Non so voi ma io amo molto i porti. Sono luoghi dal fascino tutto particolare, fatto di arrivi e di partenze, di odore forte di salsedine, di sciabordio di barche ancorate al molo e di luci mutevoli che seguono il corso della giornata… Per questo voglio raccontarvi di Port-en-Bessin-Huppain.
Qualche giorno fa, un’amica, da poco tornata dalla Normandia, mi raccontava con disappunto della sua delusione per aver incontrato troppi turisti, intenti a scattare selfie, soprattutto nelle località più blasonate. Honfleur, Ètretat, le spiagge dello sbarco. Cosa normale, direte voi, soprattutto in agosto… Avete indubbiamente ragione ma io mi permetto di farvi una domanda provocatoria: i vostri ricordi di viaggio più belli sono legati alle località più note o a quelle in cui, magari, vi siete imbattuti per caso?
Per quanto riguarda mi riguarda, gli ‘imprevisti’ sono quelli che più frequentemente regalano soddisfazioni ed esperienze da ricordare. Anche in Normandia: Veules-les-Roses, Gouville, Trouville… E Port-en-Bessin-Huppain!
Abbiamo appena lasciato Bayeux (che meraviglia l’arazzo!). Ci stiamo dirigendo verso le spiagge dello sbarco ma è ora di pranzo e oggi la fame si fa sentire. La deviazione verso Port-en-Bessin sembra la scelta migliore. Parcheggiata l’auto all’ingresso del paese, andiamo verso il porto. Per capire la direzione da seguire, basta osservare i gabbiani… Quello che non ci aspettavamo di trovare è un piccolo porto tanto operoso! Pescherecci che arrivano e scaricano il pescato, marinai che lavorano intorno alle loro imbarcazioni… Non mancano nemmeno i turisti ma, con tutta evidenza, in questo angolo di Calvados, la vita procede tranquilla intorno ai ritmi del mare.

Lo spettacolo è affascinante, soprattutto perché la marea sta cambiando e con lei anche il lavoro degli uomini. Noi, però, non siamo qui per uscire con un peschereccio ma per mangiare qualcosa! Lungo la banchina del porto ci sono diversi locali. Quale scegliere?

Ovviamente quello in cui stanno consegnando del pesce fresco! Les pieds dans l’eau. Mi piace anche il nome. Il locale, affacciato sul porto, è semplice ma accogliente. Sulla terrasse si mescolano turisti e locali. Il nostro vicino di tavolo è un anziano signore inglese che sta illustrando per filo e per segno al suo accompagnatore lo svolgersi dello sbarco in Normandia. Passione storica? In realtà, no… ne è stato protagonista in prima persona. La sua emozione, vi confesso, mi commuove. Nel frattempo sono arrivati al tavolo il mio pesce fritto e le cozze di Daniela. Una vera meraviglia!! Abbiamo scelto bene anche questa volta.
Dopo pranzo, passeggiamo con la dovuta calma per le vie del porto e ci infiliamo in un bellissimo negozio che vende di tutto: dalle canne da pesca ai souvenirs. Dopo aver saccheggiato gli espositori delle cartoline, ci rendiamo conto che è ora di rimettersi in marcia. Un lungo pomeriggio ci attende. Ci piacerebbe poter scoprire anche il resto del paese. Port-en-Bessin, come infatti suggerisce il nome, è la parte che si affaccia sul mare, mentre Huppain si erge in cima ad un’alta falesia, affacciata sul canale della Manica.
Sicuramente un luogo tanto amato (e dipinto) da Georges Seurat, che nell’estate del 1888 soggiornò presso il porto e lo ritrasse in sei tele diverse, ha ancora tanto da regalare. La bellezza di Port-en-Bessin resiste inalterata, e sono numerosi gli edifici interessanti che meriterebbero uno sguardo attento: ad esempio, la Tour Vauban, edificata nel 1694 su progetto di Benjamin de Colombes all’entrata del porto, in cima alla falesia, per facilitare il controllo del litorale e prevenire eventuali scorrerie dei pirati o invasioni da parte degli inglesi.

Per completare l’esplorazione della cittadina varrebbe anche la pena di visitare il magnifico castello del XIII secolo e il museo dei relitti dello sbarco. Qui, infatti, sono presentati numerosi oggetti e veicoli ritrovati in fondo al mare dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il nostro vicino di tavolo ne parlava con tono entusiasta…
Purtroppo il nostro tempo qui, per oggi, è finito ma chissà che non ci sia l’occasione di tornare, magari in occasione della Benedizione del Mare del 15 agosto, che consiste in un omaggio alla Vergine delle Luci, protettrice dei pescatori, e si ripete solo ogni quattro o cinque anni…