La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Seguimi su Facebook
Articoli in evidenza
  • Rumiz guerra Il fango e la neve
    Il fango e la neve
    • 13 Gennaio 2026
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana
    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
    • 9 Gennaio 2026
  • Sganzini In Svizzera libro
    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
    • 6 Gennaio 2026
  • Home
  • Dicono di me…
  • Pensieri in libertà
  • Contatti
  • Privacy policy
  • Gestisci consensi
0 Like
0 Follower
Scrivimi
La Guida Curiosa
La Guida Curiosa
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
cartolina postale collezione
  • Curiosità

Mi mandi una cartolina?

  • 20 Dicembre 2024
  • La Guida Curiosa
Total
0
Shares
0
0
0
0

Storia di un’abitudine in via di estinzione: la cartolina.

Quando avete ricevuto (o spedito) l’ultima cartolina? Immagino che molti di voi non lo ricordino nemmeno. E pensare che, fino a una ventina di anni fa, spedire cartoline ad amici e parenti era una vera e propria abitudine. D’altra parte, trovarle un po’ dappertutto era la normalità.  Non solo nelle grandi città o mete turistiche, ma anche al museo come al supermercato, in edicola e in libreria, in qualsiasi tabaccaio o negozio di souvenir.

Io ho sempre amato scriverle e riceverle: ne conservo ancora moltissime. Fedeli segnalibri, capaci di riportarmi indietro nel tempo. Buffe, seriose, fantasiose o banali, le ho sempre trovate un bellissimo ‘esercizio di affetto’ nei confronti del destinatario. Pensateci: comprare la cartolina, cercare il francobollo, ricordare l’indirizzo corretto, scrivere un testo… Per non parlare della ricerca della buca delle lettere o dell’ufficio postale adatto! Negli anni ho accumulato un discreto numero di aneddoti postali… a volte, delle vere piccole avventure urbane! A partire dalle lezioni di grammatica francese ricevute durante un’interminabile coda in posta a Villefranche-sur-mer per arrivare all’addetta di Amsterdam che ha preteso di farmi scrivere la cartolina in sua presenza, condizione essenziale per poterla spedire…

Ma oggi? Quante cartoline si scrivono? Secondo le stime di Silvano Cangiari, fondatore di Litoincisa87, una delle poche aziende che ancora le stampano e distribuiscono a livello nazionale, all’inizio degli anni Duemila per il mercato italiano si stampavano 400 milioni di cartoline all’anno. Oggi siamo sotto i 40 milioni, e il numero continua a scendere. Una vero e proprio crollo, in buona parte senza dubbio dovuto all’uso massiccio degli smartphone. Perché faticare quando esistono social e Whatsapp? Forse vi stupirà sapere, però, che all’estero ne vengono ancora mandate tantissime. E ci sono appassionati che partecipano a scambi di cartoline in tutto il mondo. Vuol dire che non sono proprio l’ultima dei grafomani!

Da anonimi talloncini bianchi…

Le cartoline sono sempre state come le conosciamo oggi? In realtà, le prime non sono nemmeno illustrate: servono ad abbattere i costi delle corrispondenze per chi non può permettersi – o non sa scrivere – intere lettere. Il formato è introdotto con il nome di Correspondenz-Karte nell’Impero Austroungarico nel 1869. Si tratta di un cartoncino bianco molto essenziale, su cui si trova da una parte lo spazio per il francobollo, l’indirizzo del destinatario e lo stemma nazionale, dall’altra il messaggio. Adottato velocemente da diversi altri stati, nel 1875 il Trattato dell’Unione postale generale – organizzazione internazionale pensata per unificare un sistema di servizi postali nazionali precedentemente intricato e incoerente – ne ammette la circolazione a livello internazionale. In seguito ne indicherà la dimensione standard accettata (15 centimetri per 10) e sancirà la validità delle cartoline illustrate prodotte da privati.

… a foto di gran moda

La cartolina come la conosciamo noi – illustrata completamente da un lato, divisa in una parte per scrivere il messaggio e un’altra per indirizzo e francobollo – nasce invece nel 1902 nel Regno Unito. Un’invenzione banale? A onore del vero, no. Nel 1893, il giornalista inglese James Douglas scrive: “Come tutte le grandi invenzioni, la cartolina illustrata ha causato una rivoluzione silenziosa nelle nostre abitudini. Ci ha segretamente liberato dalla fatica di scrivere lettere. Sono ancora vive, comunque, persone che possono ricordare i giorni in cui era considerato necessario e persino piacevole scrivere lettere agli amici. Per fortuna, la cartolina illustrata ha liberato l’autore moderno da questa schiavitù… In precedenza, quando una persona si recava all’estero era costretta a passare tanto tempo a scrivere laboriose descrizioni del proprio viaggio ai suoi amici a casa. Adesso, basta comprare una cartolina in ogni stazione, scarabocchiare qualche parola a matita e imbucarla, cosa che esalta il piacere di viaggiare”.

