Anche oggi tempesta! Il meteo, però, promette tempo più clemente nella zona di Biarritz e di Saint-Jean-de-Luz. Andiamo a controllare se è vero…
Per un attimo ho temuto che Meteo France si fosse proprio sbagliata. Biarritz, prima ideale tappa della nostra giornata, ci accoglie con un cielo grigio che minaccia inesorabilmente pioggia. Avrei voluto percorrere a piedi almeno un tratto del lungo mare e fare qualche foto allo scoglio della Vergine ma non è proprio il caso. Meglio proseguire verso Saint-Jean-de-Luz.
Un paese di corsari e pescatori di balene
Finalmente un raggio di sole! Che meraviglia! Il mio umore sta già cambiando. Saint-Jean mi appare immediatamente come un luogo piacevole e accogliente. Le case basse e ordinate (prevalentemente bianche) tipiche dei Paesi Baschi, hanno tutte o quasi persiane e finestre verdi o rosse. Sono i tre colori della bandiera basca. Il particolare mi colpisce perché identifica immediatamente un’appartenenza evidentemente molto sentita ma anche perché questi edifici mi ‘fanno subito estate’.
Parcheggiamo l’auto appena fuori dal centro del paese e ci incamminiamo verso il centro e la piazza del mercato. Il villaggio è animato e vivace, a riprova di un tessuto sociale ancora vivo e che non dipende solo dal turismo. Il porto è in piena attività: barche e pescherecci stanno approfittando della tregua dai forti venti. D’altra parte, questo è nato anticamente proprio come villaggio di pescatori prima e di armatori di navi per la caccia alla balena poi. La contiguità con la vicina Spagna ha fatto di Saint-Jean-de-Luz, per quasi due secoli, fino alla fine della Guerra dei trent’anni, un ritrovo di corsari che tenevano a bada i commerci e l’esercito della potente nazione vicina (con il benestare della Corona!). Per questo, nel 1558 la cittadina fu oggetto di una feroce spedizione punitiva organizzata da parte spagnola.

Maison Joanoenia
Saint-Jean-de-Luz, però, fu anche il luogo della riconciliazione tra le due nazioni confinanti. Qui, il 9 giugno 1660, ebbero luogo le nozze tra Luigi XIV e l’Infanta Maria Teresa, figlia di Filippo IV di Spagna. Matrimonio che doveva suggellare l’agognata Pace dei Pirenei. Non è un caso che la cosiddetta Casa dell’Infanta (o Maison Joanoenia) sia proprio uno dei primi edifici che si incontrano, arrivando a Saint-Jean. Dimora degna di una città reale, ha accolto la futura regina Maria Teresa al suo arrivo dalla Spagna. Costruita dall’armatore basco Joannot de Haraneder, è difficile non notare la sua facciata rosa e le sue torri, le due gallerie all’italiana e le cinque arcate… Insomma, una vera e propria dimora reale. Forse anche per questo, nel 1854, Napoleone III e l’imperatrice Eugenia decisero di soggiornarvi per le vacanze.

Stavo dimenticando, mentre vi incamminate verso Il centro città, date un’occhiata al bellissimo negozio di tessuti e biancheria Jean Vier: tovaglie, strofinacci ma anche splendidi teli mare e borse da spiaggia. C’è solo l’imbarazzo della scelta.
Nella piazza del mercato troviamo molto fermento. Qualche turista ma, per lo più, abitanti della zona. É ora di pranzo, il nostro stomaco brontola, meglio assecondarlo e andare a pranzo. La nostra scelta ricade su un bistrot di cucina basca: il Kako Extea. Ottima scelta…

