Siete appassionati di storia del costume e di architettura? Questo saggio è scritto appositamente per voi e vi svelerà come la moda delle vacanze abbia profondamente cambiato non solo le nostre abitudini ma anche le nostre città e il nostro immaginario!

All’inizio sono essenzialmente teste coronate e membri dell’alta società, artisti, scrittori, dandy, spie e avventurieri a darsi appuntamento in casinò e grand hotel, spiagge e terme, promenade e ristoranti alla ricerca del medesimo, rassicurante e riconoscibile comfort. Ma presto anche la buona borghesia inizia ad aspirare alle vacanze. Il cambiamento, inizialmente, appare banale ma presto ci si accorge che questa nuova moda può diventare molto di più. I bagni di mare, l’amore per l’alpinismo e per lo sci, la passione per il gioco d’azzardo… ognuno di questi passatempi contribuisce alla nascita di nuove attività commerciali, di nuove località.
I nuovi turisti non vogliono solo divertimento e lusso ma vogliono ritrovare tutto ciò che è loro familiare e congeniale: a Biarritz come a Luxor, a Baden-Baden come a Singapore. Dai piatti, alle lenzuola, passando al nome degli hotel, tutto deve essere esotico e consueto al tempo stesso (ecco spiegato perché quasi in ogni grande città c’è almeno un hotel d’Angleterre…).
Andiamo per ordine, come è cominciata l’avventura delle vacanze? Tutto sembra essere cominciato dalle terme! Dalla Bath di Jane Austen, passando per Ostenda, Montecatini e Vichy! Vivere in città è stancante; chi se lo può permettere, cerca nuovi orizzonti. La natura è un ottimo rifugio, a patto che sia salubre e dia godimento estetico! E se ci si annoia? Basta andare al casinò! O a teatro, nei locali…. La stessa cosa succede tra laghi e valli alpine: il lago Maggiore e il lago di Como diventano mete privilegiate. Il Grand Hotel di Pallanza, i meravigliosi giardini di Villa Taranto… la fama arriva veloce e meritatissima.
Persino la mia Varese non sfigura in questo elenco grazie al Grand Hotel Campo dei Fiori. Una pubblicità lo racconta così:
Chi si reca a Campo dei Fiori vi ammira non soltanto un albergo grandioso, una funicolare che è la più alta d’Italia, un panorama incantevole, ma altresì una grande estensione di boschi, offerente in abbondanza ombra e frescura.
La montagna è stupenda anche d’inverno: St. Moritz, Davos e Cortina…l’atmosfera perfetta da racconto di Natale per sciatori e viveurs. Le Alpi non vi piacciono e preferite la spiaggia? L’utopia dell’evasione passa anche da qui: hotel ma anche meravigliose ville in riva al mare…
Vi siete mai domandati quando e come sia nato l’abbigliamento sportivo o quando siano nati i costumi da bagno? Questo libro ve lo racconta, portandovi a scoprire le eleganti boutiques di Deauville e Trouville-sue-Mer. Letterati e pittori ci portano in vacanza con loro: con Delacroix andiamo a Dieppe, con Dumas e Flaubert passeggiamo per Veules-les-Roses. Irene Némirovsky ci porta a Biarritz, “novella Sodoma”, mentre Sorolla ci accompagna a San Sebastian…
Le suggestioni sono davvero tante! Ma non si parla solo di Europa! I turisti, inizialmente soprattutto inglesi, ambiscono a vedere ed esplorare anche il resto del mondo (anche se non intendono rinunciare alle comodità di casa!). Ecco perché il Pera Palace, tanto amato da Agatha Christie, è stato, per lungo tempo, uno degli hotel più lussuosi e apprezzati del Medio Oriente. Anche Egitto, Afghanistan, India… i grandi viaggiatori si spingono sempre più lontano, alla ricerca di uno svago familiare ed esotico allo stesso tempo. Ma il viaggio, dunque, è una generale e condivisa aspirazione di inizio ‘900?
Io non ho mai aspirato a essere un grande viaggiatore. Sono stato, piú semplicemente, un giovane tipico del suo tempo.
Lo scrittore britannico Evelyn Waugh rievoca cosí i suoi anni ‘20 e ‘30:
Si viaggiava perché ci veniva naturale farlo. Sono contento di averlo fatto quando viaggiare era un piacere.
Waugh, in fondo, ci svela una piccola grande realtà: quando nasce una moda è difficile rimanerne immuni! Anche quando si tratta di viaggi e vacanze. La moda della vacanza ci racconta benissimo quanto questa tendenza abbia trasformato il mondo di inizio ‘900 ma, alla fine della lettura, ci impone anche una riflessione: il turismo di massa odierno quanto ha trasformato e trasformerà, a sua volta, il nostro mondo?
Buona lettura e buone vacanze!
Alessandro Martini, Maurizio Francesconi, La moda della vacanza, Einaudi, Torino, 2021