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Isole di Brissago Canton Ticino Lago Maggiore
  • Appunti di viaggio
  • Svizzera

Le isole di Brissago. Una splendida oasi botanica

  • 1 Agosto 2025
  • Francesca
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Oggi il nostro racconto è dedicato agli appassionati di botanica e di lago Maggiore. Vi portiamo in Ticino, alle isole di Brissago!

Lago Maggiore, isole… scommetto che state pensando alle isole Borromee… e invece vi sbagliate! Per quanto io abbia da sempre un grande amore per l’isola Bella e la Madre, oggi vi voglio portare alle isole di Brissago. Siete perplessi perché non ne avete mai sentito parlare? Tranquilli, ci penso io. Un’avvertenza prima di partire: avete la carta d’identità e i documenti in ordine? Bene, dobbiamo espatriare! Le isole verso cui siamo diretti, infatti, si trovano in Canton Ticino (che ne è proprietario). Noi prendiamo il battello da Luino per arrivare ma, se ne avete l’occasione, potreste imbarcarvi ad Ascona, direttamente in Svizzera, e traghettare solo per un breve tratto. Io ho scelto la via più lunga ma solo perché adoro navigare sul lago Maggiore, per me è come essere in vacanza.

Il sogno di una donna ‘dimenticata’

Ci siamo: la giornata è calda ma bellissima. Il lago e il cielo sono di un azzurro intenso. Sembra quasi di essere nel Mediterraneo e non ai piedi delle Alpi! Capisco bene perché Antoinette de Saint Léger, a fine ‘800, si sia innamorata di questo piccolo paradiso. Anche questo splendido giardino, proprio come la mia amata Villa Ephrussi in Costa Azzurra, è frutto di un sogno tutto femminile. Antoinette Bayer nasce nel 1856 a San Pietroburgo, molti mormorano che sia figlia illegittima dello zar Alessandro II, la madre invece è la tedesca Wilhelmine Bayer.

Marchesa de Saint Leger
Antoinette de Saint Léger in un dipinto di Daniele Ranzoni.

La ragazza studia a San Pietroburgo presso un prestigioso convitto per fanciulle nobili dove le viene impartita un’educazione di livello elevato. Impara a esprimersi correntemente in italiano, tedesco, francese, inglese, polacco e greco (oltre a russo e tedesco). La sua permanenza in Russia, però, è breve: a sedici anni si trasferisce a Napoli, ospite del console degli Stati Uniti d’America Giulio Edoardo Jaeger. Nel 1873 Antoinette si sposa per la prima volta a Portici con Friedrich Stolte (morto nel 1878), dal quale ha due figli, Maria Grazia Vera e Peppino. In seconde nozze, la donna sposa il molto più anziano di lei Giulio Edoardo Jaeger: anche da questo matrimonio nasce un figlio, Julio Antonio.

Antoinette è una donna irrequieta: anche il secondo matrimonio termina velocemente. A Milano la donna incontra Richard Flemyng de Saint Léger, un ricco ufficiale anglo-irlandese che sposa il 1 ottobre 1881. Nel 1885 i coniugi acquistano le isole di Brissago. Antoinette si è innamorata di questo angolo di lago, abbandonato da anni. Le isole sono coperte da una rarefatta vegetazione e ci sono solo i resti di un convento. Antoinette sogna non solo una confortevole villa per ricevere, ma soprattutto un vero e proprio parco botanico. L’isola Grande prende forma…

Il progetto ha decisamente successo: tra il 1886 e il 1914, qui arrivano varie personalità: pittori, compositori, poeti. Antoinette e il marito ospitano Giovanni Segantini, James Joyce, Rainer Maria Rilke e tanti altri. Antoinette, però, non è una donna che può accontentarsi di un piccolo paradiso botanico e artistico sul lago, ha bisogno di intraprendere nuove avventure: per questo, investe nelle ferrovie transcaucasiche, nei tram rumeni e in altri progetti altrettanto rischiosi. Purtroppo molti si rivelano fallimentari e comportano perdite economiche significative. Il marito, nel frattempo, nel 1897, torna a Napoli dove lavora al consolato britannico e muore nel 1922.

