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villa Ephrussi Costa Azzurra
  • Francia
  • Gli imperdibili (secondo me)

Villa Ephrussi de Rotschild. Un angolo di paradiso in Costa Azzurra

  • 30 Maggio 2025
  • Francesca
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Quando il cielo è grigio e freddo (come oggi), ho bisogno di pensare (per non intristirmi) al sole, magari al mare. Al momento, ad esempio, vorrei tanto essere in Costa Azzurra e godermi una bella giornata di primavera: mare, cielo azzurro, piante in fiore… Sopporterei volentieri persino l’allergia!

Ma dove andare in una giornata simile? Che ne dite di Villa Ephrussi de Rotschild? Io adoro questo angolo di Saint-Jean-Cap-Ferrat… Ci siete mai stati? No? Allora dovete rimediare! Volendo, potete tranquillamente soggiornare a Nizza e arrivare qui in autobus. Vi sembrerà di tornare indietro nel tempo…

Una perfetta casa di vacanza…

Sono poche le persone che ‘invidio’ al mondo, essenzialmente solo quelle che hanno avuto la possibilità di vivere in luoghi che amo particolarmente. Charlotte Béatrice de Rotschild è sicuramente una di queste. La Villa dove andiamo oggi, infatti, era il suo buen ritiro nizzardo. E che buen ritiro!

Villa Ephrussi de Rothschild è un’ode all’amore, un luogo imperdibile che sembra uscito dalle fiabe, circondato da lussureggianti giardini con piante provenienti dai cinque continenti, senza dubbio una delle residenze rinascimentali più belle della Costa Azzurra, nata dalla visionaria passione della padrona di casa per l’arte e i viaggi. L’eccentrica baronessa Béatrice Ephrussi de Rothschild mise al lavoro ben 40 architetti che in sette anni costruirono una gigantesca villa rosa….

Per quanto l’edificio possa attrarre l’attenzione, però, sono i sette giardini che la circondano ad essere la mia grande passione. Sette? Sì, avete capito bene! E tutti eccezionali: da quello spagnolo al giapponese, dal fiorentino al francese, realizzato per assomigliare al ponte di una nave. Si racconta che la baronessa obbligasse i suoi 30 giardinieri a indossare vestiti da marinaio. Non è da dimenticare nemmeno il giardino dell’amore, le cui le fontane musicali si attivano ogni 20 minuti. Tra rose, piante grasse, esotiche e mediterranee, lo sguardo si perde nel blu della rada di Villefranche.

Difficile, per quanto mi riguarda, scegliere un solo giardino per dirvi quale sia il mio preferito: il giapponese? Quello francese? Forse il roseto… poco importa. Sono tutti da scoprire! Ma come è stato possibile realizzare un simile parco? Durante la mia prima visita (mooolti anni fa), mi venne raccontato che, per poter trasportare fino alla villa i materiali e le piante necessarie, venne addirittura deviata temporaneamente la ferrovia (che passa a poca distanza)… Ci pensate? Deviare la ferrovia? Forse è arrivata l’ora di raccontarvi qualcosa della padrona di tanta meraviglia.

villa Ephrussi de Rotschild

Una vera socialite di fine ‘800: Charlotte Béatrice de Rotschild

La nostra protagonista nasce a Parigi nel 1864. Vera stella della mondanità del suo tempo, fa parte di uno dei rami francesi della vasta e potente famiglia Rotschild. Béatrice era la figlia del barone Alphonse James de Rotschild, grande collezionista d’arte antica e mecenate dei musei francesi, e di Leonora de Rotschild (stessa famiglia ma di ramo londinese). Béatrice cresce, attorniata da arte e lusso, tra Ferrières-en-Brie e Parigi. Ha un carattere difficile, viene descritta come “una ragazza un po’ scatenata, di un nervosismo invivibile”.

Del suo effettivo carattere non possiamo sapere molto, quello che invece sappiamo per certo è che nel 1883 sposa il miliardario russo Maurice Ephrussi. Il marito ha 15 anni più di lei ma la differenza di età non sembra, inizialmente, creare problemi alla coppia. I due mantengono una residenza a Monte Carlo e usano le loro (abbondanti) ricchezze per viaggiare per il mondo e collezionare dipinti e oggetti d’arte. Una vita (quasi) perfetta? In realtà, no.

