Se amate la storia dell’arte, l’Olanda o le storie curiose e ben scritte (o anche tutte e tre le cose), La scoperta dell’Olanda non può mancare dalla vostra libreria.

Perchè? Perchè di certo è difficile immaginarsi che Brokken si sia lanciato in un trattato sulla storia dei Paesi Bassi, ma, al contempo, probabilmente il titolo lascia presagire che di Olanda, intesa come nazione, si parli. E invece no! La narrazione parte da un pretesto, ossia la notizia della chiusura dell’hotel Spaander, a Volendam. E, di fatto, il libro ci racconta di quando e come fu aperto l’albergo, grazie all’intuizione di Leendert Spaander, che da commerciante si trasformò in albergatore. Naturalmente aiutato dalla moglie.
E questo che c’entra con la scoperta dell’Olanda? Il signor Spaander aprì il suo hotel con uno scopo ben preciso: attirare nel suo piccolo villaggio, Volendam, artisti provenienti da ogni parte del mondo. Consentire loro di lavorare en plain air o negli atelier di cui aveva dotato l’albergo, introdurli nella piccola e coesa comunità del villaggio. E, in effetti, i pittori accorsero da ogni dove, rimanendo incantati dalla luce e dal riverbero dell’acqua, dai volti rugosi dei pescatori, dalla leggiadria delle ragazze in costume tradizionale.
Addirittura Picasso, quando ancora non era famoso, ritrasse una delle figlie Spaander. Anche nei confronti del genio di Malaga, Brokken usa la stessa perizia nell’ingare una storia curiosa, che da Volendam arriva fino alla lontana Australia. Senza dimenticare Proust, che definì la stessa fanciulla, Wilhelmina, “délicieuse“.
Il libro racconta la storia di molti artisti che si lasciarono affascinare dallo Zuiderzee, il mare salato poi chiuso dalla Grande Diga. Alcune brillanti, altre tragiche, altre ancora appena accennate a causa della scarsità delle fonti. La penna di Brokken sa indagare la psicologia di ciascuno, presenta ritratti umanissimi e, al tempo stesso, apre scorci su una terra bellissima. Corredato da belle immagini a colori, La scoperta dell’Olanda fa scoprire al lettore quanto infinite siano le possibilità di declinare un microcosmo come doveva essere Volendam allora.
E, dietro a tante biografie e a tanta accuratezza, il libro si rivela un canto d’amore per la propria terra. La piccola Volendam è forse l’immagine dell’Olanda tutta. Volendam, anonimo borgo di pescatori, si aprì letteralmente a stranieri di ogni sorta. Senza guardare alla fama, alla religione, alla provenienza. E, ci suggerisce l’autore, così Volendam divenne ricca.
Da ultimo, consentitemi una breve citazione:
Andavo in barca da Marken a Volendam, dove mangiavo una frittura di pesce sempre un po’ troppo unta, e poi facevo ritorno al villaggio con le case di legno verde e il faro più bello del mondo, che si può raggiungere solo camminando su uno stretto sentiero.
Con Francesca, durante la nostra splendida vacanza olandese, abbiamo fatto proprio così. E ritrovarsi appieno in due semplici righe mi ha ricordato appieno quanto sia bello viaggiare e quanto sia bello leggere.
Jan Brokken, La scoperta dell’Olanda, Iperborea, Milano, 2025