Oggi vi voglio raccontare del mio ultimo colpo di fulmine parigino: il Musée Bourdelle.
Il meteo a Parigi può davvero essere un’incognita. Persino d’estate… Oggi, invece che portarvi a visitare il museo Albert Khan e il parco di Saint-Cloud come avevo originariamente pensato, per causa di un cielo troppo grigio e di un vento troppo freddo, andiamo ad esplorare meglio il quartiere di Montparnasse.
Conoscere Montparnasse
È da tempo che medito di ‘studiare’ meglio questa zona della città e questa sembra proprio essere l’occasione per farlo. Quindi, gambe in spalla, puntiamo verso la torre e andiamo a scoprire che cosa ci riserva il ‘Monte Parnaso’. Che cosa c’entra l’antica Grecia? Adesso ve lo spiego. Nata come zona di scarico e deposito di materiale proveniente dalle cave limitrofe, questa collinetta artificiale e periferica di Parigi, si trasformò nella culla di studenti e intellettuali: divenne in poco tempo un ritrovo privilegiato così amato e frequentato dagli artisti e dai filosofi della capitale, da essere soprannominato Mont Parnasse, ovvero Monte Parnaso, la dimora delle muse e del dio Apollo.

L’unica cosa importante per chi veniva a stabilirsi qui era poter avere un tetto sulla testa e un luogo dove creare. A questo scopo, quasi ogni magazzino, ogni stabile veniva trasformato in atelier! Di alcuni, malauguratamente, rimane traccia solo grazie a targhe commemorative, ma ancora possiamo visitare la casa di Modigliani, lo studio di Zadkine… Io, da tempo, sogno di poter vedere La Ruche, una sorta di ‘ospizio’ creato da Alfred Boucher per gli artisti squattrinati. Purtroppo problemi strutturali e di gestione lo rendono quasi impraticabile. Pazienza, prima o poi ci riuscirò. Per oggi mi ‘limiterò’ ad immaginare Apollinaire, Gauguin, Matisse e Hemingway, Modigliani, Zadkine, Soutine, Chagall che camminano insieme a me mentre vado a cercare il Musée Bourdelle.
Un incantevole giardino segreto
Il museo è stato creato nel 1949, per dare testimonianza del lavoro dello scultore e raccontare una delle ultime cité d’artiste di Montparnasse. Nel 1992 è stata aggiunta anche la spettacolare Sala dei gessi ma sono i due giardini, quello esterno e la corte interna, ad essere il reale perno dell’esposizione. Autentici angoli di pace (dove nessuno vi impedirà di rilassarvi su una sdraio o su una panchina) ma anche veri e propri laboratori di scultura.
Il percorso, con le sue sei sezioni, vuole raccontare non tanto l’evoluzione cronologica dell’opera di Antoine Bourdelle ma mostrare il suo modus operandi e la sua capacità di raccogliere suggestioni e influenze per rielaborarle in modo completamente originale. Allievo del mio amato Rodin, Bourdelle ha una visione più intellettuale della scultura. Ma soprattutto, la sua è una stupefacente opera monumentale. Lo percepiamo già in giardino, guardando il suo Hérakles arciere o la sua bellissima Penelope ma ne abbiamo la definitiva conferma entrando nella grande sala dei gessi. Le dimensioni delle opere sono vera sorpresa!
La vera meraviglia, per me, però arriva passando al cortile interno: non sono solo le opere a colpirmi ma il poter toccare con mano la struttura di un atelier di inizio ‘900. Il tempo qui sembra essersi fermato. Nemmeno il rumore della città riesce a penetrare tra queste mura. Il percorso espositivo continua all’interno degli edifici del cortile: veri e propri laboratori, prima che musei. Bozzetti, esperimenti, piccoli bronzi. Non manca nulla. Bourdelle era decisamente un perfezionista: ogni sua scultura prevede uno studio minuzioso, tentativi, abbozzi. Tra una statua e l’altra, compaiono anche opere di amici e sodali: Arp, Modigliani, Rodin… A testimoniare come l’arte sia soprattutto dialogo creativo.
Personalmente ho trovato interessantissimo il corridoio in cui sono esposti gli studi per il Monumento ai combattenti del 1870 di Montauban. Ogni bozzetto, ogni scultura racconta un aspetto della guerra: dolore, rabbia, paura. Davvero notevole e soprattutto perfettamente raccontato.
Gli ateliers di pittura e scultura
Bourdelle non è stato solo uno scultore di chiara fama, molto amato dai suoi contemporanei ma è stato soprattutto un insegnante appassionato: ha avuto centinaia di allievi e apprendisti alla scuola de la Grande Chaumiére (dove ha insegnato tra il 1909 e il 1929) e al suo atelier di impasse du Maine. I suoi ateliers di pittura e scultura, dopo il restauro del 2023, sono stati ripensati e progettati proprio per restituire anche questo aspetto pedagogico.
Come incide la luce quando si scolpisce? Come si progetta un bronzo? Come si realizza un bozzetto? Quali strumenti sono necessari? Tutto è spiegato con semplicità ma in modo estremamente efficace: raramente mi è capitato di poter osservare tanto da vicino opere e strumenti! Un bellissimo progetto didattico oltre che museale.
Ancora qualche piccola meraviglia
Quando l’artista si installa al 16 impasse du Maine nel 1885, il quartiere non ha nulla a che vedere con la Montparnasse odierna. La zona è quasi di campagna. Proprio per questo, Bourdelle, con il passare degli anni, riesce ad acquistare non solo gli edifici del suo ateliers ma anche una discreta quantità di terreno. Il percorso espositivo ancora non è finito: c’è ancora una (piacevolissima) promenade che mi aspetta. Un’ultima parte di giardino rimane da scoprire. Incastonato strettamente tra gli edifici che lo circondano, il giardino del museo è davvero uno scrigno, popolato di strani personaggi di bronzo…. e che dire di quell’incredibile e gigantesco cavallo che osserva tutti e tutto dall’alto? Dovreste assolutamente vederlo!
Prima di andare, salite anche sulla terrazza del museo. Potrete bere un caffè e, nel frattempo, rendervi conto di come e quanto storia e contemporaneità in una città come Parigi riescano a convivere una accanto all’altra. Bonne visite!
Informazioni pratiche
Musée Bourdelle 18, rue Antoine-Bourdelle 75015 Parigi
Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Sono sicura vi farà piacere sapere che l’ingresso è gratuito e non necessita prenotazione. Solo le esposizioni temporanee sono a pagamento.

Ancora qualche piccola meraviglia