Finalmente sono riuscita ad andare a Torino per visitare Camera, il Centro italiano per la fotografia. E ho visto un’esposizione splendida dedicata a Lee Miller!

Biografia di una donna straordinaria
Per circa un anno non fotograferà e tornerà alla sua passione solo alla fine del 1935, realizzando alcune delle sue immagini più sorprendenti. Ancora due anni, e nella primavera del 1937 l’ormai trentenne Lee Miller è nuovamente a Parigi in compagnia dei suoi amici e delle sue amiche surrealiste, da Pablo Picasso a Max Ernst, da Eileen Agar a Leonora Carrington, al ritrovato Man Ray e alla coppia Paul e Nusch Éluard. È qui che incontra Roland Penrose, con il quale stringe una relazione che la porterà a trasferirsi infine a Londra nell’estate del 1939.

Quattro passi tra le sale


Il percorso continua con le immagini dedicate al surrealismo. A Parigi, poco più che ventenne, Lee incontra Man Ray. Dopo un breve periodo di apprendistato, la ragazza si inserisce a pieno titolo nella compagine surrealista. Anche in questo caso, esercita la duplice veste di artista e di musa, senza alcun imbarazzo nel passare da un ruolo all’altro. La sua arte è continua sperimentazione. I nudi si alternano a insolite code di topo, ad acconciature e controluce. Oggetti, particolari, ogni cosa può raccontare una storia o una suggestione. Fermatevi a osservare l’incredibile armonia di una macchia di catrame…
La sezione che, personalmente, mi ha fatta innamorare di questa esposizione però è quella dedicata alla guerra. Quando scoppia il secondo conflitto mondiale, Lee Miller si trova a Londra. Qui si scontra e racconta la difficoltà della vita quotidiana e dell’economia di guerra. Decide di entrare a far parte dello staff di Vogue, inizialmente a titolo gratuito, pur di poter rendere la sua testimonianza. Il surrealismo non la abbandona (fortunatamente) neppure tra le macerie. Non so scegliere l’immagine per me piu iconica: le maschere antincendio che sembrano uscite da un servizio di moda? La Remington silente? Oppure la cappella anticonformista…Davvero non so scegliere. Ogni scatto mescola con sapienza l’orrore della guerra con la bellezza del mondo. Lee Miller non rinuncia mai, neppure sul campo di battaglia, alla sua estetica fotografica. È davvero capace di guardare il mondo attraverso una lente tutta sua e di raccontarcelo.
