Esiste un luogo perfetto per gli indecisi che vogliono vedere, allo stesso tempo, la statua della Libertà e la Tour Eiffel. Volete sapere qual è? E’ l’Ile aux Cygnes, isolotto che riserva ben più di una sorpresa…
Qual è il miglior punto di osservazione per vedere la Tour Eiffel? Vale sempre la pena di salirci? Queste sono alcune delle classiche domande che amici e conoscenti che vogliono partire per la Ville Lumière mi rivolgono prima della partenza. Alla seconda questione fatico a rispondere: l’ascesa alla torre è affascinante ma… a mio (modestissimo) parere se ne può anche fare a meno. Sul punto di osservazione, invece, non ho alcun dubbio: l’Ile aux Cygnes! Avete inteso bene: l’isola dei cigni. Non ne avete mai sentito parlare? Poco male, rimediamo subito.
Un punto di vista privilegiato. Foto, sport e un dolce venticello…

Stiamo parlando di un isolotto artificiale realizzato al centro della Senna tra il Pont de Bir-Hakeim e il Pont de Grenelle. L’Ile è, in realtà, lunga solo 890 metri e larga appena 11. Per tutta la sua lunghezza è percorsa da un viale alberato chiamato Allée des Cygnes. È accessibile dal Pont de Grenelle tramite una passerella pedonale e dal Pont Bir-Hakeim tramite una scalinata. Io vi consiglio questa seconda via di accesso. Il ponte di Bir-Hakeim è uno dei più belli (e instagrammabili) della città: prima di incamminarvi alla ricerca dei cigni, potete decisamente regalarvi qualche scatto.
Avete fotografato abbastanza! Adesso scendiamo. Ci aspetta una piccola oasi di pace. Sembra incredibile ma il caos dei turisti che si accalcano intorno alla torre qui scompare di colpo. Nelle belle giornate di primavera, l’Allée des Cygnes è baciata da un piacevole e costante venticello. La passeggiata è umbratile e gradevole. La città, sempre ingorda di spazi verdi, ha trasformato questa antica diga in un giardino: pensate che ospita più di 300 alberi di 61 specie diverse! I parigini, grandi amanti dell’aria aperta, qui vengono a correre e a fare ginnastica. Non è improbabile incontrare gruppi di appassionati di yoga e di fitness che si radunano per allenarsi insieme.
Vi vedo…. state storcendo il naso perché non vi sentite portati per lo sport in vacanza… Tranquilli! L’isola è punteggiata di panchine per i più pigri (o per i più riflessivi, se preferite) che vogliono godersi lo spettacolo della vita e delle imbarcazioni che passano sul fiume. Aspettate, però, arrivate fino all’estremità dell’isola, c’è una sorpresa che vi attende.
La Statua della Libertà
Che cos’è quella statua? Eh, sì! È proprio la statua della libertà! Una delle cinque che ci sono a Parigi. Stupiti? Vi sembra più piccola del dovuto? Vero: 11 metri e mezzo contro i quasi 47 dell’originale, ma comunque identica. Che cosa ci fa qui? Costruita da Auguste Bartholdi, nel 1889 fu offerta alla città di Parigi dai francesi residenti negli Stati Uniti d’America, in occasione del primo centenario della Rivoluzione francese. Inizialmente installata per guardare la Torre Eiffel, fu in seguito girata in modo che non desse le spalle al Palazzo dell’Eliseo. Un atto di dovuta cortesia…
E i cigni?
Ricapitolando: sport, panchine, punti fotografici perfetti, statue… ma i cigni? Non li avete visti nemmeno voi? Niente di strano: qui non ce ne sono mai stati!
In realtà, anticamente, esisteva un’altra ile aux cygnes, situata, più o meno, all’altezza degli attuali Champs de Mars. Lì il Re Sole faceva ricoverare durante l’inverno i suoi cigni, importati nel 1676 dalla Danimarca assieme a 300 uova. I preziosi e inavvicinabili animali, protetti da una palizzata ideata addirittura dal potente ministro Colbert, svernavano sull’Île Maquerelle, ribattezzata “aux cygnes” in loro onore. Quando nel 1812 l’isola fu integrata alla riva, di cigni ne erano rimasti ben pochi ma il nome è rimasto nelle abitudini dei parigini ed è naturalmente passato di isola in isola…
Contenti di questa insolita deviazione? Spero proprio di sì. Adesso potete decidere: tentate la scalata della torre Eiffel o andate a fare merenda alla Maison Balzac?
La Statua della Libertà