Avete voglia di sentirvi pirati per un giorno e di navigare sul lago Maggiore? Ottimo, allora venite con me ai castelli di Cannero!
Qualche nota pratica
I più attenti tra i miei ‘trenta lettori’ si ricorderanno sicuramente di quando vi ho raccontato la leggenda dei castelli di Cannero… Oggi, finalmente, posso spiegarvi come visitarli! Per chi, come me, è nato e cresciuto vicino al lago Maggiore, questi castelli sono una presenza familiare. Per anni, a fare loro da sfondo, c’è stata una enorme gru. Vederla smontare e sapere che la Malpaga sarebbe stata presto visitabile, è stata davvero una grande emozione. Quindi, appena mi è stato possibile, ho deciso di ‘schiavizzare’ marito e amici… Tranquilli, hanno accettato la mia proposta di buon grado!
Scelto il giorno migliore, abbiamo acquistato i biglietti sul sito delle Terre Borromeo. Sì, la prenotazione è decisamente fondamentale: nel costo della visita, infatti, sono compresi ingresso ai castelli ma anche il trasporto (ovviamente a/r) in motoscafo e la app che funge da audioguida durante il percorso. In più, la programmazione permette di gestire (molto bene) la quantità di visitatori che non si ostacolano vicendevolmente.
Ma da dove si parte? Ci sono diverse possibilità: Luino per la sponda lombarda, Cannero e Cannobio per quella piemontese. In tutte e tre le località, troverete un imbarco apposito: a Luino dovete andare alla Spiaggia Le Serenelle, in Via della Vittoria; a Cannero, invece, dovete recarvi all’ingresso del Porto Turistico Portobello, in via delle Magnolie. Noi abbiamo scelto Cannobio (via Francesco Magistris 37). La motivazione logistica? Semplicemente il fatto che Cannobio è uno dei miei borghi preferiti sul lago e avevo voglia di andarci. Tra l’altro ho anche scovato un’ottima gelateria.

Torniamo a noi: presentatevi all’imbarco con un quarto d’ora di anticipo sull’orario previsto per la partenza. Un gentilissimo addetto vi accoglierà, controllerà i vostri biglietti e, in caso vi serva, vi aiuterà persino a scaricare la app per la audioguida. A questo punto siete pronti per partire! Io, però, mi permetto un piccolo suggerimento pratico. Se non siete esperti ‘lupi di lago’ e magari siete poco pratici di barche e motoscafi, indossate per questa gita scarpe da ginnastica o almeno dei sandali che vi contengano bene il piede. Avrete difficoltà se non lo fate? Probabilmente no perché l’assistenza è davvero notevole, ma ho notato la titubanza di alcuni dei miei compagni di avventura… dunque, perché sentirsi a disagio quando basta poco per evitarlo?
Tutti ai castelli
Il tragitto in barca è piacevolissimo e l’arrivo ai castelli dall’acqua decisamente emozionante. Forse vi sembrerà sciocco ma io mi sono realmente emozionata nel varcare l’ingresso. Da qui in poi, a guidare i vostri passi, sarà l’audioguida: sono i castelli stessi a parlare, raccontando la loro storia: guarnigione, rifugio di pirati, abitazione…Tante storie in un luogo solo.
Il recupero della Malpaga è stato davvero fatto con cura: il luogo è stato rispettato il più possibile, utilizzando materiali locali e creando ambienti di servizio non troppo impattanti. Il percorso si snoda attraverso i secoli e gli ambienti. Molta bella e coinvolgente (anche per i bambini) l’installazione multimediale che completa e anima il racconto dei castelli. La protagonista non è tanto la Storia quanto le storie di coloro che in questo luogo hanno vissuto. Quanto è stata difficile essere di stanza qui? Quanto può essere duro l’inverno vissuto sospesi sulle acque del lago? Lasciatevi affascinare dal racconto e poi ‘scalate’ la torre! La vista da lì sopra, da sola, vale il ‘viaggio’.È ora di tornare alla realtà e di tornare all’imbarco. Peccato non aver ‘tartufato’ nel piccolo bookshop, ma c’erano troppe cose da vedere. Bisognerà tornare…
Qualche nota pratica