La Normandia è una regione splendida e ricchissima di paesaggi e luoghi da visitare. Scegliere dove fermarsi non è mai semplice ma, datemi ascolto, una sosta a Trouville potrebbe essere una buona idea…
Stamattina, lasciare il nostro albergo ad Honfleur non è stato facile. L’idea di rimanere a goderci il sole in giardino, per un istante, ci ha proprio tentate… Ma il nostro viaggio ha ancora molto da offrirci! Quindi, bando alla pigrizia! Il nostro andamento oggi, è lento. Abbiamo deciso di fermarci lungo la strada per un caffè e ci siamo ritrovate a vagabondare con entusiasmo per un delizioso paese fuori da tutte le rotte turistiche. La piacevolissima divagazione, però, impone un cambio di programma per il pranzo. Poco male.
Ci fermiamo a Deauville? Per questa volta, no. L’idea di scoprire la vicina Trouville ci intriga di più. Parcheggiata l’auto e visitato l’immancabile ufficio del turismo, ci dirigiamo verso il lungomare e la spiaggia. Trouville, ci hanno spiegato, è nota come la “Regina della Spiagge”, potremmo forse non andare a controllare il perché di tale soprannome? In effetti ci basta poco per capire: la campagna che abbiamo piacevolmente attraversato per arrivare fino a qui, ha lasciato spazio a una grande spiaggia e a quella che sembra una zona perfetta per appassionati di pesca.
Trouville è a misura di famiglia. Questo è certo. È pensata per risultare una stazione balneare rilassante ma vivace allo stesso tempo.

Molto frequentata all’epoca in cui nasceva la moda dei bagni di mare, come la vicina Deauville, la città del Vichingo Thorulfr (che ha dato il suo nome alla città), anche oggi offre quasi 1200 metri di spiaggia con la sua caratteristica promenade des planches (che risale al 1867 ed è stata la prima passeggiata della costa normanna). Campi di tennis e di basket, giochi per bambini, ragazzi con la tavola da surf sotto il braccio… qui tutto parla di divertimento e tempo libero.
Passeggiare qui durante il periodo del Secondo Impero, doveva essere una vera meraviglia. Osservate con attenzione le stupende ville d’epoca che costeggiano la spiaggia… Qui, agli inizi della Belle Époque, avreste incontrato artisti e turisti. Flaubert, Boudin, Proust… Per non parlare di Dumas, Corot e Monet! Tra casinò ed hotel di lusso, questo doveva davvero essere un luogo d’élite.

Eccolo! Maestoso e affacciato sul mare, l’Hôtel des Roches Noires incarna tutto il fascino delle vacanze al mare del XIX secolo. Costruito nel 1865, l’hotel divenne rapidamente il gioiello del panorama alberghiero della Côte Fleurie. Con oltre 300 camere, un’ampia veranda e viste mozzafiato sulla spiaggia, attirava famiglie numerose, artisti e teste coronate. Vi ricorda niente? A me fa venire in mente le lezioni di storia dell’arte dedicate a Monet e il museo d’Orsay… Marcel Proust, legatissimo alla Normandia, ci ha soggiornato regolarmente per anni. Nel 1963, la scrittrice Marguerite Duras ha qui acquistato un appartamento dove ha vissuto e lavorato fino alla morte. Peccato che questa vera e propria icona del patrimonio di Trouville, non sia aperta al pubblico.
Un languorino comincia a disturbare la nostra flanerie, è il momento di scegliere uno dei tanti locali del lungomare e mangiare qualcosa. Magari proprio con i piedi sprofondati nella sabbia. Noi ci accontentiamo di croque monsieur e insalata ma, se siete appassionati di pesce e frutti di mare, fatevi avanti! Il mercato del pesce della città è storico e rinomato.
Ritemprate e ristorate, a malincuore riprendiamo il nostro cammino. Ci inoltriamo nel centro del paese per capire che cosa è rimasto dell’antico fasto di Trouville. La cittadina, indubbiamente, non è più la località di super lusso di un tempo. Il paese è alla ricerca di una nuova identità. Molto lodevole, a questo proposito, è lo sforzo di creare nuove iniziative e festival: la Trouville dei libri, la course des garçon de café…
Per noi è arrivato il momento di rimetterci in macchina ma se voi avete qualche ora più di noi, potreste andare a visitare il museo Villa Montebello o camminare alla ricerca dei muri dipinti dal celebre pubblicitario Raymond Savignac.

Se poi doveste decidere di pernottare da queste parti, potreste, in un giorno di bel tempo, prendere un traghetto e navigare fino a Le Havre! O perché no, più semplicemente, poltrire in spiaggia leggendo Madame Bovary!
