La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Articoli in evidenza
  • E/O Gioconda
    Gioconda
    • 19 Maggio 2026
  • Villa Panza FAI mostra Josef Albers
    Josef Albers. A scuola di colore a Villa Panza
    • 15 Maggio 2026
  • Libro Lanterne rosse
    Lanterne rosse
    • 12 Maggio 2026
  • Home
  • Dicono di me…
  • Pensieri in libertà
  • Contatti
  • Privacy policy
  • Gestisci consensi
Like
Follower
Scrivimi
La Guida Curiosa
La Guida Curiosa La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Monastero reale di Brou vetrata
  • Francia
  • Gli imperdibili (secondo me)

Il monastero reale di Brou. Storia di amore e di nobiltà

  • 3 Gennaio 2025
  • Daniela
Total
0
Shares
0
0
0
0
0

La visita al monastero reale di Brou, capolavoro del gotico fiammingo in terra di Francia, ci racconta la storia di Margherita d’Asburgo, che seppe coniugare amore e politica. Nonostante le sventure.

Quest’oggi vorrei raccontarvi la storia di una donna forte, capace di essere protagonista della sua epoca nonostante le sue vicende personali. Mi riferisco all’arciduchessa Margherita d’Asburgo, grazie alla quale ancora oggi possiamo ammirare quel capolavoro del gotico fiammeggiante che è il monastero reale di Brou. E, credetemi, visitare quel luogo è, prima ancora che un fatto culturale, rendere omaggio a una figura colpevolmente poco ricordata dai libri di storia.

Goldenes Dach'l Innsbruck
Sotto al “Tuttuccio d’oro” di Innsbruck è visibile un ritratto di Massimiliano I con le mogli e i due figli (Filippo e Margherita).

Una donna sfortunata e tenace

Ma chi era Margherita? Era la figlia di Massimiliano I e di Maria di Borgogna. Ve lo ricordate Massimiliano? Quello che per giustificare la sua ascesa al potere aveva congegnato una grande messinscena per far credere di essere stato salvato da un angelo. Dopo quella trovata, si era sposato con l’unica figlia dell’ultimo duca di Borgogna, Maria appunto. Ne erano nati due figli, Filippo e Margherita. Poi Maria morì, quando i bambini avevano, rispettivamente 4 e 2 anni. Massimiliano si risposò, ma oggi questo ci riguarda poco. E’ invece più interessante ricordare che, per motivi qui lunghi a spiegarsi, l’imperatore si trovò costretto a siglare un’allenza con il re francese. Alleanza che prevedeva il matrimonio fra Maria e il delfino di Francia, il futuro Carlo VIII.

Dalle natie Fiandre, la piccola Margherita si trasferì nella valle della Loira, per essere allevata alla corte di Francia. Giusto il tempo di arrivare che suo “suocero” Luigi XI morì. Il che, all’età di tre anni, permise a Margherita di diventare regina di Francia, almeno formalmente. Titolo che, però, le fu tolto qualche anno più tardi, quando, per motivi politici, fu ripudiata in favore di Anna di Bretagna. Margherita aveva 11 anni e ben si può immaginare che una rampolla di una delle famiglie più in vista d’Europa non potesse rimanere sola troppo a lungo. Massimiliano, famoso per la sua tattica matrimoniale, organizzò un duplice matrimonio facendo sposare i suoi eredi con i figli di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona (sì, quelli che scacciarono i mori dalla Spagna).

Quindi, a 17 anni, Margherita si sposò con Giovanni II di Castiglia. Prima per procura nelle Fiandre e, poi, di persona, a Burgos. Fra una cerimonia e l’altra la nostra protagonista rischiò di far naufragio in mare e, presentendo la morte, scrisse un acuto testamento, in cui si definiva “sposata due volte, morta vergine”. Per fortuna, Margherita giunse sana e salva e, si narra, l’unione fu felice. Ma di brevissima durata, visto che non passarono nemmeno 6 mesi dalle nozze quando Giovanni, di salute assai precaria, morì.

