Meglio il libro o il film? Chissà quante volte vi siete ritrovati a farvi questa domanda… Nel caso di Lanterne rosse io, sinceramente, faccio fatica a scegliere. Il bellissimo film di Zhang Yimou è indimenticabile, ma anche questo breve romanzo…
Donne! Capaci di andare a fondo del cuore degli altri, ma incapaci di conoscere il proprio.

Cina del Nord, periodo pre-rivoluzionario. Dopo la morte del padre, la giovanissima studentessa universitaria Songlian viene chiesta in moglie da Chen Zuoqin, maturo discendente di un’antica dinastia. La ragazza accetta, sia perché con la morte del padre è caduta in miseria, sia per i contrasti insanabili con la matrigna. Chen Zuoqin ha già tre mogli: Yuru, Zhuoyun e Meishan, che abitano con lui nella sua immensa dimora. Ciascuna di loro aspetta che davanti alla porta della propria camera vengano appese le lanterne rosse, che stanno a significare che il marito passerà la notte con lei e che potrà disporre di certi privilegi per il giorno in corso e per quello successivo, fino a che le lanterne non si accenderanno di nuovo.
Una logica antica e crudele? Sì. Songlian si rende presto conto di come il massaggio ai piedi, privilegio della prescelta, sia diventato un’ossessione per ciascuna delle Signore. Sin dalla prima notte di nozze, la giovane viene disturbata da Meishan, la Terza Signora, che con la scusa di un malore fa in modo che Chen la abbandoni e dorma assieme a lei.
Il giorno dopo la Quarta Signora fa la conoscenza delle altre tre: Yuru, la Prima Signora, nonostante abbia la facoltà di sostituire il marito nella gestione della casa, è invecchiata precocemente e vive una vita triste e passiva, mentre Zhuoyun, la Seconda Signora, è l’unica ad accoglierla con modi amichevoli. La bella Songlian rifiuta questa logica dí contrapposizione ma il clima nella casa rimane estremamente soffocante.
Meishan è un’ex-soprano, ancora attraente, che tratta la nuova arrivata con freddezza, continua a fingere malori per interrompere gli amplessi del marito con la nuova arrivata e disturba il loro sonno col suo canto. C’è inoltre Yan’er, la domestica che viene assegnata a Songlian, che si mostra da subito ostile alla nuova padrona. La ragazza, infatti, ha una tresca segreta con Chen, e sperava di diventare la Quarta Signora. Ma in seguito all’arrivo della legittima sposa può soltanto appendere delle lanterne rosse nel segreto della propria camera e sognare di essere una concubina.
Songlian cerca di instaurare un buon rapporto con le altre mogli ma i suoi sforzi vengono continuamente frustrati. Più lei trova difficile adattarsi alla sua nuova vita, più diventa invisa al marito che comincia a passare più tempo con le altre consorti. Intanto Feipu, figlio di Yuru e Chen, fa ritorno alla dimora e affascina Songlian con il suono del flauto, cosa che il padre di lei faceva quando era in vita. Venuto a sapere che lei tiene un flauto in camera, sospettando una tresca col proprio figlio, Chen glielo brucia, ignaro che si trattasse dell’unico ricordo che Songlian avesse del defunto padre.
Songlian diventa sempre più insofferente, e Meishan sarà l’unica a mostrarle un po’ di rispetto; entrata in confidenza con lei, le rivela che la Seconda Signora, apparentemente gentile, è una donna perfida che ordisce complotti alle spalle di tutte le altre mogli ricorrendo a malefici mortali con l’aiuto di Yan’er.
Nel tentativo di riconquistare le attenzioni del marito, Songlian finge di essere rimasta incinta. Nel palazzo si festeggia lasciando accese le lanterne giorno e notte nel suo cortile. Yan’er scopre però l’inganno e lo riferisce a Zhuoyun, che smaschera Songlian facendola visitare da Gao, il medico di famiglia. Indignato, Chen fa coprire di nero le lanterne del cortile, segno di umiliazione estrema.
Songlian si vendica rivelando alle altre mogli il segreto di Yan’er, esponendo le lanterne rosse da lei usate nella sua camera. Per punizione, Yan’er viene costretta a restare per ore inginocchiata nella neve a guardare le sue lanterne che bruciano; la donna potrebbe porre fine al supplizio ammettendo il suo torto, ma lei rifiuta di farlo e si lascia morire per una polmonite.
Songlian si dispera: non voleva causare tanta sofferenza. Un giorno, dopo essersi ubriacata, rivela involontariamente a Zhuoyun il tradimento di Meishan, che le aveva confidato di avere una tresca con Gao. Una simile rivelazione non può certo rimanere impunita e infatti non lo rimarrà. Songlian si ritrova a dover fare i conti con i propri rimorsi e con la consapevolezza di aver perso l’unica persona che, in quella casa, l’aveva trattata con rispetto.
La ragazza impazzisce: non solo per il dispiacere ma anche per l’amara e terribile consapevolezza di non poter cambiare il proprio destino, ormai confinato in quel claustrofobico cortile. Trascorre un anno. Chen prende una nuova moglie, una Quinta Signora, poco più che bambina…
Non lasciatevi ‘impressionare’ dalla trama crudele. Questo breve romanzo (poco più di 90 pagine) vi incanterà. Su Tong ci ha regalato un’eroina tragica e potentissima, una figura maestosamente incisa nel silenzio della Storia, meravigliosamente portata sullo schermo dall’attrice Gong Li.
Su Tong, Lanterne rosse, Feltrinelli, Milano 2013