A causa di una tubercolosi genitale che aveva reso sterile Beatrice, la coppia non può avere figli. Iniziano veri e propri problemi di coppia: Béatrice rimprovera al marito la sua dipendenza dal gioco. Trovare una composizione dei crescenti contrasti diventa impossibile: la coppia si separa nel 1904. All’epoca, però, il divorzio è generalmente disapprovato: Béatrice per motivi di discrezione mantiene il nome di Ephrussi. Possiamo ritenere Villa Ephrussi parte della sua liquidazione divorzile!

Breve storia della villa Ephrussi

Villa Kerylos, a Beaulieu-sur-Mer

Cap Ferrat è un luogo splendido anche oggi, ma tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 doveva essere davvero un paradiso. Tanti sono i fortunati che se ne invaghiscono e cominciano a costruire meravigliose ville per le vacanze. Tra loro c’è anche Théodore Reinach, uno dei cugini di Maurice Ephrussi. Nel 1902 è lui a commissionare una delle residenze più folli e lussuose di Beaulieu-sur-Mer: Villa Grecque Kérylos, un’incredibile villa progettata per riprodurre alla perfezione una abitazione (di lusso) dell’Atene del I secolo a. C. e mostrare come doveva essere la vita ai tempi dell’antica Grecia…

Quando la baronessa Ephrussi de Rotschild va a visitarla, si innamora del luogo e acquista un appezzamento di circa sette ettari ad un paio di km da Villa Kérylos. Il suo buen retiro è rosa e pronto nel 1912! Béatrice lo riempie con molte delle sue collezioni e vi crea persino uno zoo privato con uccelli e animali esotici. Gazzelle, fenicotteri e scimmie vengono a vivere in Costa Azzurra!

La baronessa muore nel 1934, all’età di 69 anni, a causa di una terribile tubercolosi polmonare, mentre si trova all’Hôtel d’Angleterre a Davos, in Svizzera. Viene sepolta a Parigi, nella tomba di famiglia al Père-Lachaise. Non avendo discendenti, è suo fratello minore, il barone Édouard Alphonse James de Rotschild ad ereditare la sua fortuna. Fanno eccezione Villa Ephrussi e le sue collezioni d’arte: nel suo testamento, la baronessa le ha lasciate in eredità all’Académie des Beaux Arts, una divisione dell’Institut de France, per farne un museo. Per nostra fortuna, la baronessa, come suo padre e suo zio Alfred, curatore della Wallace Collection a Londra, non ha solo collezionato opere d’arte ma le ha anche rese fruibili per i posteri.

Prepararsi alla visita di villa Ephrussi!

villa Ephrussi bar Saint Jean Cap FerratNon possiamo che approfittare di tanta generosità! Oggi nei giardini di villa Ephrussi non ci sono più gazzelle e fenicotteri ma, in compenso, c’è un delizioso piccolo ristorante dove sedersi a mangiare un gelato o a bere qualcosa. Il locale, bisogna dirlo, non è particolarmente economico ma il contesto è così piacevole da meritare la spesa. Se non avete fame, naturalmente, potete gironzolare con il naso per aria e gli occhi spalancati per il parco. Personalmente vi consiglio di scovare una delle panchine sparse per il giardino, impossessarvene ed occuparla (magari in compagnia di un libro). Vi garantisco che non vi servirà altro. Dopo esservi adeguatamente rilassati, tornate verso la villa ma, prima di andare a visitarne gli interni, godetevi i giochi d’acqua delle fontane musicali che fanno da cornice all’ingresso. Io rimango incantata ogni volta!

Un ultimo suggerimento: avete un’occasione particolarmente importante da festeggiare? Un anniversario, un compleanno da celebrare in grande stile… Potreste festeggiarlo qui! Temo che i costi siano piuttosto alti ma ancora invidio la famiglia che in una splendida serata di fine agosto si accingeva a fare festa nei giardini della baronessa Ephrussi! Se solo fossi stata vestita più elegante…

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Francesca

Viaggiatrice provetta e curiosa, laureata in filosofia è innamorata di Parigi e della Francia. Appassionata di lettura, arte, teatro e molto altro…

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