Forse ve lo ricordate, qualche settimana fa vi ho portato con me a visitare la bellissima Galleria Campari… Potevo forse non presentarvi un romanzo dedicato alla famiglia che ha inventato l’aperitivo rosso più famoso al mondo? Si intitola L’elisir dei sogni e…
Quel giorno del 1863, un’espressione completamente diversa si disegna sul volto di Letizia, quando il liquore incontra le sue papille. Dopo un primo sorso ne prende un altro, come a essere sicura, spalanca gli occhi e sussurra: “Ci siamo”. “Lo so” risponde Gaspare con un sorriso che gli riempie tutta la faccia. Quel sapore insieme dolce e amaro, quel retrogusto erbaceo, di agrumi e chiodi di garofano, è proprio ciò che cercava. Gli ci sono voluti tre figli, una quarantina di ingredienti tra frutti, erbe e spezie, e decine di tentativi, ma finalmente ha trovato la sua pietra filosofale. È così soddisfatto che ha già pensato a un nome. “Bitter all’uso d’Hollanda?” ridacchia sua moglie. “Cosa ne sai tu dell’Hollanda?” “Quasi nulla” ammette lui candidamente. “Però suona esotico, e ai milanesi piacciono le cose esotiche. E poi bisogna allontanarli dall’idea che sia il solito vermouth di Torino. Vedrai, funzionerà.”

Il sogno di Gaspare Campari si sta realizzando: ha creato qualcosa di davvero nuovo. Un elisir, un’alchimia che soddisfa i palati, il gusto, il godimento mondano della società del suo tempo. Il suo è un desiderio ambizioso e semplice allo stesso tempo. La sua tenacia e la sua determinazione sono invidiabili. Le difficoltà non lo hanno mai fermato e la sua voglia di imparare ha sempre fatto la differenza. Gaspare è cresciuto nutrendo quel sogno d’alchimista: lo coltiva nella propria mente mentre lavora come cameriere sotto padrone al Bass e al Cambio di Torino, lo progetta quando acquista in proprio il suo primo bar a Novara, il Caffè dell’Amicizia, «un tocco di eleganza torinese trapiantato in provincia» dove incontrerà la donna della sua vita, Letizia.
Se Gaspare è sognatore e innovatore, lei è una roccia: pragmatica, intelligente e pronta a rimboccarsi le maniche in ogni momento per sostenere il marito e i figli. I loro progetti si realizzano nella Milano cosmopolita e moderna di fine ‘800. È qui, in pieno centro, che i coniugi Campari hanno aperto la loro bottiglieria e che Gaspare vuole “creare il Bitter perfetto, che vada bene a tutti e a qualsiasi ora del giorno”. Davide, quarto dei cinque figli, primo bambino a nascere sotto la Galleria Vittorio Emanuele nuova di zecca, sarà presto destinato a prendere in mano le rendini del marchio Campari.
Se a suo padre dobbiamo la ricetta del famoso bitter, a Davide ne dobbiamo la fama mondiale. Il romanzo, come avrete ben compreso, è un’epopea familiare. La storia di una famiglia capace di cogliere i segnali di un’epoca sensibile alle novità e di trasformare il proprio patrimonio di ingegno, passione e fiuto commerciale in una vera e propria leggenda. Dietro all’opera di Silvia Cinelli c’è indubbiamente un grande lavoro storico sulle fonti: Milano è raccontata con maestria, così come il Caffè Campari e i suoi avventori (Giuseppe Verdi e Edmondo de Amicis, Filippo Turati e Anna Kuliscioff, Arrigo Boito e Filippo Cavallotti…).
Le vicenda umana di Davide Campari, al contrario, sono frutto della fantasia dell’autrice. È lei stessa a dire che L’elisir dei sogni “è un romanzo che racconta una storia realmente accaduta, ma in cui sono stati inseriti elementi di fantasia. Scrivendolo, mi sono data una semplice regola: rispettare con scrupolo date e fatti noti, concedendomi di inventare tutto ciò che non trovava spazio nei documenti ufficiali”.
È il racconto delle loro vite private e sentimentali, delle loro emozioni più intime, invece, a essere per lo più frutto d’invenzione. D’altronde queste non sono faccende di cui si possa trovare traccia nelle fonti, ecco perché sono materia non di storiografia ma di romanzo, appunto.
Questo, da un lato, arricchisce il racconto rendendolo quasi un romanzo di formazione ma, allo stesso tempo, è ciò che mi ha lasciata maggiormente perplessa dell’intero testo. Alcuni passaggi (soprattutto quelli che riguardano il periodo di studio a Bordeaux di Davide) sono estremamente piacevoli e affascinanti, altri mi sono risultati un po’ troppo artefatti.
Nel complesso, comunque, non posso che consigliarvi la lettura di questo libro. Silvia Cinelli scrive in modo piacevole e vi terrà incollati alle pagine. Una passeggiata per la Milano dei Campari sarà, ne sono certa, di vostro gradimento… Buona lettura e cin cin!
Silvia Cinelli, L’elisir dei sogni, Rizzoli, Milano 2025