Nel cuore del secondo arrondissement, tra la rue Richelieu e la rue Vivienne, si trova un antico palazzo che ospita una straordinaria biblioteca, la Bibliotèque nationale de France. Un luogo unico che non ospita solo libri e oggetti preziosi, ma anche il cuore di Voltaire…
Sono passati parecchi anni da quando, più o meno quindicenne, sono andata per la prima volta al Pantheon a ‘salutare’ i grandi di Francia. Ricordo ancora l’emozione davanti alla tomba di Rousseau e di Voltaire…
Quando ormai credevo di sapere quasi tutto della Parigi illuminista, la mia città preferita mi ha stupita ancora una volta. Il cuore dell’autore di Candide riposa in una biblioteca! Come è possibile? Adesso ve lo racconto, ma andiamo con ordine…
Il 30 maggio 1778 François-Marie Arouet, meglio conosciuto come Voltaire, muore. Il filosofo allora si trovava a Parigi presso il suo amico il marchese di Villette. Quest’ultimo, decide di affidare l’autopsia e l’imbalsamazione dell’illustre defunto a un farmacista di nome Mitouard. Gli chiede, però, di prelevare il cuore del grande uomo per poterlo custodire. Bizzarra iniziativa? Può essere ma, ai tempi, piuttosto comune. Sembra che il farmacista, a sua volta, avesse chiesto (e ricevuto) il permesso di conservare il cervello di Voltaire. Lo so, state pensando che questa sia una storia davvero macabra, però dovete considerarla, in realtà, un’estrema manifestazione di stima nei confronti di un grande personaggio.

Il corpo di Voltaire, in seguito, trova sepoltura nell’abbazia di Scellières, vicino a Troyes, di cui suo nipote era abate, prima di essere trasferito (con un imponente funerale) e ‘pantheonizzato’ l’11 luglio 1791.
Il marchese di Villette, insoddisfatto degli onori tributati all’amico, decide di acquistare anche il castello di Ferney, dove Voltaire aveva vissuto i suoi ultimi anni. Il suo progetto è farne un vero e proprio santuario laico. Detto fatto! Una delle stanze del castello diventa una vera e propria sala commemorativa le cui pareti sono decorate con quarantuno ritratti di amici di Voltaire che vegliano sul suo ricordo. Il cuore è collocato in un reliquiario, inciso con l’iscrizione “Il cuore di Voltaire, morto a Parigi il XXX maggio MDCCLXXVIII”. Qui rimane esposto fino al 1785 su un cuscino di velluto posto su un altare.

Obbligato a vendere Ferney nel 1785, Villette decide di riportare la preziosa reliquia nel suo castello a Pont-Sainte-Maxence. Suo figlio, decisamente meno ‘devoto’ del padre, lo conserva, comunque, fino alla morte nel 1859. I successivi eredi, però, decidono di liberarsi della bizzarra reliquia. Essendo il corpo di Voltaire “proprietà della nazione” secondo la legge del 30 marzo 1791, il loro avvocato consegna il cuore al ministro dell’Istruzione pubblica Victor Duruy e depositato alla Biblioteca imperiale per ordine di Napoleone III. Era il 16 dicembre 1864.

Inizialmente, il cuore trova posto nel Gabinetto delle Medaglie. Nel frattempo, l’architetto Labrouste immagina un articolato progetto: il reliquiario dovrebbe raggiungere il primo piano della rotonda costruita dallo stesso architetto all’incrocio tra rue des Petits-Champs e rue de Richelieu.
Si prevede di porre il cuore nella base dell’originale in gesso della statua, dedicata al filosofo, realizzata da Houdon. Tutto intorno dovrebbero trovare posto le opere di Voltaire, le medaglie coniate in suo onore, la sua vastissima corrispondenza manoscritta…
Il progetto di Labrouste, curato in ogni minimo dettaglio, non verrà mai totalmente realizzato. Il cuore, però, viene ben posizionato nella base della statua ma poi qui dimenticato o quasi… Nel febbraio 1924, l’amministratore della Biblioteca nazionale, Pierre Roland-Marcel, decide di dare un posto più onorevole alla statua e alla sua preziosa reliquia.
Restaurato, il monumento viene collocato nel salone d’onore che si affaccia sul cortile di fronte all’ingresso principale. In una cerimonia ufficiale e meticolosamente testimoniata, si verifica l’effettiva presenza del cuore. La targa della base, recante la scritta “Cuore di Voltaire consegnato alla Biblioteca imperiale dagli eredi del marchese di Villette”, viene aperta, così come la scatola di legno. Tutto in ordine. Il grande scrittore può nuovamente riposare in pace.

Nel 2010, un nuovo trasloco disturba la statua! Durante una delicata operazione di rimozione, gli operai hanno una brutta sorpresa: un terribile odore si spande intorno alla statua. Per fortuna, i restauratori della Biblioteca accorrono in soccorso del filosofo: la soluzione alcolica che tutela il cuore è fuoriuscita. Niente che non si possa risolvere, per fortuna.
Nel 2016, finalmente Voltaire è potuto tornare al suo posto nel salone d’onore della BnF, dove accoglie i visitatori con il suo enigmatico sorriso. È proprio vero che il cuore di uno scrittore dovrebbe sempre riposare tra i suoi libri…