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Una conchiglia come compagna del Cammino

  • 2 Aprile 2018
  • Daniela
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Che la conchiglia sia il simbolo dei pellegrini che marciano verso Santiago de Compostela è cosa nota. Meno note sono forse le ragioni che hanno consentito ad un oggetto tanto umile di assurgere a simbolo universale.

Il Cammino di Santiago è tornato ad essere battuto da schiere di pellegrini. Dopo che, nel Medioevo, la Cristianità aveva guardato a Santiago de Compostela come baluardo della Cristianità e dopo il lungo periodo di oblio cominciato con l’Illuminismo e la secolarizzazione e proseguito nel corso dell’Ottocento e di buona parte del Novecento, da circa 30 anni a questa parte camminare verso la città della Galizia è divenuta esperienza assai gettonata. Incontrare i pellegrini è sempre affascinante perché ognuno si porta dietro la propria individualità e al tempo stesso abbandona anche qualcosa di sé.

Prometto di scrivere presto anche del Cammino, un itinerario che intraprendo sempre molto volentieri. Per oggi mi accontento di parlare del suo simbolo per eccellenza: la conchiglia. Infatti, non solo fa da segnavia per i pellegrini, ma di solito questi ultimi la indossano come segnale distintivo. Velo pietoso stendo invece sui souvenir di ogni foggia e scopo che oramai si trovano almeno nelle città più importanti del percorso. E’ però indubbio che chiunque, vedendo la tipica conchiglia di capasanta, tenda ad associarla all’idea del pellegrinaggio.

In realtà non c’è un’unica spiegazione riguardo a quest’uso, ma molteplici. La prima, e molto semplice, è presto detta: la conchiglia di capasanta, date le sue dimensioni, può essere utilizzata come una pratica stoviglia. Può servire tanto per raccogliere acqua da una fontanella quanto per depositarvi del cibo come se fosse un piccolo piatto. Pare addirittura che nel Medioevo, quando gli ostelli assicuravano il vitto ai pellegrini, l’unità di misura fosse proprio la vieira, che in lingua gallega significa proprio conchiglia. Bisogna peraltro notare che un tempo sulle spiagge dell’Atlantico non era difficile procurarsi uno di questi oggetti, resistenti, leggeri e… gratuiti.

Chi ama andare alla ricerca di simbologie complicate, di solito associa le nervature della conchiglia ai molteplici sentieri che consentono di raggiungere Santiago. Comunemente, infatti, si pensa alla cosiddetta “Ruta Frances”, cioè il percorso che da Saint-Jean-Pied-de-Port attraversa i Pirenei e poi prosegue parallelo all’oceano nell’entroterra spagnolo. Ma esistono anche, fra gli altri, il Cammino Primitivo, Portoghese, la Via del Mare, quella dell’Argento, quella Inglese e quella del Nord. Capire come mai non è difficile: dipendeva dalla provenienza dei pellegrini. Perché di certo un viandante di Lisbona non si sarebbe mai portato in Francia per poi far ritorno in Spagna.

Spesso ci sfugge che il pellegrinaggio non era tanto importante per la strada, quanto per la meta, ossia la tomba dell’apostolo Giacomo. E’ ovvio che un’impresa tanto faticosa faccia sì che per la nostra mentalità l’andare a piedi così a lungo diventi lo scopo stesso del viaggio, ma occorre forse non dimenticare che queste “autostrade per pellegrini” nacquero per condurli verso il luogo sacro. Altrimenti sarebbe stato sufficiente girovagare per mesi attraversando città, monti e valli. D’altro canto, è vero che chiunque abbia fatto anche solo una parte del Camino, racconti quanto importante sia stata la fatica fatta lungo il percorso. Ma ne riparleremo, perché l’argomento è complesso.

Un’altra motivazione sull’uso della conchiglia è piuttosto interessante, soprattutto per noi che viviamo nell’Europa del trattato di Schengen. Si trattava infatti di una sorta di lasciapassare, che consentiva di attraversare indisturbati feudi e piccoli Stati, di non dover pagare pedaggio per attraversare i ponti e nemmeno di dover pagare tutti quei balzelli di cui l’Europa medievale era piena. Questo perché l’opera compiuta dai pellegrini era vista in maniera molto positiva e, dunque, degna di venir privilegiata.

Legato al discorso del lasciapassare c’è ancora un aspetto da menzionare: i briganti infestavano lei vie commerciali più battute. Ma nessuno si sarebbe mai arrischiato a molestare un pellegrino. E questo non tanto perché difficilmente questi portavano tali e tante ricchezze da essere considerati prede interessanti. Il punto è un altro, un po’ più sottile: se durante un’eventuale rapina la colluttazione fosse finita con la morte del derubato, il ladro si sarebbe trovato nella spiacevole situazione di essere in peccato mortale gravissimo non solo perché aveva ucciso un uomo, ma anche perché un uomo che aveva intrapreso un percorso sacro. A noi può sembrare strano, ma nel Medioevo la considerazione dell’aspetto religioso nella vita di ogni giorno era molto più importante di oggi. Ed evidentemente anche i briganti tenevano alla loro anima.

Consentitemi ancora una piccola considerazione, questa volta linguistica: la parola “capasanta” in francese si traduce con “coquille Saint Jacques”, in tedesco con “Jakobsmuschel” (cioè cozza di san Giacomo), in catalano con “petxina de pelegrí de l’Atlàntic”. Non penserete che si tratti di un caso?

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Daniela

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani.

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