Siete alla ricerca di una ‘gita’ di giornata in questa calda estate? Che ne dite di venire con me al parco di Villa Pallavicino a Stresa?
Per me il lago Maggiore è sempre una buona idea. La Rocca di Angera, le isole Borromee, le bellissime isole di Brissago o i Castelli di Cannero… Tutte mete che posso vedere e rivedere. Ma oggi sogno solo un luogo dove passare qualche ora piacevole lontano dalla folla. Potrei tornare a Villa Taranto, ovviamente, ma ho bisogno di scoprire qualcosa di nuovo. È da tempo che io e Daniela abbiamo in progetto di visitare parco Pallavicino, questa sembra l’occasione perfetta.
Il caldo è finalmente un po’ meno soffocante rispetto ai giorni scorsi. Parcheggiata l’auto proprio all’ingresso del parco, iniziamo a esplorare. All’ombra, una piacevole brezza ci regala il sospirato sollievo che stavamo cercando.
Brevissima storia della Villa e del suo Parco
Villa Pallavicino è nata come dimora privata nel 1855, in seguito all’acquisto dei terreni della zona Sabbion grossa (dal nome del torrentello che l’attraversa) da parte di Ruggiero Bonghi, statista e letterato. L’anno seguente, la tenuta viene ampliata. Nel 1862 il complesso passa alla famiglia genovese Pallavicino che amplia villa e parco. Vengono costruite strade carrozzabili, il parco viene decorato con statue e fontane… Prendono forma i 18 ettari di parco che conosciamo oggi.

Nel 1956, i discendenti della famiglia decidono di trasformare il giardino in un museo faunistico aperto al pubblico. Ludovico Pallavicino, il 7 agosto, inaugura il parco zoologico. Inizialmente gli animali erano tutti autoctoni, successivamente sono comparse anche specie esotiche. Oggi a farla da padroni sono soprattutto gli animali della fattoria: caprette, cavalli, galline, mucche… Vivono coccolate e vezzeggiate dai numerosi bambini che vengono qui a trovarle e a sperimentare il contatto diretto con animali che, altrimenti, difficilmente potrebbero incontrare.
Dal 2017 il parco fa parte del circuito delle isole Borromee e dal 2021 è ufficialmente proprietà della famiglia Borromeo.

Una pausa pranzo con i pavoni
Ci inerpichiamo per la collina, immerse nella frescura della vegetazione. La città e il traffico sembrano lontanissimi: solo il mormorio del ruscello che attraversa la proprietà ci fa compagnia… In realtà, un altro rumore c’è! Pavoni, questo è indubbiamente il verso dei pavoni, croce e delizia della mia infanzia. Anni di attesa (vana) con il desiderio di vedere una loro celebre ruota senza riuscirci… Ho dovuto attendere i quarant’anni e andare allo Jardin d’Acclimatation a Parigi per riuscirci! In effetti, eccoli… rumorosi e liberi che scorrazzano nel prato antistante il bar della Villa.
Quasi quasi ci fermiamo per un caffè… Non appena ci accomodiamo ad un tavolino, capiamo che alzarsi sarà molto difficile: qui tira un venticello meraviglioso e si sta davvero a meraviglia. Il nostro caffè si trasforma immediatamente in un piacevole pranzo. Con tanto di gelato finale. Un pavone (il più bello) ci tiene compagnia e si lascia ammirare senza alcuna paura. Ma niente ruota, neppure stavolta! Pazienza… questo è davvero un piccolo angolo di paradiso.
Giardino e fattoria
Ci alziamo, riluttanti. È ora di continuare la nostra esplorazione. Il giardino ci attende. Piacevole e ben curato, è di sicuro meno ricco e sorprendente, dal punto di vista botanico, rispetto ad altri parchi che si affacciano sul lago. Anche se immagino che passeggiare per il roseto in piena fioritura debba essere un vero un piacere. E poi, in alcuni angoli di prato manca solo una bella amaca! Pur non essendo una grande amante dei giardini zoologici, devo ammettere che questo è davvero ben tenuto. Personalmente mi sono innamorata dei cani della prateria che mai avevo visto così da vicino. Per non parlare delle pecore con il muso nero (che trovo adorabili)…

L’afa, che finora ci aveva risparmiate, si fa sentire. Il tempo sta cambiando. Salutiamo un addormentato e bellissimo barbagianni e il suo vicino gufo ed entriamo nella zona della fattoria. L’unica parte del parco a cui non possono accedere i cani.
Cerbiatti, pony, caprette…. da bambina sarei impazzita per un posto così. Un’informazione di servizio utile: il parco organizza laboratori didattici, conferenze ed esperienze dedicate a piccoli e grandi. Davvero un progetto vario e interessante. Sì sta avvicinando un temporale. Il cielo sopra l’isola Bella è già grigio. Per noi è ora di tornare verso casa, contente di aver scoperto un altro piccolo pezzo di lago dove tornare alla prima occasione.