Se la tradizione del Grand Tour, a partire dal XVIII secolo, ci ha regalato meravigliosi epistolari e lunghi racconti di viaggio che hanno formato il nostro immaginario, la nascita del turismo moderno e delle ‘vacanze’ ci ha fatto scoprire le cartoline! Come racconta il bel sito della Fototeca dei Civici musei di storia e arte di Trieste, “le cartoline non venivano solo comprate come souvenir di un viaggio, o piccolo regalo, o documento di luoghi lontani, ma anche per la sola immagine, e più di tutto diventeranno il simbolo della modernità e dei suoi caratteri: sinteticità, spigliatezza e leggerezza”. Leggerezza e immagine, a mio avviso, sono le parole chiave di tale trasformazione. Le lettere implicano uno sforzo non più di ‘moda’.

Nel 1897 a Norimberga nasce la Weltverband Kosmopolit, un club di collezionisti di cartoline attivo fino alla Prima guerra mondiale e che, al suo apice, contava più di 15 mila membri soltanto in Germania. La cartolina diventa oggetto di un vero e proprio collezionismo. Nascono le prime riviste, i primi negozi dedicati e -cosa che oggi fa particolarmente sorridere- le “catene di corrispondenza”: gruppi di persone si scrivono tra loro con il solo scopo di scambiarsi cartoline da luoghi che altrimenti non potrebbero mai vedere.

Tutti possono scriverle, ma chi le produce?

Ma, nella pratica, chi produce le prime cartoline? I fotografi professionisti spesso trasformano le proprie immagini in cartoline. Ci sono anche piccoli negozi che stampano limitate quantità di cartoline, da vendere in proprio, o che le acquistano dai cataloghi dei rivenditori. Con il crescente sviluppo delle attività turistiche, assistiamo ad un rapido incremento di tutti i materiali per la promozione delle località più in voga (personalmente adoro la creatività dei poster turistici di inizio ‘900). Ci sono poi gli editori veri e propri, che possono essere semplici intermediari tra gli stampatori e i negozi al dettaglio o controllare l’intera produzione. Fino alla nascita dei “cartolinai”, aziende specializzate nella produzione di materiali per il turismo.

La cartolina è borghese?

“Un fatto da sottolineare è che il vertiginoso boom della cartolina di inizio Novecento fu un fenomeno internazionale legato all’espansione, all’ascesa della borghesia. Le classi alte snobbarono la cartolina, troppo economica e troppo volgare con quel messaggio “allo scoperto” sotto gli occhi di tutti; le classi basse la ignoravano, troppo costosa e senza utilità per chi non sapeva leggere e scrivere e il cui mondo sociale era circoscritto ad un’area ristretta”, spiega ancora la Fototeca. “Sarà la classe media e medio-alta a rivolgersi ad essa, per uso pratico (lo spazio ridotto della cartolina con i suoi messaggi stringati facilitava anche chi non era versato nelle “belle lettere”), per uso sociale (rivelava il buon gusto e la cultura del mittente che aveva scelto “quella” immagine), come status symbol (il mittente dimostrava di poter viaggiare in capo al mondo, comprare un oggetto comunque voluttuario e pure inviartelo) e infine per placare quella mania del collezionismo iniziata prima con la carte-de-visite poi con l’immagine stereoscopica e ora con la cartolina”.

Un oggetto, ormai, da museo?

In Italia il declino comincia verso la fine degli anni Novanta, con l’arrivo di e-mail e sms. Oggi, social e Whatsapp hanno fatto il resto. Personalmente, però, continuo a pensare che la fotografia, inviata tramite il web, non sia paragonabile all’antiquata cartolina. A fare la differenza è quel tempo che si dedica al proprio destinatario. Non ti penso solo per qualche istante ma ti dedico appositamente qualche minuto di più. Ma forse tutto il mio (scarso) romanticismo si concentra nelle cartoline….

P.S. se a qualcuno dovesse interessare, sappiate che esistono anche dei siti di Postcrossing, moderna versione delle antiche ‘catene di corrispondenza’! Buone cartoline a tutti!

Total
0
Shares
Share 0
Tweet 0
Pin it 0
Share 0
La Guida Curiosa

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani. D'ora in poi, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconterà con me. Qualche volta partiremo insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.

