 9 metri, capitelli corinzi, dorici… Un meraviglioso mix che a noi appare meravigliosamente artistico e che, in realtà, racconta soprattutto dell’abitudine di riutilizzare gli antichi materiali da costruzione. Ho la fortissima tentazione di abbassarmi a toccare l’acqua cristallina che allaga ancora oggi la base della cisterna.


È fresca! Ho letto da qualche parte che, fino a qualche anno fa, qui sguazzavano dei pesci rossi, che sono stati eliminati dopo l’ultimo ciclo di restauri. Peccato!
Al loro posto, sono state posizionate alcune opere di arte contemporanea. Interessanti ma non sono sicura che mi convincano davvero. Il vero colpo di fulmine sono, invece, le due teste di Medusa che fanno da base a due colonne.
Probabilmente, arrivano dall’antico Foro di Costantino ed è impossibile non subirne il fascino… E poi… quella strana colonna con decorazioni a goccia? C’è chi dice siano lacrime, chi pensa sia la clava di Ercole… Io so solo che è bellissima e che vorrei avere molto più tempo per fotografare ogni particolare!