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escursione Parigi castello di Chantilly
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Il castello di Chantilly. Cronaca di una giornata perfetta

  • 24 Ottobre 2025
  • Francesca
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Come raccontare una giornata ‘perfetta’? Non credo di avere risposta precisa, ma vorrei tentare di descrivervene una: una splendida gita al castello di Chantilly.

Una bella giornata agostana a Parigi: non troppo caldo, cielo velato ma con il sole che fa capolino. La città è ancora ‘in vacanza’. Occasione perfetta per andare in gita: direzione Chantilly. La nostra mattina comincia con una colazione frettolosa prima di andare alla Gare du Nord per prendere il treno. Poco meno di mezz’ora e siamo arrivate. Un caffè e poi una delle nostre fatidiche questioni: per arrivare al castello aspettiamo il bus  o andiamo a piedi? Ovviamente io e Daniela scegliamo la seconda opzione…
La cittadina di Chantilly è gradevole e tranquilla. Anche i turisti sono poco numerosi. Durante la nostra passeggiata, incontriamo solo qualche abitante che si gode l’ombra degli alberi. Cammina cammina, arriviamo all’ingresso…

Il castello di Chantilly: un vero gioiello del patrimonio francese

Il castello di Chantilly è uno dei gioielli del patrimonio francese ed è anche la creazione (nella sua veste odierna) di un uomo dal destino eccezionale: Henri d’Orléans, duca di Aumale, figlio dell’ultimo re di Francia, Luigi Filippo. Questo principe, considerato il più grande collezionista del suo tempo, fece di Chantilly la cornice perfetta dei suoi innumerevoli capolavori e dei suoi preziosi manoscritti. Il castello era originariamente una fortezza medievale con sette torri e circondata da fossati, costruito su terreno paludoso, in posizione dominante sulla strada che da Parigi conduceva a Senlis. Apparteneva allora a Guy de Senlis, “maggiordomo” di re Luigi VI.
In seguito al saccheggio del 1358, la rocca fu venduta a Pierre d’Orgemont. Fu lui a iniziare la costruzione del castello vero e proprio e a lasciarlo, nel 1484, al nipote Guillaume de Montmorency. Chantilly diventò particolarmente famoso all’epoca del regno di Luigi XIV come residenza ufficiale dei principi di Condé. Il castello visse, in seguito, una stagione piuttosto difficile. Con l’eccezione del Petit Château, costruito nel XVI secolo da Jean Bullant, il castello attuale è una ricostruzione del XIX secolo, commissionata per l’ultimo dei figli del re Luigi Filippo, Enrico d’Orléans, il quale lo aveva ereditato, semidistrutto, dopo la Rivoluzione francese. L’imponente restauro permise la realizzazione del Museo Condé che ospita ancora oggi una notevole collezione di pittura e di manoscritti.

Il museo Condé

La nostra esplorazione comincia proprio della collezione d’arte. Allestito nel castello con una museografia rimasta immutata dall’epoca della sua apertura (1898), il museo è famoso per la collezione di pitture italiane e francesi che conserva, una delle più importanti al livello europeo, e per la sua raccolta di manoscritti medievali, della quale fanno parte le Très riches heures du Duc de Berry, il più famoso codice miniato medievale.
Qui sono ospitate opere di Botticelli, Filippino Lippi, Fra Angelico, Hans Memling, Van Dick, Delacroix, Géricault e tanti altri… Possiamo affermare con relativa certezza che in Francia il museo sia secondo soltanto al Louvre. Ma se a Parigi c’è la Gioconda ad aspettarci, qui a chi dobbiamo prestare particolare attenzione? Per quanto mi riguarda, io mi sono innamorata all’istante della Madonna d’Orleans e della Madonna del Velo di Raffaello. Facile, dite? Probabile! Ma a Raffaello faccio fatica a resistere…. La collezione di disegni e la biblioteca meriterebbero un’intera giornata di perlustrazione ma dalle finestre filtra il sole… Sarà il caso di uscire a esplorare anche il parco.

Una dolce pausafragole castello di chantilly

Prima, però, decidiamo di mangiare qualcosa: la colazione fatta di fretta stamani è ormai un lontano ricordo. E poi, mangiare nelle antiche sale della cucina di Chantilly ha il suo fascino! Un suggerimento: se la stagione lo permette, cedete alla tentazione di assaggiare una coppa di fragole (in questo caso, le mie amate gariguettes) con la crema chantilly! Una vera delizia!

Dalle terrazze al parco

Una grande terrazza si apre verso il parco. Da qui è facile capire come il castello si sia trasformato nel tempo: da fortilizio medievale a vera e propria residenza nobiliare. Il fossato che circonda le mura, oggi è popolato di volatili e, con il sole d’agosto, risplende piacevolmente; è facile però immaginare che in altre epoche la sua funziona sia stata ben diversa! Chantilly è circondata da una vera e propria foresta, ma il parterre del parco è uno splendido giardino alla francese che lascia il posto, gradualmente, al parco e alla campagna.

