Vigilia di ferragosto, un caldo opprimente e una gran voglia di andare in gita… Per fortuna ci sono le Cantine di Gandria!
Oggi io e Daniela abbiamo proprio voglia di goderci una giornata di relax. Dopo averci pensato e ripensato abbiamo scelto: una passeggiata in battello da Lugano a Cantine di Gandria. Programma? Pranzo al Grotto Teresa, siesta ristoratrice all’ombra degli alberi e visita del delizioso Museo delle Dogane.
Il battello elettrico scivola silenzioso sul lago…. al Grotto dei Pescatori c’è tanto movimento (anche troppo per i nostri gusti). A Cantine di Gandria, per fortuna, sbarchiamo praticamente solo noi. Trovandosi sul versante meno soleggiato del Monte Caprino, questo piccolo angolo di pace é relativamente fresco durante tutto l’anno. Proprio per questo, a partire dal Medioevo, qui sono state costruite le cantine e le dispense del paese di Gandria, che si estende su entrambe le sponde del lago.

Gli abitanti della zona vivevano soprattutto di orticoltura, viticoltura, allevamento e pesca, praticando prevalentemente un’economia di sussistenza poiché il paese, non collegato alla rete stradale era difficilmente raggiungibile via terra. Avere delle scorte alimentari, dunque, era vitale!
Anche il mio bisnonno Orfeo, pescivendolo a Lugano, qui veniva a comprare il pesce e il formaggio…

Arriviamo giusto giusto per l’ora di pranzo. Non ci resta che accomodarci a uno dei tavoli del Grotto Teresa e rilassarci. Qui la specialità è il pesce di lago, accompagnato da un bel tazzino di merlot. Bianco nel nostro caso. Non avete mai bevuto il vino in una ‘tazza’? Allora dovete proprio venire da queste parti. Noi decidiamo di dividere un ottimo piatto di affettati e del formaggio. Il pesce mi tenta ma non ho abbastanza fame.
La nostra scelta si rivela perfetta. Semplice e golosa. L’unica cosa che manca sono i cetriolini sottaceto (mia irrinunciabile passione). Abbiamo apprezzato anche un tomino alla piastra con caponata. Forse non un piatto tradizionale ticinese, ma molto ben fatta…
La proposta culinaria è quella tipica dei grotti in riva al lago. Qui si mangia quello che si pesca o si produce nella zona. Come tradizione comanda. Ci concediamo persino un affogato al caffè… Crepi l’avarizia!
Finalmente ci sembra di essere davvero in vacanza. Curiosiamo tra le cantine e chiacchieriamo un po’ con i gentilissimi ragazzi che gestiscono il locale. La tentazione è quella di trovare un angolino vista lago e aspettare sera… Magari con un libro in mano. Anche fare un bagno potrebbe essere molto gratificante…

Nel frattempo, sono arrivati altri avventori. I più ‘avventurosi’, infatti, percorrono il sentiero che collega i vari grotti di questa sponda. Il percorso, di mezza montagna e da fare adeguatamente attrezzati, è uno dei più belli che il lago abbia da offrire.
Noi oggi avevamo proprio bisogno di una pausa e di relax… Una sana giornata di pigrizia! Non avremmo potuto scegliere luogo migliore…