Le esposizioni delle Scuderie del Quirinale sono sempre una garanzia. E Tesori dei faraoni, che io e Daniela abbiamo visto a inizio marzo, non fa certo eccezione!
Forse ve lo ricordate… tempo fa vi ho raccontato di una gita di giornata a Roma per andare a mangiare un carciofo e vedere una mostra. Ma quale mostra? Scusatemi se ancora non ve l’ho detto…

Se, come me, vorreste andare al Cairo e a Luxor ma non ne avete ancora avuto l’occasione, Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale è un’occasione da non perdere. Curata dal Dr. Tarek El Awady, questa mostra è davvero un evento straordinario e unico per ammirare opere e reperti eccezionali, tra cui alcuni esposti per la prima volta in Italia. Considerate che è solo la seconda volta che l’Egitto autorizza un’esposizione così imponente dopo quella dei primi anni Duemila a Palazzo Grassi di Venezia.
Come dite? Non siete particolarmente appassionati di archeologia? Questa potrebbe essere l’occasione perfetta per cominciare…
Il percorso espositivo si snoda in sei sezioni tematiche, che raccontano una civiltà senza tempo: il ruolo divino dei faraoni, l’organizzazione sociale, la spiritualità, i rituali dell’aldilà e le scoperte archeologiche più recenti.
Ogni tema viene affrontato con alcuni pezzi iconici (alcuni notissimi, altri veramente insoliti) che affascinano anche il visitatore più inesperto. La mostra è espressamente pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta dei faraoni e del loro regno, fiorito tra le acque del Nilo e l’immensità del deserto. Sala dopo sala, il visitatore può approfondire alcuni aspetti centrali della civiltà egizia: la figura del sovrano e il potere esercitato sulle “Due Terre”, la corte e i dignitari, l’arte e l’architettura, la visione della morte e dell’aldilà, la vita quotidiana ma anche le credenze religiose e il complesso universo mitologico.

Il percorso è allo stesso tempo ricco e scorrevole. Le spiegazioni chiare ma, allo stesso tempo, sintetiche. Personalmente mi sono perdutamente innamorata dei capolavori orafi qui esposti. Non si tratta solo di gioielli di rara bellezza ed eleganza ma anche di oggetti che testimoniano una abilità artigianale rara e un gusto che potrebbe ancora benissimo adattarsi alle vetrine delle nostre gioiellerie. C’erano un paio di bracciali per cui avrei fatto pazzie!
I monili, però, nell’antico Egitto non erano solo raffinati complementi ma veri e propri simboli di potere. Il grande collare di Psusennes I, ad esempio, racconta del potere del visir, vertice dell’apparato burocratico, vera e propria voce del faraone.
E le statue? Grazie al sapiente allestimento, potrete soffermarvi ad ammirare i ritratti di sacerdoti, funzionari, scribi… Ad un occhio disattento o superficiale potrebbero apparire simili ma, in realtà, ci sono infiniti particolari che le differenziano. Personalmente mi sono innamorata del servitore che prepara la birra!
Naturalmente non mancano sarcofagi e mummie ma sono gli oggetti della vita quotidiana ad avermi colpita maggiormente: un letto, un poggiatesta, gli specchi d’argento (che mi lasciano ogni volta perplessa)…Tutto è stato pensato per rendere vivo e reale l’antico Egitto. Ovviamente non mancano neppure le opere ‘monumentali’: la scultura della Triade di Micerino (Antico Regno), il sarcofago d’oro della regina Ahhotep (Nuovo Regno), la Collana delle Mosche d’Oro della regina Ahhotep, la maschera funeraria d’oro di Amenemope, il sarcofago d’oro di Thuya, nonna del faraone Akhenaton, la copertura funeraria d’oro del faraone Psusennes I (Terzo Periodo Intermedio)…

Come se tutto questo non bastasse, la mostra dedica anche un interessante approfondimento alla Città d’Oro, un insediamento databile al regno di Amenhotep III e Akhenaton, riemerso grazie a un eccezionale scavo archeologico, i cui reperti offrono uno sguardo inedito sulla società egizia, sulla vita quotidiana e gli usi degli artigiani al servizio della corte, che, con la loro maestria, hanno contribuito a costruire la storia.

La mostra, quindi, valeva una gita di giornata a Roma? Assolutamente sì…Se vi ho incuriositi, come spero, sappiate che avete tempo fino al 14 giugno per approfittare di tanta bellezza.
Un consiglio: prima di uscire e andare a spasso per la splendida Roma, date un’occhiata al book shop del museo: il catalogo dell’esposizione è decisamente notevole. Un vero e proprio manuale sull’antico Egitto, curato dal Dr. Zahi Hawass. Se il suo ‘peso’ non vi spaventa, portatelo a casa con voi, ne vale la pena!
P.S. Daniela, quando mi regali quei copri dita d’oro?