Non sempre è necessario visitare musei nelle città, ma quando hai la Amsterdam Card, non farlo è un vero delitto… Quindi, andiamo a scoprire anche il Museo Van Loon!
Dopo giorni di grande caldo e di un sole agostano, oggi pomeriggio il cielo sopra Amsterdam è grigio e, a tratti, una pioggerella fastidiosa disturba i nostri programmi. Niente di grave. Vorrà dire che oggi ci dedicheremo a qualche museo fuori programma. Nella mia lunga lista di desiderata, prima di partire ho segnato una casa museo. Il Museo Van Loon, per l’appunto.
Passeggiando per la città, è difficile non rimanere impressionati dagli edifici che si affacciano sui canali. Alcuni sono grandi e maestosi, altri sono più sobri. Questo perchè quando la città inizia ad espandersi, intorno alla metà del 1600, vengono venduti i primi lotti per costruire nuove abitazioni lungo i canali. Chi dispone di maggiori risorse economiche, vuole mostrare al mondo la propria ricchezza e costruisce case più grandi, basse e utilizza materiali pregiati per farlo. Chi, invece, non ha le stesse possibilità, utilizza materiali meno nobili. Pietra contro legno e mattoni.

Casa Van Loon appartiene alla prima (e più rara) categoria di abitazioni: è una bella casa residenziale progettata nel 1672 dall’architetto Adriaen Dortsman che realizzò due case gemelle simmetriche per Jeremias van Raey, un ricco fiammingo che commerciava in ferro e armamenti. Van Raey fece aggiungere alla balaustra del tetto di uno dei due edifici statue raffiguranti Marte, Minerva, Vulcano e Cerere, che simboleggiavano i prodotti che venivano prevalentemente commercializzati dai fiamminghi, ovvero armi, ferro e cereali ed affittò uno dei due edifici al pittore Ferdinand Bol, allievo di Rembrandt. Van Raey cadde in dissesto finanziario solo nove anni dopo. Nel 1752, in una delle due case, si trasferirono il Dottor Abraham van Hagen e sua moglie Caterina Elisabbeta Trip. L’edificio venne ridecorato secondo il gusto dei nuovi proprietari.

Nel 1884, l’edificio al numero 672 di Keizesergracht cambia, però, nuovamente padrone. È dai suoi ultimi abitanti che il museo prende il nome. La famiglia Van Loon è originaria della città di Loon op Zand, vicino alla città di Hertogenbosch nel sud dei Paesi Bassi. Nel XVII secolo si trasferisce ad Amsterdam e da quel momento in poi i suoi membri sono coinvolti nel commercio e nella governance della città. Nel 1602 Willem van Loon è un membro fondatore del V.O.C., la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, e suo nipote è il primo Van Loon a diventare sindaco di Amsterdam. Altri discendenti erano governatori del V.O.C. Jan van Loon, ad esempio, era governatore della Compagnia delle Indie Occidentali e direttore della Società del Suriname. I Van Loon furono elevati alla parìa nel XIX secolo.
La casa sul canale sul Keizersgracht entra – come vi dicevo – in possesso della famiglia nel 1884, quando Hendrik van Loon la acquistò per suo figlio Willem Hendrik come regalo di nozze. Willem Hendrik guiderà la Hope & Co Bank, che in seguito sarebbe diventata Van Loon & Co. Sua moglie, Thora van Loon-Egidius, invece farà parte della corte della regina Guglielmina.
Gli interni di casa Van Loon
Vi state chiedendo perché io abbia inserito questo edificio nella lista dei miei desideri olandesi? Mi incuriosiva l’idea di curiosare da vicino nella vita di una ricca famiglia di Amsterdam del XVII-XIX secolo. Vagare per queste sale, permette, infatti, di conoscere i gusti, le abitudini e le passioni di alcuni dei più illustri cittadini di questa incantevole città. Mobili eleganti, ritratti di famiglia, sculture, meravigliose ceramiche di Deft…Ma anche oggetti di uso comune.
Evidentemente, tra gli abitanti di questa casa ci dovevano essere appassionati di giardinaggio e di musica. Basta ammirare gli stucchi che decorano le pareti per rendersene conto. Sorrido davanti alle pareti della cosiddetta “Sala dipinta”, ricoperte da una tela che raffigura un paesaggio italiano immaginario, con rovine e navi. A noi, abituati ai colori e ai paesaggi d’Italia, può sembrare eccessiva ma provate a immaginare una grigia giornata invernale olandese…Quanto doveva essere piacevole sedersi e sentirsi circondati da colore e calore?

Qual è il pezzo forte della casa? Secondo me, il bellissimo giardino interno. Per accedervi, attraversiamo anche le cucine e gli ambienti di servizio…Mi incanto ad ogni passo ma il mio stupore è massimo appena mi affaccio all’esterno. Lo spaesamento è totale: se non sapessi di essere ad Amsterdam, non riuscirei a rendermene conto. Il muro di cinta nasconde questo luogo di delizia ai passanti e protegge un piccolo gioiello in stile classico, curato in ogni dettaglio.
Purtroppo sta ricominciando a piovigginare. Se così non fosse, fermarsi a fare merenda ai tavoli del caffè del museo sarebbe d’obbligo. Per di più, stanno allestendo il necessario per un concerto in programma per questa sera. Il suono di un pianoforte ci accompagna mentre passeggiamo… Ci sarebbe anche la rimessa delle carrozze da visitare ma i preparativi del concerto impongono ai visitatori come noi di avviarci verso l’uscita. Poco male, abbiamo ancora tante cose da scoprire in questa città… E poi io ho una gran voglia di un gin tonic. Voi no?