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Lago Maggiore Villa Taranto
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Villa Taranto. Il giardino dei miei sogni 

  • 20 Marzo 2026
  • Francesca
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Anche voi come me sentite un gran bisogno di primavera? Ottimo. Hanno appena riaperto il mio parco preferito. Quale? Il giardino di Villa Taranto.

Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve dalla vita.

(Marco Tullio Cicerone)

Stavolta credo proprio che Cicerone avesse ragione. D’altra parte, io ho sempre avuto una ‘malsana’ passione per libri e giardini. Quando la primavera fa capolino e le prime piante cominciano a fiorire, divento inevitabilmente irrequieta e inizio a progettare gite fotografiche alla ricerca di nuovi scorci. Pazienza se la mia allergia non è d’accordo! E se mi prendono per ‘matta’ quando parlo con le magnolie in boccio. Il lago Maggiore, tra marzo e aprile, è uno dei miei luoghi preferiti: la Rocca di Angera, le mie amate isole Borromee, le isole di Brissago, i castelli di Cannero…

E non dimenticate i giardini botanici di Villa Taranto! Oggi andiamo a Pallanza. Vi porto a visitare uno dei miei luoghi del cuore. Non saprei dirvi a quando risalgono i miei primi ricordi di questo luogo. Durante la mia infanzia era tra le tappe fisse delle domeniche di primavera. Io adoravo arrivarci in battello. Ancora più che in auto. 

Un luogo solo per appassionati di botanica?

Forse non lo sapete ma i Giardini Botanici di Villa Taranto sono tra i più ricchi di Europa. Dovete solo scegliere quali sono le vostre fioriture preferite e decidere, quindi, in quale stagione venire! Magnolie, camelie, tulipani, rododendri… a voi la scelta. Ma chi ha creato una tale meraviglia? Il giardino, aperto al pubblico dal 1952, nasce dalla felice intuizione di uno scozzese. Neil Boyd McEacharn, figlio di una facoltosa famiglia di armatori e appassionato di botanica, nel 1931, acquista la proprietà di quella che era nota come villa “La Crocetta”. Il capitano aveva letto l’annuncio di vendita sul The Times, nel 1930 e mentre era in viaggio da Venezia a Londra, d’impulso decide di fermarsi a Pallanza per visionare la proprietà.

Da tempo, infatti, coltivava da tempo il sogno di allestire un giardino che ospitasse esemplari botanici provenienti da tutto il mondo, anche da ambienti tropicali e subtropicali. Cosa impossibile nelle sue proprietà in Inghilterra e Scozia.

La villa, collocata nel punto più elevato della proprietà, era una graziosa costruzione di tre piani, circondata da un giardino all’italiana, ma la vera risorsa della proprietà era un grande appezzamento di terra incolta tutta da trasformare… L’acquisto è deciso: McEacharn inizia subito la ristrutturazione della villa, cambiandole nome in Villa Taranto, in memoria del suo antenato, Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald, che aveva ricevuto da Napoleone Bonaparte il titolo di Duca di Taranto.

Il banale giardino all’italiana subisce una radicale trasformazione, diventando un prato con una fontana centrale. Nel tempo McEacharn acquista diversi lotti di terreno intorno alla proprietà e amplia il parco fino all’attuale estensione di 16 ettari. La prima grande opera da realizzare è la costruzione del serbatoio d’acqua, collocato nel pendio sudorientale del giardino e che alimenta il complesso sistema di irrigazione. A collaborare al grandioso progetto, viene chiamato Henry Cocker, esperto giardiniere e autore di alcuni testi sul giardinaggio. È a lui che si deve la struttura del parco così come la conosciamo. 

Ancora prima dell’apertura al pubblico nel 1952, McEacharn aveva allacciato una fitta rete di relazioni con istituti botanici universitari di tutto il mondo allo scopo di scambiare i semi selezionati. Il suo scopo è sempre stato creare un luogo di delizie ma anche un vero e proprio scrigno di biodiversità. Nel 1962, il capitano dona l’intero complesso allo Stato Italiano, mantenendone l’usufrutto e vincolando la donazione a scopi culturali, scientifici e didattici nel campo botanico. La villa, dal 1995 è sede della Prefettura del Verbano-Cusio-Ossola e non è, quindi, visitabile. Il giardino, invece, tra marzo e ottobre è uno spettacolo tutto a vostra disposizione.

Entriamo al parco

Se avete seguito il mio consiglio, siete arrivati dal lago. In tal caso, l’imbarcadero è proprio di fronte all’ingresso del parco. Se, invece, avete scelto l’auto, state tranquilli, riuscirete abbastanza facilmente a trovare parcheggio. Ad accogliervi troverete una maestosa quercia scarlatta che, anche nelle giornate più calde, offre riparo a chi arriva e a chi decide di accomodarsi al vicino bar per un pranzo veloce o una merenda. Le prime piante che incontriamo sono le conifere che crescono lungo il viale: abeti bianchi, del Caucaso, cipressi, sequoie… Alcuni esemplari sono di grande rarità, quasi estinti. Non dovete però guardare solo in alto! Le aiuole che costeggiano il viale sono una vera e propria tavolozza di colori che muta con il variare della stagione.

Tulipani? Sì, grazie!

