Avete bisogno di sorridere e siete amanti delle Gocciole? Questo libro fa per voi… Appassionati di crociere? Allora forse questo libro non fa per voi.
Chi ha già avuto la fortuna di leggere Affari di famiglia lo sa: la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna è una donna che non si dimentica facilmente. Forse per questo il Fisco continua a ricordarsi di lei…Le cose si mettono male. E non perché lo dico io. Lo dice il Fisco. E lo conferma pure il Nurofen che da giorni mi aiuta a curare quello che pensavo fosse un cerchio alla testa, e che invece negli ultimi tempi sospetto sia un’aureola. Perché davvero occorre una pazienza in puro granito per sopportare le richieste dell’Agenzia delle Entrate. Se Tolkien ci avesse mai avuto a che fare, non si sarebbe spinto a inventare nani, anelli e nomi impronunciabili zeppi di consonanti. Sarebbe bastata una chiacchierata con il loro call center ed ecco pronta la trilogia.
Il terrore principale della nobile torinese? Dover rinunciare alle sue amate frolle del Baratti & Milano e dover ripiegare su delle meno nobiliari e industriali Gocciole. Una ‘sofferenza’ che ha già subito e che non vuole più sperimentare… A tutelarla e accudirla con premura e solerzia c’è il maggiordomo Orlando: uomo fedele, attento anche se maldestro poeta. A gestire le risicate finanze della contessa c’è Anna, la ‘cara Anna’. La ragazza sarebbe dovuta diventare sua nuora… Peccato che l’inutile (ma decorativo) Emanuele si sia fatto lasciare… Se il rapporto con il Fisco per la nostra protagonista è complesso, quello con il figlio è disastroso.
Alla nascita, Emanuele non era particolarmente nocivo. Come tutti gli altri infanti, si limitava a portare avanti le funzioni vitali infestando l’aria attorno al suo pannolino e rispondendo con un sorriso ai vari biri biri dei parenti in visita. La disgrazia è avvenuta con l’adolescenza, quando è diventato una specie di fotomodello di Calvin Klein: alto, muscoloso, bello, troppo bello. Capelli biondi lisci e lunghi su spalle ampie e possenti… Tanto bello, mio figlio, e purtroppo tanto idiota. Avrei preferito di gran lunga meno capelli e una fronte più vasta, zeppa di neuroni e contenuti. Al momento, i contenuti non sono ancora pervenuti e per quello che riguarda i neuroni, li conoscono personalmente a uno a uno, per un totale di tre.
Insomma, dopo la perdita dell’amato marito Amedeo, per la contessa la vita si è fatta progressivamente più difficile. Le ristrettezze finanziarie la costringono a partecipare a ricevimenti, inaugurazioni, a stringere mani e baciare bambini… Una vera fatica da sopportare stoicamente e con l’aiuto di un bicchiere di salutare Vermouth.
Ancora una volta, è la ‘cara Anna’ a trovare una (onorevole) soluzione per i guai finanziari della suocera: partecipare a una crociera come Vip (pagata). Prospettiva inaccettabilmente orrenda? In effetti, sì… ma i dal Pozzo della Cisterna non si fanno spaventare da nulla. La contessa dovrà piegarsi alla necessità. Persino all’inquietante prospettiva di dover partire con il (poco amato) figlio Emanuele. Il fidato Orlando, difatti, soffre il mal di mare e non può accompagnare la stoica nobildonna.
La mente della contessa si riempie di foschi pensieri: basterà questo sacrificio per tenere a bada i creditori? L’unica speranza è che la crociera possa essere l’occasione per convincere Emanuele a tornare con Anna. Sempre che l’eterno bambinone non si distragga con una nuova tentazione! Tutte valide preoccupazioni che, però, impallidiscono quando, in una notte di tempesta, le cose si mettono talmente male da spalancare nuove inquietudini. Un naufragio potrà piegare Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna? Dovrete leggere questo delizioso libro per scoprirlo…
P.s. ma a voi piacciono le Gocciole?
Francesco Muzzopappa, La contessa va in crociera, Solferino, Milano, 2025