Rientrata nei Paesi Bassi, dopo un comprensibile periodo di lutto, Margherita si risposò. Questa volta con Filiberto di Savoia detto “il Bello”. Non solo era bello, ma proveniva da una delle corti più raffinate d’Europa. E Margherita, finalmente, sperava di aver raggiunto la serenità: un matrimonio felice, l’appoggio della suocera, una corte ricca e colta. Tutto bene, dunque? Sì, fino a che l’atletico Filiberto non ebbe un incidente durante una battuta di caccia e morì.

L’inizio del cantiere

Nuovamente vedova, alla tenera età di 24 anni, distrutta dal dolore, Margherita decise di onorare degnamente la memoria del marito, facendo riedificare il monastero di Brou, nella campagna di Bourg-en-Bresse. Perché proprio lì? Perché sua suocera, Margherita di Borbone, aveva fatto voto, al tempo della malattia del di lei marito, di restaurare l’antico monastero benedettino di Brou, che era in misero stato. Quindi, la nostra Margherita riprese il progetto dedicandolo però al suo amato Filiberto. Non a caso, la chiesa cambiò dedicazione, assumendo quella di san Nicola da Tolentino (in quanto Filiberto proprio nel giorno di quel santo era morte) e fu affidata ai monaci agostiniani (cioè quelli a cui san Nicola apparteneva).

Vetrate monastero di Brou
La vetrata del coro. I cartoni, realizzati a Bruxelles, furono ispirati dalle incisioni di Dürer.

Un progetto grandioso

Per ciò che ne sappiamo, a un primo progetto, relativamente semplice, ne seguì un secondo, molto più ricco e sfarzoso. Ma che cos’era cambiato nelle intenzioni di Margherita? Per capirlo dobbiamo indagare ancora una volta nella sua biografia, per accorgerci che, dopo suo marito, anche suo fratello Filippo (soprannominato, pure lui, il Bello) era passato a miglior vita. Facendo dell’arciduchessa la reggente dei Paesi Bassi e la tutrice dei sei nipoti (di cui uno diventerà, anche grazie alle premure della zia, imperatore con il nome di Carlo V). Il suo governo, durato 25 anni, portò pace e prosperità alle Fiandre. Alla sua corte erano di casa Erasmo da Rotterdam e Albrecht Dürer. E Margherita, consapevole del suo ruolo, concepì un progetto grandioso per Brou.

Non più solo vedova inconsolabile, ma anche governatrice di una terra ricca e centrale nella geopolitica europea. E a Brou entrambi gli aspetti dovevano essere ben visibili. Da Mechelen (o, in francese, Malines), dove si era trasferita, Margherita diresse uno dei cantieri più importanti del primo Cinquecento. E scrivo “diresse” perché, nonostante i numerosi impegni, fu sempre in prima linea nelle decisioni riguardanti l’edificazione e la decorazione del monastero. Scelse personalmente il capomastro, inviò in Francia lo scultore della sua corte, a Bruxelles commissionò i cartoni che servirono a realizzare le bellissime vetrate, fece realizzare al suo pittore ufficiale una ricchissima pala d’altare.

Ma, soprattutto, volle monumenti funebri degni del suo rango e di quello di suo marito. E ben si capisce questo suo desiderio se si pensa, ancora una volta, a Massimiliano, che ad Innsbruck aveva concepito un mausoleo che, ancora oggi, appare a dir poco strabiliante. Fu così che per il monastero reale di Brou furono realizzati tre tombe che segnano uno dei momenti più alti dell’arte scultorea fiamminga. Al centro del coro, riposa Filippo; alla sua sinistra la sposa Margherita d’Asburgo, alla destra la madre Margherita di Borbone. Ogni dettaglio è di una finezza rara, la composizione architettonica armoniosa, la scenografia ben studiata.

Tomba Margherita d'Asburgo Brou
La tomba “a due piani” di Margherita d’Asburgo.