A spasso per Saint-Jean-de-Luz…
A stomaco pieno, si cammina meglio! È ora di rimettersi ad esplorare Saint-Jean. Purtroppo non è possibile visitare la casa che ha ospitato Luigi XIV prima del matrimonio. La Lohobiague-enea, costruita tra il 1643 ed il 1645 dall’armatore Johanis di Lohobiague, è ancora oggi proprietà della medesima famiglia ed è visitabile da aprile a novembre. Che peccato, sarò costretta a tornare…
In place Louis XIV una vetrina attira la mia attenzione, quella della Maison Adam. Antica e famosa pasticceria che produce i tradizionali macarons della zona, amatissimi già dall’Infanta Maria Teresa, che li reclamò a gran voce per il suo matrimonio. Si tratta di piccole e soffici nuvolette. La loro crosticina croccante si scioglie in bocca e fa esplodere i più formidabili sapori: dai frutti di bosco alle erbette aromatiche, dal caramello al cioccolato…Mi pento di non averne portata a casa una confezione! Richiamati dal sole che continua a fare capolino tra le nuvole, locali e turisti passeggiano e curiosano nei numerosi negozi. Impossibile resistere alla tentazione di fare qualche acquisto. Io cedo davanti a un coloratissimo paio di espadrillas! D’altra parte, Bayona è una delle case produttrici più famose e tipiche della zona. Potrei forse non approfittarne?
La chiesa di San Giovanni Battista
La nostra esplorazione non può prescindere dalla famosa chiesa di San Giovanni Battista. Più volte distrutta a seguito degli attacchi spagnoli, fu definitivamente ricostruita durante il XVII secolo. La chiesa dove si sposò Luigi XIV era di fatto un cantiere: i lavori terminarono intorno al 1680. L’interno non potrebbe raccontare meglio la commistione tra Francia e Spagna! Oro, legno, balconate… Purtroppo non possiamo ammirarla liberamente quanto vorremmo: è in corso un funerale e ci sembra decisamente poco appropriato aggirarci per la chiesa senza tenerne conto.
L’edificio, esternamente molto austero, al suo interno è veramente ricco e molto bello. Degno indubbiamente del matrimonio del Re Sole. Da notare è anche la volta a carena rovesciata, omaggio ai mastri d’ascia che, a lungo, popolarono i cantieri della città. Una curiosità: visto la quantità di gente che partecipò alla cerimonia, la chiesa risultò piccola per contenere tutti ma la sua posizione sul confine dei due Stati ebbe un enorme valore simbolico. Un consiglio: è molto frequente che durante le celebrazioni, ci siano cori in lingua basca. Estremamente suggestivi (e pressoché incomprensibili) sono una bella occasione per osservare la comunità che si ritrova e rinnova le proprie tradizioni. Per noi sta arrivando il momento di ripartire…


Una delle mie compagne di viaggio vorrebbe fare merenda con il cono da passeggio di cioccolato misto che è specialità di Saint-Jean e della vicina Bayonne. Anche questa prelibatezza è dovuta alle nozze reali: l’Infanta, abituata a gustare il cacao che proveniva dal Sud America, importò in Francia questa dolce moda. All’ultimo momento, però, al cioccolato la mia amica preferisce l’acquisto di un profumato caffè e di qualche tisana. Anzi, se ne avete occasione, entrate anche voi nel negozio della torrefazione Deuza, sono sicura che ne uscirete incantati.
Rue de la Baleine
Saint-Jean ci sta regalando davvero un piacevole pomeriggio. Le nuvole (pur numerose) ci concedono anche il tempo di passeggiare sul lungo mare, lungo rue de la Baleine. Il profumo dell’oceano è inebriante. In acqua ci sono persino un paio di surfisti… Questa parte della cittadina mi affascina particolarmente: racchiude, infatti, le due anime della città: il porto, quello dei coraggiosi balenieri che si spingevano fino a Terranova e la promenade turistica, elegante e raffinata di fine ‘800 e inizio ‘900. Se solo avessi un telo per asciugarmi i piedi, scenderei sulla spiaggia e andrei a mettere i piedi in acqua…ma oggi non è proprio il caso. Quello che è certo è che dovrò trovare l’occasione per tornare a Saint-Jean. Ho già in mente l’itinerario perfetto per visitare la zona…
