Prendi un lunedì di marzo (non troppo soleggiato), una gita di giornata a Roma e una gran voglia di mangiare carciofi… Il ristorante? Nonna Betta, naturalmente!
Oggi gita di giornata a Roma. Troppo faticoso? Forse. Ma per una bella mostra alle Scuderie del Quirinale e un carciofo alla giudia, potrei fare questo e altro.

Essersi alzate alle 5 del mattino mette appetito. Questo è certo. Non abbiamo ancora deciso dove andare a pranzo. Non avendo (purtroppo) tanto tempo, dobbiamo scegliere con cura. Quello che è certo è che mangeremo al ghetto. Conosco già alcuni ristoranti ma oggi voglio provarne uno che mi è stato consigliato da una cara amica: Nonna Betta.
Quando vedo la grande catasta di carciofi freschi in fase di ‘pulizia’ capisco di aver scelto bene.
Il cielo non promette niente di buono ma ci concede, ugualmente, di pranzare fuori. Finalmente! Il menù, kosher style, è ricco è decisamente sfizioso.
Due carciofi alla giudia come antipasto, questo è certo… ma come continuare? Non si tratta di una scelta semplice: una carbonara alla moda del ghetto? Il baccalà? Ad attirare la mia attenzione ci sono anche i tonnarelli con la cicoria o quelli con i carciofi. C’è poco da fare, potrei mangiare praticamente ogni pietanza segnata sul menù! Alla fine, vince la carbonara. Daniela, invece, mangia un invitante zuppa di ceci e baccalà. Il carciofo valeva il viaggio? Decisamente sì: morbido all’interno, profumato e croccante all’esterno. Per nulla unto… la tentazione è quella di farsene portare immediatamente un altro! I primi, altrettanto, non deludono. Né per qualità, né per quantità.

L’unico vero neo è il non avere tempo per il dolce! Pazienza, non si può avere tutto… Sarà necessario tornare e magari assaggiare lo stracotto! O la mia amatissima concia di zucchine. Vi avviso, ho già l’acquolina in bocca!