Sognate un viaggio on the road negli Stati Uniti? Simenon ha fatto anche questo! Non ci credete? Allora dovete proprio leggere L’America in automobile.

È il 1945 quando Simenon sbarca a New York, desideroso di lasciarsi alle spalle i turbolenti anni della guerra e le accuse di collaborazionismo. Gli Stati Uniti, il Canada sono un mondo nuovo, tutto da scoprire. Per questo, in compagnia della moglie Tigy e del figlio Marc parte, a bordo di una Chevrolet, per un viaggio di cinquemila chilometri. Dal Maine a Sarasota, nel Golfo del Messico. Come in occasione del suo viaggio in barca attraverso la Francia, sono le piccole cose del quotidiano, le cittadine a catturare l’attenzione del nostro narratore. D’altra parte, conoscere un paese non è solo visitarne le grandi città o i musei ma anche incontrarne gli abitanti, annotarne abitudini e idiosincrasie.
Non vi aspettate un’avventura da esploratore. Il mio è stato solo un banalissimo viaggio. Ma è esattamente questo che vorrei raccontare, giorno per giorno, senza abbellimenti, in modo semplice, perché mi sembra che così facendo potrei dare un’immagine più intima di un paese su cui c’è così tanto da dire che si potrebbe non esaurire mai l’argomento.
La condizione delle strade, il prezzo della benzina, le tourist rooms e gli hot dog lungo la strada… Il viaggio è fatto anche di queste piccole cose. Avventure minime (non sempre gradevoli) e piccoli misteri: che cosa ci fa un ristorante francese in piena campagna? Perché non sempre è possibile bere una birra nei locali del Maine?
L’America di Simenon esiste ancora? Difficile dirlo. Probabilmente in parte sì ma, anche se non fosse, questo libro contribuirà ugualmente a farvi conoscere un paese straordinario che racchiude in sé un’infinità di mondi. Vi racconterà anche di un modo di viaggiare lento, riflessivo che non cerca lo stupore a tutti i costi. Vi farà riflettere su che cosa significhi cercare di uscire dai propri schemi mentali e dalle proprie abitudini per approcciarsi a una mentalità diversa dalla propria. Esperienza non facile, vero?
Non sempre il viaggio soddisfa i nostri esploratori. Cape Cod, Boston, i grandi alberghi di lusso non conquistano particolarmente lo scrittore. Solo New York lo entusiasma. La città, infatti, risulta agli occhi di Simenon, accogliente, quasi familiare. A colpirlo fortemente è anche l’attitudine estremamente informale che regola i rapporti sociali. La “forte tensione verso l’allegria e la gioia di vivere” delle semplici ed essenziali case americane, la mancanza di formalità che regola i rapporti di lavoro, la fiducia in se stessi che le scuole sanno inculcare negli studenti… mille particolari lo stupiscono e lo affascinano allo stesso tempo. Il definitivo colpo di fulmine arriva, però, alla fine del viaggio: gli Stati del Sud sono un mondo a parte. Tra suggestioni letterarie ed entusiasmo per la vita, qui l’umanità è tutta da scoprire. Esattamente come questo breve e piacevolissimo testo.
P.S. mi raccomando, non saltate la postfazione! È davvero interessante.
Georges Simenon, L’America in automobile, Adelphi, Milano 2025