A voi piace il mare? Personalmente io non saprei farne a meno. D’estate come d’inverno. Uno dei miei luoghi del cuore, soprattutto fuori dalla stagione estiva, é la Costa Azzurra. Oggi vi voglio portare a fare una passeggiata, una delle mie preferite, il giro della penisola di Saint-Jean Cap Ferrat…
Se l’oceano ha un fascino impareggiabile, il Mediterraneo ha colori stupendi. E qui gli si può camminare davvero accanto. I sentieri di Saint-Jean Cap Ferrat, infatti, seguono i contorni della penisola, percorrendola quasi tutta, tra scogliere, insenature e vegetazione mediterranea. Ad ogni curva, il mare cambia colore. Il terreno alterna pietra, terra e vegetazione. Il profumo della salsedine si mescola a quello dei pini… Un’esperienza da fare in famiglia, da soli, chiacchierando o concentrandosi sul proprio passo e sul proprio respiro. A voi la scelta.
Da dove partire? Parcheggiata l’auto (o meglio ancora, scesi dall’autobus), dirigetevi alla spiaggia della Passable. Se tra voi ci sono dei cultori di cinema, probabilmente riconoscete uno dei luoghi iconici del bellissimo Caccia al ladro. Ma non fatevi distrarre troppo dalla spiaggia (dove vi consiglio caldamente di tornare, magari per godervi un tramonto),

proseguite sulla vostra sinistra e imboccate il sentiero dello chemin des Douaniers, che si inerpica per la parte più ‘selvaggia’ del percorso. L’asfalto lascia molto velocemente il posto a pietra e scoglio. Quindi, mi raccomando, non partite per questa escursione senza le calzature adeguate.
Seguite la costa: alcuni passaggi, se soffrite di vertigini, potrebbero mettervi un po’ alla prova ma la bellezza del paesaggio, vi ripagherà. Seminascoste dalla vegetazione, potrete scorgere alcune delle ville del Capo. Io fatico ogni volta a decidere quale sia la mia preferita. Se il saliscendi del sentiero vi affatica, state tranquilli, nei punti più panoramici ci sono delle panchine. Io, però, vi consiglio di fermarvi per una piccola sosta (magari anche per bere un sorso d’acqua) sotto il faro. Panorama e ombra qui sono imbattibili.

Se voleste fare un bagno veloce, in questa prima parte del percorso, troverete alcune splendide calette. Alcune più facilmente accessibili di altre. Fate, pero, attenzione, risalire dagli scogli, non essendo abituati, non è così semplice! Molto meglio arrivare qui in barca e magari farsi guidare in una immersione di esplorazione del fondale…
Passato il faro, il paesaggio cambia. Il Grand Hôtel du Cap Ferrat è la sua piscina di acqua di mare vi faranno sognare una sdraio, un cocktail e un po’ di meritato riposo… ma la vostra strada non è ancora finita! Il paesaggio diventa progressivamente meno selvaggio. Il paese di Saint-Jean si sta avvicinando. La scogliera lascia posto alle spiagge: la plage des Fosses, con un misto di sabbia e piccoli ciottoli e poco oltre la più riservata plage des Fossettes. Qui l’accesso al mare é indubbiamente più facile. Inoltre, come in tutte le spiagge francesi, ci sono bagni e docce a disposizione dei bagnanti.
A questo punto del percorso, avete due possibilità: o dirigervi verso il paese, evitando il periplo dell’ultima parte della penisola, oppure incamminarvi verso la plage La Paloma. Immersa in una vegetazione lussureggiante, è un vero gioiello, esposta ad est, offre una vista mozzafiato sulle scogliere di Beaulieu-sur-Mer ed Eze. Molto popolare per la sua posizione unica, è anche il punto di partenza o di arrivo del sentiero Pointe Saint-Hospice, bella deviazione se non siete troppo affaticati.
Alla fine di questo percorso, infatti, potreste visitare la Chapelle de Saint-Hospice.

Costruita nell’XI secolo e restaurata nel XVII e XVIII secolo, la cappella rende omaggio a Hospitius, un monaco benedettino risparmiato nel 575 dai Longobardi, grazie alla calma imperturbabile dimostrata di fronte alla morte. Luogo, un tempo, di pellegrinaggio, oggi Pointe Saint-Hospice ospita lo spettacolare cimitero marino, creato nel 1905. Poco distante dalla cappella, si trova anche il cimitero militare belga, che custodisce le tombe dei soldati alloggiati nella villa Les Cèdres, appartenuta al Re dei Belgi e trasformata, durante la guerra, in ospedale militare.

Se decidete, invece, di dirigervi verso Saint-Jean, potrete mangiare qualcosa in uno dei ristoranti del porto e poi, se i vostri piedi non implorano ancora pietà, continuare a camminare, percorrendo la più semplice (ma non meno piacevole) passeggiata Rouvier. Vi ritroverete inevitabilmente a sognare dí fare villeggiatura nella mia adorata Villa Ephrussi o nell’eccentrica Villa Kérylos…O magari nella casa che fu di David Niven. Scegliere l’abitazione più bella qui è una sfida quasi impossibile.
Ultimi consigli utili
Come vi ho già detto, per affrontare in serenità il sentiero è importante avere le calzature adatte (ed anche una minima scorta d’acqua). Vi sconsiglio caldamente di affrontarlo con passeggini al seguito, taluni punti potrebbero davvero essere complessi. Soprattutto perché il tratto che risale la scogliera è privo di protezione ed è proprio a picco sul mare. Per questo stesso motivo, quando il meteo è sfavorevole e il mare troppo impetuoso, il sentiero viene chiuso. Rispettate il divieto: il terreno diventa scivoloso e le onde raggiungono impetuose il tracciato. Una bellissima passeggiata potrebbe trasformarsi in una sgradevole avventura.
Ovviamente potreste cominciare il percorso anche dal porto di Saint-Jean Cap Ferrat, imboccando lo chemin de la Carrière (la strada della cava), così chiamato in virtù di un’antica cava da cui furono estratte le pietre che servirono per la costruzione del Porto di Monaco. Personalmente, però, non amo questa soluzione: la parte più bella del percorso rimane quella che affaccia verso la rada di Villefranche, sarebbe un peccato arrivarci già affaticati…

Dunque: qualunque sentiero deciderete di percorrere, buona escursione! Saint-Jean non vi deluderà!
P.S. Daniela, sarà ora che organizziamo una vacanza a Nizza…