La chiesa del monastero

E sono specialmente i ritratti dei defunti a destare meraviglia. Sì, perché i catafalchi mostrano, allo stesso tempo, i defunti nella loro veste politica (e dunque abbigliati ed ornati come nelle cerimonie ufficiali) e nella loro spiritualità. Quindi, se al livello più alto del monumento Margherita d’Austria appare con una ricca acconciatura e la corona, in quello sottostante i suoi capelli sono sciolti e indossa una semplice camiciola. Il suo volto, austero nella versione “pubblica” è invece ricco di grazia e di speranza in quello inferiore.

I pinnacoli che ornano le tombe, come in un caleidoscopio, si ritrovano negli stalli del coro, nella tribuna che separa l’aula dal presbiterio, per giungere sino alla facciata esterna, che benché non slanciatissima, appare elegante e votata verso il cielo. C’è un gioco di rimandi complesso, che dalle vetrate coloratissime conduce al bianco diafano dell’edificio passando per il legno scuro del coro. Ma tutto si compenetra e si completa, non ci sono stacchi né forzature. Margherita, volendo mostrare il suo rango e il suo potere, porta ancora oggi i visitatori in una dimensione di grazia. Entrando nella chiesa non si è accecati dalla luce e nemmeno ci si sente smarriti a causa dell’oscurità; al contrario, la luce è calda e avvolgente, la “foresta” di pilastri mitigata dall’ampiezza dell’aula.

Fortune Infortune Fort Une

L’altro rimando da non perdere ha un sapore più politico, visto il gran numero di blasoni e stemmi che si rincorrono sulle tombe e sulle vetrate. Ma, ancora una volta, Margherita non perse mai di vista il desiderio di celebrare l’amore: ovunque si rincorrono le iniziali P (per Philibert) ed M, suggello di un matrimonio durato solo tre anni. E, a rappresentare il dolore di Margherita, che mai più si sposò, la sua impresa: Fortune Infortune Fort Une. Tradotto per solito come “La fortuna importuna assai una donna”, ha forse una valenza più complessa, su cui gli storici si arrovellano da secoli. A me basta leggervi la consapevolezza di una donna forte che, nonostante le avversità della vita, riuscì a non lasciarsi travolgere dagli eventi, coniugando amore e ragion di stato.

A Margherita non riuscì di vedere completato il “suo” monastero perché, morto Filiberto, a Brou non tornò mai. Come da lei espressamente scritto, fu sepolta nella chiesa, dove ancora riposa con il marito e, per curioso che sembri, la suocera. Nemmeno la Rivoluzione Francese ha interrotto il suo riposo. Certo Margherita fu “disturbata”, con il solito copione di edifici conventuali utilizzati come stalle, ospedali, carceri, ma la chiesa (almeno al suo interno) restò sostanzialmente intatta. Forse ad omaggio di una donna tanto capace quanto tenace.

Total
0
Shares
Share 0
Share 0
Share 0
Share 0
Tweet 0
Daniela

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani.

Articolo Precedente
maiali marzapane capodanno
  • Germania
  • Storia e storie
  • Svizzera

La fortuna vien mangiando… maialini di marzapane!

  • 31 Dicembre 2024
  • Francesca
Leggi l'articolo
Articolo Successivo
  • Prossimi appuntamenti

Velvet Café. Ovvero, una merenda a Balat.