Ormai anche Antoinette non è più giovane ma continua a vivere da sola nella sua tenuta isolana; nel 1934 ottiene anche la cittadinanza svizzera. Con suo grande dolore, per lei inizia un periodo di crisi finanziaria che la porta alla triste decisione di vendere le isole di Brissago al ricco imprenditore tedesco Max Emden nel 1927. Per qualche tempo, vive a Casa Moscia, un ex mulino nel quartiere Moscia ad Ascona che lo stesso Emden ha comprato per lei. Nel novembre del 1940 si trasferisce a San Donato, in una casa di riposo a Intragna, dove muore nel 1948, in completa povertà.

Purtroppo la sua figura è stata sostanzialmente dimenticata anche perché gli oltre 60 volumi di diari personali che Antoinette aveva scritto negli anni sono andati smarriti. A ricordarci di lei, in compenso, ci sono ancora i giardini delle isole di Brissago. Un’ultima curiosità a sottolineare quanto la nostra Antoinette dovesse essere una donna degna di nota: Emden non è un appassionato di botanica quando acquista le isole ma decide di mantenere il parco botanico proprio in omaggio all’antica proprietaria!

I giardini botanici

E’ venuto il momento di cominciare ad esplorare l’isola Grande, o meglio, l’isola di San Pancrazio. L’altra isola, chiamata Isola di Sant’Apollinare (in ricordo della chiesa ivi edificata nell’XI secolo) è ricoperta da vegetazione spontanea, mantenuta allo stato naturale. Attualmente viene utilizzata per laboratori didattici ma tendenzialmente rimane chiusa al grande pubblico. Poco male, abbiamo comunque 2,5 ettari di parco da esplorare…

Isole di Brissago agrumi
Il Citrus medica var. sarcodactylus (alias mano di Buddha) è una delle molte specie esotiche che si possono ammirare nel giardino.

La stagione migliore, probabilmente, sarebbe la primavera. Ma le circa 1700 specie di piante che sono presenti sorprendono i visitatori in ogni periodo. La posizione geografica regala a queste isole un clima davvero unico: temperato tutto l’anno con pochissimi giorni freddi. Grazie a queste fortunate condizioni, qui crescono indisturbate piante provenienti dal Mediterraneo come dall’Asia subtropicale, dal Sudafrica, dalle Americhe e persino dall’Oceania. Un vero tour del mondo nell’angolo più meridionale della Svizzera!

Il parco non vuole essere un ‘ingessato’ giardino botanico esclusivamente didattico: vi sembrerà, passeggiando per i viali, di essere in un giardino quasi selvaggio. Non fatevi ingannare: dietro la crescita apparentemente spontanea delle piante, c’è una cura minuziosa. Il parco è suddiviso per zone climatiche (e per continenti); potete così passare dal Mediterraneo ai tropici in pochi passi. Personalmente, ho apprezzato molto le zone umide e tropicali: in modo particolare la piccola serra affollatissima di piante estremamente curiose.

Soffermatevi a curiosare negli stagni: oltre a piante acquatiche di vario tipo, potrete trovare anche raganelle, pesci, tartarughe… E fate caso anche alle casette per le api! Qui tutto cerca di parlare di ambiente ed ecosostenibilità, mostrando a grandi e piccoli come prendersi cura dell’ambiente con piccoli gesti. Cicerone diceva che ad un uomo, per essere felice, possono bastare un giardino e una biblioteca. Mentre passeggio per questo giardino, non posso che dargli ragione!

Un consiglio pratico: il parco può essere visitato in autonomia, ma io vi consiglio di affidarvi ad una visita guidata per godervi appieno l’esperienza. Papiro, tabasco, piante medicinali, velenose…. qui c’è davvero di tutto! In più, per i più piccoli ci sono anche bellissime attività didattiche e ludiche come cacce al tesoro e laboratori. Non avranno tempo di annoiarsi! Se siete fortunati, potreste anche avere l’occasione di vedere, nelle sale della villa, mostre fotografiche o approfondimenti legati alla botanica e all’ecosostenibilità. In estate, spesso ci sono anche eventi speciali: ad esempio, stasera c’è un concerto… peccato averlo scoperto solo all’ultimo minuto! Mi sarei fermata volentieri a mangiare qualcosa in riva al lago per poi godermi la musica….

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Francesca

Viaggiatrice provetta e curiosa, laureata in filosofia è innamorata di Parigi e della Francia. Appassionata di lettura, arte, teatro e molto altro…

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La Guida Curiosa nasce da un'idea di Daniela, tour leader e guida turistica per professione, viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, è partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 narra curiosità e storie dai suoi viaggi, vicini e lontani. Dal 2024, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconta con lei. Qualche volta partiranno insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.
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