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I pasteis de Belem. Una pausa golosa a Lisbona

  • 5 Febbraio 2018
  • La Guida Curiosa
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I pasteis de Belem sono uno dei simboli più amati di Lisbona. Degustarli è facile, visto che ogni guida spiega dove trovarli. Ma forse c’è qualche curiosità che ancora non conoscete…

Non è un caso che non esista guida turistica, sito internet o blog che non consigli, visitando Lisbona, di assaggiare almeno un pastel de Belem: sono un’istituzione tanto golosa quanto imperdibile. Non mi resta dunque che unirmi al coro unanime e raccomandare la visita dell’Antiga Confeitaria de Belem, che, come recita il logo, è stata fondata nel lontano 1837.

Consentitemi, però, di fornire qualche ragguaglio su queste prelibatezze e anche di svelare qualche piccola curiosità. Partiamo dalla storia. Belem è oggi un quartiere di Lisbona, a circa 7 km dal centro storico. Si trova sulle rive del Tago e a lungo fu frequentato da marinai e da commercianti. Per questo motivo, nella metà del XV secolo, il re Enrico il Navigatore (e il soprannome dovrebbe dire qualcosa) decise di fare ingrandire una cappella che si trovava a Restelo, come anticamente la zona era chiamata. L’edificio era dedicato alla Nostra Signora della Stella, guarda caso la patrona della gente che andava per mare. La nuova chiesa, senza perdere l’antica denominazione, fu anche chiamata Nostra Signora di Betlemme (Belem in portoghese), visto che, all’epoca delle grandi scoperte geografiche, il porto era diventato simbolicamente un nuovo luogo di partenza per la Cristianità.

In seguito, all’inizio del Cinquecento, il re Manuel si risolse di far costruire un grandioso monastero per ospitare una comunità di monaci gerolamini. Un edificio stupendo, tutt’oggi considerato uno degli esempi più eccelsi dell’architettura manuelina. Il convento rimase attivo sino al 1833, anno in cui fu secolarizzato. E proprio a causa della chiusura del pio luogo nacquero i dolcetti…

Si narra, infatti, che già in precedenza, nelle vicinanze del monastero vi fosse una raffineria di zucchero di canna con annesso emporio. Quando i monaci si videro costretti a trovare una forma di sostentamento, decisero di proporre al negozio la vendita dei pasteis, fatti con pasta sfoglia, ripieni di crema all’uovo e ricoperti da uno strato di zucchero caramellato. Il commercio andò a gonfie vele, tanto che già dopo pochi anni fu fondata un’autentica pasticceria dotata di una “camera segreta” dove i soli eletti che avevano accesso alla ricetta, gelosamente custodita, preparavano i pasticcini. Pare che tuttora nessuno abbia rivelato la ricetta! Ed è vero che se i pasteis de nata di trovano in tutto il Portogallo, quelli di Belem si trovano solo vicino all’antico monastero e hanno un sapore inconfondibile.

I pasteis si gustano al naturale o, se piace, con una spruzzata di cannella, messa a disposizione su ogni tavolino della pasticceria. Di solito c’è una coda piuttosto lunga fuori dal locale, vista l’ampia pubblicità che richiama turisti da tutto il mondo. Non fatevi scoraggiare: la coda all’esterno è per chi desidera portare a casa gli ambiti dolcetti. Se invece desiderate degustare sul posto, entrate senza temere di essere passati davanti a qualcuno. Vi troverete così in una sorta di labirinto, dove diversi ambienti si susseguono. Se adocchiate un posto libero, accomodatevi. In pochi istanti sarete serviti. Se, invece, non avete fortuna, proseguite nel dedalo dei saloni interni: passerete davanti al laboratorio, ora dotato di un’ampia vetrata a favore dei curiosi, sino a giungere nel salone centrale del locale. Può darsi che dobbiate attendere in coda per qualche minuto, ma il personale sa dirigere il traffico alla perfezione.

Un’ultima cosa: non dimenticate di ammirare le splendide azulejos che decorano la Confeitaria. Anche se siete a dieta, le piastrelle azzurre meritano una visita!

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Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani. D'ora in poi, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconterà con me. Qualche volta partiremo insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.

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