L’hameau

Tanta bellezza e pace invitano davvero alla calma. È per questo che io e Daniela, decidiamo di passeggiare senza una meta precisa. Seguendo uno dei tanti corsi d’acqua che punteggiano il parco, ci ritroviamo all’hameau. Nel 1774 il principe di Condé incaricò il suo architetto di fiducia di disegnare sette piccole case di campagna, con tetti di paglia, all’interno del giardino in stile anglo-cinese, nel parco del suo castello di Chantilly. Il nome delle singole casette richiamava la loro destinazione: le Salon (il Salone), le Billard (la Sala da Biliardo), la Salle à manger (la Sala da Pranzo), la Cuisine (la Cucina), le Moulin (il Mulino), l’Étable (la Stalla) e persino Le cabinet de lecture (la Sala di Lettura)!
Una vera e propria oasi di relax, lontano dalle sale austere del castello. Si racconta che il contrasto tra gli esterni rustici e gli interni riccamente decorati stupisse gli ospiti dell’epoca. Il successo di questo piccolo borgo ispirò anche Maria Antonietta che, tra il 1782 e il 1783, fece costruire il suo splendido Hameau de la reine nei giardini di Versailles. Prima o poi, dovrò portarvici… Durante la Rivoluzione francese, il piccolo villaggio venne abbandonato e due casette scomparvero. I recenti restauri hanno restituito gran parte del fascino bucolico al luogo anche se ormai non c’è più traccia dei fastosi arredi degli interni.

Immerse nella natura

Cammina cammina, arriviamo in una radura che domina una grande lago e una piccola cascata. Per un occhio attento, la mano dell’uomo è evidente. Ogni cosa in questo parco è stata attentamente progettata eppure la sensazione è quella di essere immersi in una natura incontaminata. Ci fermiamo ad ammirare la bellezza che ci circonda… un lieve venticello si alza e muove le fronde degli alberi. Si sente il profumo dell’oceano! Non ci credete? Eppure è così! Quell’inconfondibile profumo di salmastro non può che venire dal mare. Ma quanto siamo lontane dalla costa? Santo Google Maps alla mano, non poi così tanto… e se domani ce ne andassimo al mare? Basta scegliere il treno da prendere e siamo pronte a una nuova avventura! Direzione Deauville!
Si sta facendo tardi! Questo parco è davvero un luogo fantastico, ma è ora di tornare alla realtà. Soprattutto perché abbiamo camminato più del preventivato! Tornare in paese richiederà un po’ di tempo. Costeggiamo nuovamente il “Grand Canal” e i parterres disegnati da Le Nôtre: è facile immaginare di passeggiare per questi viali in compagnia di La Fontaine, du La Bruyére o di Madame de Sévigné…
Sembra davvero di essere in un mondo altro, sospesi nel tempo… Chissà, forse quelle ragazze laggiù vengono proprio da un’altra epoca…

Qualche informazione pratica

Noi non abbiamo avuto occasione di visitare il museo del cavallo, altro punto forte di Chantilly, ma le attività possibili tra castello, parco e ippodromo sono talmente numerose da costringere necessariamente ad una scelta. A questo proposito, controllate sempre il sito dello château, manifestazioni, visite guidate e attività per grandi e piccoli sono sempre a disposizione.
 Se, come abbiamo fatto noi, volete raggiungere Chantilly da Parigi, avete due opzioni:
 1. TER « Paris-Gare du Nord » (grandes lignes) fino a « Chantilly-Gouvieux » : 25 minuti
 2. RER D « Paris-Gare du Nord » fino a « Chantilly-Gouvieux » : 45 minuti
Attenzione! Il pass Navigo non è valido fino a Chantilly, dovete fare un apposito biglietto.
Dalla stazione di Chantilly-Gouvieux, potete arrivare al castello con un taxi (10 minuti circa), con il bus DUC, con il bus 645 per Senlis o con la navetta turistica gratuita che porta al castello. Se, come noi, avete poca pazienza e non volete attendere, vi basteranno una ventina di minuti a piedi per arrivare a destinazione.
Qualora desideriate mangiare nel parco, non preoccupatevi: oltre al ristorante interno al castello, durante la bella stagione, è attivo nell’hameau anche un delizioso punto di ristoro.
Buon appetito e una splendida gita a Chantilly anche a voi!
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Francesca

Viaggiatrice provetta e curiosa, laureata in filosofia è innamorata di Parigi e della Francia. Appassionata di lettura, arte, teatro e molto altro…

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