  • 7 Gennaio 2025
  • Francesca
Leggi l'articolo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti
  • E/O Gioconda 1
    Gioconda
    • 19 Maggio 2026
  • Villa Panza FAI mostra Josef Albers 2
    Josef Albers. A scuola di colore a Villa Panza
    • 15 Maggio 2026
  • Libro Lanterne rosse 3
    Lanterne rosse
    • 12 Maggio 2026
  • Millet Orsay Angelus 4
    Millet e il suo Angelus. Vi presento uno dei miei quadri preferiti
    • 8 Maggio 2026
Commenti recenti
  • Francesca su A ‘caccia’ della Lupa del Lagorai
  • Roberta su A ‘caccia’ della Lupa del Lagorai
  • Laura Salvi su Veules-les-Roses. A spasso lungo la Costa d’Alabastro
  • paola barbieri su Como San Giovanni. Dalla Santa Inquisizione… alla stazione
  • La Guida Curiosa su Edvige Mrozowska. Storia di un’esploratrice
Instagram

laguidacuriosa

Viaggi, curiosità, storie e libri. Per osservare il mondo sempre con nuovi occhi 📚🧳
Tutti i nostri articoli e le nostre storie le ritrovi sul sito 👇


Buongiorno 😊. Tempo fa vi avevo mostrato le foto d
Buongiorno 😊. Tempo fa vi avevo mostrato le foto del meridiano di Parigi che passa attraverso la chiesa di Saint Sulpice…oggi vi mostro il meridiano di Greenwich in #normandia ….
#villiers #villierssurmer #curiosità


[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Nuovo mar
[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Nuovo martedì, nuovo consiglio letterario! #labibliotecadipp si arricchisce di un altro romanzo breve. Un piccolo capolavoro della letteratura greca del ‘900. Il racconto di un primo amore, ambientato nella #salonicco degli anni ‘40. Una storia dolce e amara tutta da assaporare. La recensione completa, sul sito https://www.laguidacuriosa.it/gioconda-2/ #librichepassione #libriconsigĺiati #booklover


Buon lunedì 😊. Avete mai visitato #friburgo ? No?
Buon lunedì 😊. Avete mai visitato #friburgo ? No? Allora dovreste rimediare perché è davvero una città piacevole…
#monday #friburgo #travel #viaggiarechepassione


Buona domenica! #sundaymood☀️ #travel #viwggiarech
Buona domenica! #sundaymood☀️ #travel #viwggiarechepassione


[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buon vene
[LINK in BIO e nelle STORIE in EVIDENZA] Buon venerdì! Il fine settimana si avvicina e voi non sapete che cosa fare? Ho una proposta per voi! La bellissima mostra dedicata a #josefalbers a @villapanza . Sono sicura che vi stupirà…volete saperne di più? Leggete l’articolo e buon colore a tutti! #villapanza #villapanzavarese #faivarese


Varese nasconde piccoli gioielli tutti da svelare.
Varese nasconde piccoli gioielli tutti da svelare. Questa, ad esempio, è la chiesa di San Cassiano e Ippolito a Velate. 

Si tratta di una delle più antiche chiese del comune di Varese, venne eretta prima dell’anno mille, e successivamente intonacata. Costruita in stile romanico è situata sull’antica strada di collegamento tra il capoluogo lombardo e il Lago Maggiore, di cui negli anni fu punto di sosta.
Citata in un documento del 1115, era originariamente costituita da una singola aula terminante con un’abside a forma semicircolare. Ampliata nei secoli seguenti, venne sopraelevata l’aula, abbattuta l’abside e murate le monofore originali, creando l’annessa sagrestia. Il presbiterio venne ampliato nel 1944, e una successiva opera di restauro nel 1987 riportò alla luce le monofore precedentemente ricoperte.
All’interno è conservata una statua di Madonna col Bambino proveniente da Assisi e citata da Goffredo da Bussero nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani.

Oggi la chiesa ha bisogno di un restauro…tra maggio e giugno qui si terranno diversi concerti che potranno aiutare a tale scopo. Che ne direste di venire a vedere (e a sentire)? 

