La Svizzera offre moltissime possibilità per le escursioni in alta quota. Fra le mie preferite c’è la funivia dello Stanserhorn. Più a buon mercato di tante altre, ma non per questo meno emozionante!
Complice il gran caldo di questi giorni, mi sono ritrovata a pensare ai “viaggi al fresco” che ho fatto negli ultimi anni… Certo Islanda, Scozia e Norvegia rimangono nel mio cuore, ma per me fresco vuol dire soprattutto montagna. E la Svizzera offre veramente l’imbarazzo della scelta. Come sono solita racccontare ai miei compagni di viaggio, si può salire quasi su ogni vetta grazie a treni a cremagliera, funivie, funicolari e altre diavolerie… prima o poi vi racconterò delle avventure mozzafiato, da fare una volta nella vita. Oggi mi accontento di una gita più tranquilla, ma non per questo meno emozionante: l’ascesa allo Stanserhorn.
Per salire sullo Stanserhorn (alias Corno di Stans) un sentiero esiste e, a dir la verità, non è nemmeno riservato ad esperti alpinisti. Solo che occorrono quasi 5 ore partendo dalla cittadina di Stans… troppe vero? Una soluzione io l’avrei: che ne dite di un bel giro su una funicolare storica seguito da un’ascesa in funivia? Bello vero? Anche perché la funivia è l’unica al mondo ad avere una terrazza panoramica! Non a caso la chiamano “Cabrio” ed è davvero particolare…
Ma procediamo con ordine… prima la funicolare! E’ stata costruita nel 1893 e, a differenza di sue coetanee che sono state

modernizzate nel tempo (vedi quella di Como), questa ha mantenuto intatto un fascino d’altri tempi. Carrozze in legno, manovratore seduto sul predellino, un incedere lento e tranquillo che consente di ammirare prati, mucche al pascolo e casette ben tenute. Già la stazione di valle, a Stans, è un gioiellino!
A mano a mano che si sale, il panorama si apre. Si comincia a vedere il lago dei Quattro Cantoni e poi il monte Pilatus e poi il Rigi… e poi siamo arrivati alla stazione intermedia, quella di Kälti. Il manovratore apre (rigorosamente a mano!) le porte degli scompartimenti e indica come proseguire: lì accanto aspetta già la moderna funivia a due piani, inaugurata nel 2012. Prima c’era una normalissima cabina, di quelle fatte a cubo. Era carina, dipinta con dei fiori su sfondo giallo. Ma devo ammettere che la CabriObahn, questo il suo nome ufficiale, è tutt’altra cosa.
Sette minuti di tragitto e si arriva in cima allo Stanserhorn! 1898 metri sul livello del mare… Sento già le obiezioni: ma vuoi mettere lo Jungfrau, il Piccolo Cervino, la Skyway del Monte Bianco? La verità? No, non voglio mettere. E’ un’altra cosa, proprio diversa. Certo è una montagna, ma il suo fascino è quello delle piccole cose (che poi è quello che amo). Che poi piccole… in una bella giornata si vedono circa 100 km del circo alpino, vette quali Jungfrau, Eiger (la famigerata parete nord), Monch, Titlis, dieci laghi.

Vi pare poco? Ma io ho ancora un asso nella manica… una volta scesi dalla funivia e usciti dalla stazione di monte, a destra si trova una scala. E poi un breve sentiero conduce alla casa di Heidi. Oltrepassatela perché è un fake clamoroso: Heidi è del canton Grigioni, un po’ lontanuccio… ma è dietro la baita che troverete una meraviglia: un muretto fa da recinto alla “casa” delle marmotte. Le ho viste anche in altri posti, ma mai così da vicino. E, soprattutto, mai prima di qualche settimana fa avevo visto dei cuccioli. Ben cinque! Le marmotte non sono prigioniere, possono andare e venire come più le aggrada (anche perché scavano lunghi e profondi cunicoli).
Evidentemente qui si trovano bene, anche grazie all’amorevole sorveglianza dei ranger dello Stanserhorn. Diciassette volontari che, a turno, controllano che i visitatori siano discreti e rispettosi e che i simpatici animali stiano bene e a proprio agio.
E poi c’è un’altra cosa che amo dell’ascesa sullo Stanserhorn. Anzi, due! La prima si verifica di tanto in tanto, quando a valle il tempo è grigio e umido. Che è poi quando tanti rinunciano a salire. Peccato per loro. Perché di solito, la funivia sbuca nel cielo blu e dalla vetta si ammira il cosidetto “mare di nebbia”. Sullo sfondo, le Alpi innevate, sotto i visitatori le nuvole soffici come panna montata. Impagabile. Il posto migliore per godersi lo spettacolo è la terrazza panoramica costruita una ventina di anni fa.

Il secondo motivo per cui amo lo Stanserhorn sono le persone che ci lavorano. Tutti sorridenti, tranquilli, felici di accogliere i visitatori. E non per contratto. La loro passione è tangibile. Si notano l’amore per quella montagna e, anche, l’orgoglio di lavorare per un impianto forse più “umile” di tanti altri, ma sicuramente ben congegnato. Vi assicuro che anche la loro gentilezza contribuisce a sentire quel paesaggio come amico.
Che cosa ancora si può fare sullo Stanserhorn? Ovviamente pranzare! C’è un buon self-service con piattaforma girevole (praticamente gira – molto lentamente – mentre si è seduti al tavolo). Non mancano anche spazi per il picnic e addirittura per il barbecue (per quest’ultimo è bene informarsi a riguardo di eventuali limitazioni nei periodi di siccità). E, poi, ovviamente, si possono fare delle piacevoli passeggiate, come l’anello che gira tutto intorno alla vetta. Spesso ci sono anche concerti con strumenti tradizionali quali il corno delle Alpi. E, sempre, si può godere di un magnifico silenzio.
Io spero di avervi convinti. Se passate dalla zona di Lucerna, fateci un pensiero!