Articolo Precedente
Il Piccolo teatro Milano
  • Lombardia
  • Storia e storie

Il Piccolo. Teatro d’Europa e del mio cuore

  • 17 Dicembre 2024
  • La Guida Curiosa
Leggi l'articolo
Articolo Successivo
Vaux-le-Vicomte Natale
  • Francia
  • Gli imperdibili (secondo me)
  • In famiglia

Vaux-le-Vicomte. Quando il Natale diventa magia

  • 24 Dicembre 2024
  • La Guida Curiosa
Leggi l'articolo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti
  • Il fango e la neve
  • Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
  • In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
  • Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi
  • Le lacrime della giraffa
Commenti recenti
  • Laura Salvi su Veules-les-Roses. A spasso lungo la Costa d’Alabastro
  • paola barbieri su Como San Giovanni. Dalla Santa Inquisizione… alla stazione
  • La Guida Curiosa su Edvige Mrozowska. Storia di un’esploratrice
  • La Guida Curiosa su Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)
  • Lucina su Mont Saint Michel. Come non farsi travolgere dalla marea (umana)
Archivi
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Gennaio 2022
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Dicembre 2019
  • Giugno 2019
  • Aprile 2019
  • Marzo 2019
  • Febbraio 2019
  • Gennaio 2019
  • Novembre 2018
  • Ottobre 2018
  • Settembre 2018
  • Agosto 2018
  • Luglio 2018
  • Giugno 2018
  • Maggio 2018
  • Aprile 2018
  • Marzo 2018
  • Febbraio 2018
  • Gennaio 2018
  • Dicembre 2017
Categorie
  • Alloggi
  • America
  • Appunti di viaggio
  • Austria
  • Basilicata
  • Buono a sapersi
  • Campania
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • Con gli amici
  • Curiosità
  • Da soli o in coppia
  • Estonia
  • Europa
  • Finlandia
  • Food & Co.
  • Francia
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Germania
  • Gli imperdibili (secondo me)
  • I consigli di Sir Didò
  • In famiglia
  • Irlanda
  • Islanda
  • Italia
  • La biblioteca di PP
  • Lazio
  • Lettonia
  • Liguria
  • Lituania
  • Lombardia
  • Norvegia
  • Paesi Bassi
  • Pensieri in libertà
  • Piemonte
  • Portogallo
  • Prossimi appuntamenti
  • Regno Unito
  • Repubblica Ceca
  • Russia
  • Sicilia
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Stati Uniti
  • Storia e storie
  • Svizzera
  • Toscana
  • Ungheria
  • Veneto
Meta
  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
Articoli
  • Rumiz guerra Il fango e la neve

    Il fango e la neve

    Leggi l'articolo
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana

    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica

    Leggi l'articolo
  • Sganzini In Svizzera libro

    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia

    Leggi l'articolo
  • Marais Parigi Place des Vosges

    Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi

    Leggi l'articolo
  • Guanda Le lacrime della giraffa Botswana

    Le lacrime della giraffa

    Leggi l'articolo
Seguimi su Facebook
Instagram
Articoli in evidenza
  • Rumiz guerra Il fango e la neve 1
    Il fango e la neve
    • 13 Gennaio 2026
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana 2
    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
    • 9 Gennaio 2026
  • Sganzini In Svizzera libro 3
    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
    • 6 Gennaio 2026
  • Marais Parigi Place des Vosges 4
    Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi
    • 2 Gennaio 2026
about
La guida curiosa

Semplicemente in viaggio

Tour leader e guida turistica per professione, sono viaggiatrice per passione. Dopo la laurea in Filosofia, sono partita alla scoperta del mondo. Dal 2017 vi narro curiosità e storie dai miei viaggi, vicini e lontani. D'ora in poi, come in una sonata a quattro mani, Francesca, viaggiatrice provetta e curiosa, racconterà con me. Qualche volta partiremo insieme, altre separatamente. Ma sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per il mondo.
Scrivimi
Menu
  • Curiosità
    • Storia e storie
    • Appunti di viaggio
    • Gli imperdibili (secondo me)
  • Esperienze
    • Da soli o in coppia
    • Con gli amici
    • In famiglia
  • Come non rovinarsi il viaggio
  • I consigli di Sir Didò
    • Food & Co.
    • Alloggi
    • Buono a sapersi
  • La biblioteca di PP
  • Contatti
Tag
Andalusia architettura arte bandiere Barocco berlino biblioteche bled Budapest cammino di santiago casedegliscrittori castelli cernobbio consigli danubio estonia giardini gite fuori porta iledefrance itinerari insoliti lago lago di como lago maggiore Leggende libri Lisbona modi di dire monete musica parigiconibambini pausa radio reykjavík Riflessioni routedesecrivains rugby San Carlo Scoperte sport storia tradizioni varese viaggi Vienna Volte
Articoli recenti
  • Rumiz guerra Il fango e la neve
    Il fango e la neve
    • 13 Gennaio 2026
  • Barcellona Palau de la Musica Catalana
    Il Palau de la Musica Catalana. Il giardino della musica
    • 9 Gennaio 2026
  • Sganzini In Svizzera libro
    In Svizzera. Sulle tracce di Helvetia
    • 6 Gennaio 2026
  • Marais Parigi Place des Vosges
    Place des Vosges. Il mio colpo di fulmine a Parigi
    • 2 Gennaio 2026

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.