Al termine del viale delle conifere, vi aspetta la fontana dei putti: il rumore dell’acqua vi accompagnerà alla scoperta del mondo delle felci, del giardino all’italiana…Vi piacciono i tulipani? Impazzirete allora per il labirinto! Un percorso che in primavera ospita più di trenta diverse tipologie dei preziosi bulbi: circa 80.000 fiori in una composizione ideata da McEacharn stesso ed ispirata ai giardini di Keukenhof. In estate i tulipani lasciano lo spazio alle dalie! Sbirciate anche l’interno della serra dedicata alle piante tropicali e subtropicali: potreste avere l’occasione di vedere la fioritura della Victoria cruziana, una pianta acquatica originaria del Sudamerica, la che ospita, fra le altre specie, la cui fioritura è un’altra delle attrazioni del giardino botanico. Io la trovo sempre bellissima.

Serre, rododendri, aceri…

Dalla serra tropicale il percorso procede lungo il viale degli aceri con numerose specie provenienti da tutto il mondo. Io rimango sempre stupita da queste piante robuste e delicatissime allo stesso tempo. Resistere alla tentazione di accarezzarne le foglie, è sempre difficilissimo! Preferite le camelie? Non c’è problema. Qui vicino ce ne sono circa 450 piante. Alcune fioriscono in primavera, altre in autunno, regalando a questa parte del giardino un aspetto diverso in ogni mese dell’anno. 

camelia fioritura Villa Taranto Lago Maggiore

Che cos’è quella strana costruzione ottagonale? È la cappella dove riposa il capitano McEacharn, circondato dal suo amatissimo giardino. La cappella si affaccia su una bellissima vasca di ninfee. Ritorniamo sul sentiero principale e passiamo a fianco ad un castagno che ha oltre 400 anni! Forse il vero custode di questo parco…Fronteggiando il castagno, sul pendio a sinistra si trova il bosco dei rododendri, pianta particolarmente amata da McEacharn che ne portò numerosi esemplari dalla sua residenza natale in Scozia, il giardino ne ospita circa 100 specie diverse compreso il Rhododendron arboreum, originario dell’Himalaya e fiore nazionale del Nepal! Da febbraio a fine giugno, questo viale regala bellissime fioriture. 

Magnolie, che passione!

Eccoci! Ci stiamo avvicinando al mio grande amore: il viale delle magnolie. Tra marzo e i primi di aprile questo è decisamente uno dei miei luoghi preferiti. I delicati fiori di queste straordinarie piante regalano uno spettacolo meraviglioso ed estremamente fragile.

Un hanami in piena regola, senza bisogno di volare in Giappone. Fiori bianchi, rosa, piccoli o grandi… avrete solo l’imbarazzo della scelta. Io potrei anche fermarmi qui… Ma no! C’è ancora tanto da vedere! Risalendo verso la cima della collina, c’è la parte del giardino che ha richiesto i lavori più imponenti, la cosiddetta “valletta” in cui lavori di scavo hanno ampliato un avvallamento già esistente incanalando l’acqua piovana e rafforzando i pendii con grossi massi di granito. Ammiratela dal ponte di pietra che la sovrasta e tentate di non innamorarvi di questo piccolo angolo di paradiso dove fanno bella mostra di sé banani giapponesi, paulownie e hoste…. 

fioritura magnolia Villa Taranto

In cima alla collina 

Dalla scalinata della valletta si arriva alla villa. Quanto invidio chi ha potuto viverci! Superato il ponte si accede ad un pergolato semicircolare che si apre sulle vasche delle ninfee. Che dite? Tutto questo camminare a bocca aperta vi ha fatto venire sete? Poco male: c’è un grazioso punto di ristoro. Prendete qualcosa da bere e poi decidete dove accomodarvi: ad un tavolino, su una delle panchine? Sotto una pergola? Io ho una panchina preferita ma non ve la svelo. Dovete cercare la vostra! 

I terrazzamenti e il viale delle personalità

Villa Taranto giardino

Ad attirare inevitabilmente l’attenzione del visitatore, in questa parte del parco, sono i terrazzamenti, rallegrati da aiuole e da un canale con delle piacevoli cascatelle. Scenograficamente bellissimo ma interdetto al pubblico. Personalmente amo di più la vicina vasca dei fiori di loto. Tra giugno e luglio, il fior di loto asiatico, simbolo dell’illuminazione nella tradizione buddista, qui regala una fioritura rigogliosissima.

Un angolo dedicato a fioriture di colore blu, una altra vasca delle ninfee, felci… ma soprattutto prati dove è possibile fermarsi, scegliere una seggiola, una panchina e godere della pace che questo luogo sa regalare. La felicità è fatta anche di cose semplici, in fondo.

Quando avrete fatto ‘il pieno’ di bellezza, rimettetevi in marcia. Comincia la discesa tra alberi donati o interrati da personaggi importanti in occasione di visite ai giardini. I più attenti, lungo il percorso, noteranno un albero sradicato. Non si tratta di incuria ma di un ‘ricordo’ dei danni provocati dall’uragano che nel 2012 ha sradicato quasi 300 alberi del parco. Il percorso prosegue in discesa lungo i tornanti del belvedere da qui si ha una bella vista sul centro abitato di Intra e sulle montagne circostanti.

Stanchi? Potreste accorciare il percorso scendendo per la scala delle anfore e tornare direttamente al ‘punto di partenza’.

È ora di ritornare nel ‘mondo’, prima, però, fermatevi a comprare un souvenir, magari uno vegetale! Io ho sempre la tentazione di adottare una nuova pianta quando passo di qui…

P.S. ormai avrete capito che ogni stagione a Villa Taranto regala colori ed emozioni diverse ma, se volete venire a vedere una particolare fioritura, vi basterà tenere sotto controllo il sito del parco per scoprire quando prenotare la vostra visita! 

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Francesca

Viaggiatrice provetta e curiosa, laureata in filosofia è innamorata di Parigi e della Francia. Appassionata di lettura, arte, teatro e molto altro…

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