Vi state chiedendo chi sia la protagonista di questo snello e piacevole saggio biografico ma proprio non riuscite a capire? Se siete di Varese, potreste saperlo… Un suggerimento? Pensate a Villa Toeplitz… Perché Edvige Mrozowska. Storia di un’esploratrice racconta proprio della signora Toeplitz.
“Meglio contender passo passo la salita, che vegetare ai suoi piedi, nell’opulenza senza virtù, che vivere, chiusi nel guscio, la vita senza spazio e senza libertà.”
(Edvige Mrozowska, Visioni orientali)
Chi, come me, è cresciuto a Varese, o meglio, nel rione di Sant’Ambrogio Olona, conosce inevitabilmente la Villa Toeplitz. Ma quanti conoscono le vicende personali e imprenditoriali dei suoi antichi proprietari? La figura di Giuseppe Toeplitz è sicuramente più nota: nato in Polonia, a Varsavia, da una ricca famiglia della borghesia ebraica, diventa, alla fine del XIX secolo, uno degli artefici della fondazione della COMIT. Con l’amico di una vita, Giuseppe Volpi, costruisce l’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, primo grande albergo d’Europa e costituisce anche la SADE (Società Adriatica di Elettricità), destinata a diventare ‘famosa’ per la tragedia del Vajont… Insomma, un uomo protagonista, a tutto tondo, del suo tempo.Questo saggio, però, non si vuole occupare di lui (se non marginalmente), ma vuole ricostruire la figura della sua seconda moglie, donna straordinaria e ingiustamente dimenticata. Jadwiga (o Edvige) Toeplitz Mrozowska è stata attrice, esploratrice, scrittrice…Avete capito bene: esploratrice. In un’epoca in cui le donne sono spesso relegate a figure di sfondo, Edvige riesce a ritagliarsi degli straordinari spazi di autonomia. Romantica sognatrice, rimane affascinata dall’Oriente, dalla spiritualità indiana e tibetana, dal buddismo e dalle culture esoteriche. Per questo, parte alla scoperta dell’Asia centrale e delle sue montagne. Appassionata di storia, etnografia, geografia ed astronomia, riesce ad emergere sia sulle montagne del Pamir che nell’elegante salotto mondano di via Telesio a Milano.
Viaggiare diventa però la sua vera grande passione. Ogni viaggio è un arricchimento umano e culturale. Edvige e il marito fanno vite sempre più diverse: lei occupata a esplorare mondi lontani, lui sempre preso dal lavoro… eppure le loro lettere raccontano di un grande affetto e di una grande complicità. I due si ritrovano nella villa di Sant’Ambrogio, luogo che entrambi amano immensamente e che, nel tempo, raccoglie i souvenir dei tanti paesi visitati da Edvige. Ma che tipo di viaggiatrice è la nostra protagonista? Un’appassionata di Grand Tour? No, decisamente di più… Vi basti pensare che Edvige diventa membro della Società Geografica Italiana. Il suo viaggio in Pamir nel 1929 è forse la sua impresa più straordinaria. Non solo per le difficoltà affrontate ma anche perché, alla fine, viene redatta una prima mappa (per quanto non del tutto precisa) delle montagne e dei loro sentieri.
Anche altre imprese, però, meritano di essere raccontate: raggiunge il Ladakh così come il Grande Tibet, è la prima donna europea dopo Alexandra David-Neel ad arrivare a Lhasa… Lo spirito dei monti e la magia dell’Himalaya la conquistano e le fanno trovare ‘saggezza e rinuncia’. Il viaggio come ricerca di senso e di sè.
Non sempre i giudizi della nostra instancabile esploratrice su ciò che vede e che scopre sono imparziali ma i suoi racconti sono indubbiamente affascinanti. Personalmente, io non vedo l’ora di leggere integralmente il suo testo più famoso, Visioni orientali. Nell’attesa di poterlo fare, devo ammettere che questo saggio mi ha regalato un ritratto completo ed estremamente interessante non solo della protagonista, ma anche di un’epoca e dei suoi protagonisti. Purtroppo, dopo la morte del marito, la vita di Edvige è cambiata e i suoi viaggi si sono interrotti ma lei non ha mai smesso di raccontare il mondo in libri e conferenze. Nemmeno quando ha dovuto rinunciare alla amatissima villa di Sant’Ambrogio Olona… Quanto avrei voluto vederla al massimo del suo splendore, quando la frequentava persino Tagore….
Alessandro Pellegatta, Edvige Mrozowska. Storia di un’esploratrice, Besa Muci, Nardò, 2025
2 commenti
Grazie per la bella recensione. Un caro saluto
È stato un piacere