#varese #velate #sancassiano #varesetheplacetobe



Segui su Instagram


Seguimi su Facebook
Categorie
Archivi
about
La guida curiosa

Semplicemente in viaggio

La Guida Curiosa nasce da un'idea di Daniela, tour leader e guida turistica per professione, viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, è partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 narra curiosità e storie dai suoi viaggi, vicini e lontani. Dal 2024, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconta con lei. Qualche volta partiranno insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.
Scrivimi
Menu
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Articoli recenti
  • E/O Gioconda
    Gioconda
    • 19 Maggio 2026
  • Villa Panza FAI mostra Josef Albers
    Josef Albers. A scuola di colore a Villa Panza
    • 15 Maggio 2026
  • Libro Lanterne rosse
    Lanterne rosse
    • 12 Maggio 2026
  • Millet Orsay Angelus
    Millet e il suo Angelus. Vi presento uno dei miei quadri preferiti
    • 8 Maggio 2026

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Regolazioni di accessibilità

Offerto da OneTap

Impegno per l'accessibilità di La Guida Curiosa

Presso La Guida Curiosa, ci impegniamo a rendere la nostra presenza digitale il più accessibile e inclusiva possibile per tutti gli utenti, comprese le persone con disabilità. Il nostro obiettivo è migliorare l'usabilità di www.laguidacuriosa.it e supportare un'esperienza più accessibile per tutti, indipendentemente dalle capacità o dalle tecnologie utilizzate.

Il nostro approccio all'accessibilità

Cerchiamo di allinearci alle Linee guida per l'accessibilità dei contenuti web (WCAG), che definiscono standard riconosciuti a livello internazionale per l'accessibilità digitale. Sebbene non sia sempre possibile garantire la piena conformità, ci impegniamo ad apportare miglioramenti quando possibile e a rivedere regolarmente gli aspetti legati all'accessibilità del nostro sito. L'accessibilità è un processo continuo, e ci impegniamo a migliorare l'esperienza nel tempo, man mano che evolvono tecnologie, standard ed esigenze degli utenti.

Funzionalità di accessibilità

Per supportare l'accessibilità, www.laguidacuriosa.it può utilizzare strumenti come la barra di accessibilità OneTap. Questa interfaccia offre una serie di funzionalità utili, tra cui:
  • Dimensioni del testo e impostazioni di contrasto regolabili
  • Evidenziazione di collegamenti e testi per una migliore visibilità
  • Navigazione completa da tastiera dell'interfaccia
  • Avvio rapido tramite scorciatoia da tastiera: Alt + . (Windows) o ⌘ + . (Mac)
Si prega di notare quanto segue:
  • La disponibilità e l'efficacia di queste funzionalità dipendono dalla configurazione del sito e dalla sua manutenzione continua.
  • Nonostante i nostri sforzi per garantire l’accessibilità, non possiamo assicurare che tutte le parti di www.laguidacuriosa.it siano sempre completamente accessibili. Alcuni contenuti potrebbero essere forniti da terze parti o influenzati da limitazioni tecniche al di fuori del nostro controllo.

Feedback e contatti

Accogliamo con piacere i vostri feedback. Se riscontrate barriere all'accessibilità o avete suggerimenti per miglioramenti, vi preghiamo di contattarci: Email: info@laguidacuriosa.it Siamo impegnati a esaminare tutte le richieste e a rispondere entro 3–5 giorni lavorativi. Se avete bisogno di assistenza per accedere a qualsiasi parte di questo sito web, saremo lieti di fornirla tramite canali alternativi su richiesta. Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026
Per quanto tempo vuoi nascondere la barra degli strumenti?Per quanto tempo vuoi nascondere la barra degli strumenti di accessibilità?
Durata nascondi barra degli strumenti
Profili di accessibilità
Modalità Ipovedenti
Migliora gli elementi visivi del sito web
Profilo Sicuro per Convulsioni
Rimuove i lampi e riduce i colori
Modalità ADHD Friendly
Navigazione focalizzata, senza distrazioni
Modalità Cecità
Riduce le distrazioni, migliora la concentrazione
Modalità Sicura per Epilessia
Scurisce i colori e ferma il lampeggiamento
Moduli di contenuto
Dimensione icona

Predefinito

Interlinea

Predefinito

Moduli colore
Moduli di orientamento